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Svelato l’ultimo segreto delle Cascate di Sangue in Antartide: come si formano le Blood Falls

Ricercatori statunitensi hanno svelato l’ultimo mistero delle Cascate di Sangue (Blood Falls), uno spettacolare flusso di salamoia rosso sangue che sgorga dal ghiacciaio Taylor in Antartide. Ora non solo sappiamo perché ha questo colore, ma anche le dinamiche che innescano periodicamente il fenomeno.
A cura di Andrea Centini
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Le Cascate di Sangue (Blood Falls). Credit: National Science Foundation/Peter Rejcek
Le Cascate di Sangue (Blood Falls). Credit: National Science Foundation/Peter Rejcek

Tra gli spettacoli naturali più affascinanti osservabili in Antartide vi sono le famose “Cascate di Sangue” (Blood Falls), un flusso rosso sanguigno che sgorga dal ghiacciaio Taylor e si tuffa nel lago glaciale Bonney. Furono scoperte nel 1911 dal ricercatore australiano Griffith Taylor e da allora sono state al centro di molteplici studi, che nel corso dei decenni ne hanno pian piano svelato i segreti. Inizialmente si pensava che le cascate scaturissero da un deposito d'acqua ricco di alghe rosse; oggi, grazie a uno studio condotto da scienziati dell'Università dell'Alaska e dell'Università del Colorado, sappiamo che l'origine è molto diversa.

La fonte del fenomeno, infatti, è un lago subglaciale posto sotto uno strato di ghiaccio spesso centinaia di metri e situato a chilometri di distanza dal luogo in cui prendono vita le Blood Falls. Si tratta delle vestigia dell'Oceano Antartico ritiratosi milioni di anni fa dall’arida area delle valli McMurdo, nel cuore della regione antartica della Dipendenza di Ross. Il lago non è composto da “semplice” acqua, ma da una salamoia ricchissima di sale: proprio la presenza di sale permette al lago e al flusso di non congelare nonostante le temperature estreme (la media annuale è di –15 °C). Il colore rosso non dipende dalla presenza di alghe rosse, bensì dall'ossidazione di ioni di ferro – abbondanti nel cuore del ghiacciaio – quando entrano in contatto con l'aria. In questo ambiente estremo vive una popolazione di batteri preistorici che sfrutta solfati e ferro per il proprio metabolismo.

Il ghiacciaio Taylor incontra il lago Bonney. Credit: Antarctic Science
Il ghiacciaio Taylor incontra il lago Bonney. Credit: Antarctic Science

Il flusso delle Cascate di Sangue dal ghiacciaio Taylor non è continuo, ma episodico, con picchi che vengono raggiunti nei mesi estivi. Un nuovo studio ha dimostrato che le cascate vengono innescate da variazioni di pressione determinate dal peso e dai movimenti del ghiacciaio al di sopra del lago subglaciale. La salamoia, presente in vasti depositi, si insinua nei canali che corrono nel ghiaccio e viene espulsa proprio in virtù dell'aumento di pressione. È interessante notare che il rilascio prolungato del flusso determina una successiva riduzione della pressione dell'acqua subglaciale e fa abbassare la superficie del ghiacciaio; inoltre viene frenato lo scivolamento della massa verso la valle McMurdo. In pratica, la pressione viene prima accumulata, poi, quando diventa insostenibile, l'acqua viene spinta nei canali e agisce come una sorta di freno idraulico. Dopo lo “sfogo”, che può durare anche diverse settimane, la pressione tende a diminuire, il ghiaccio si abbassa e ricomincia il ciclo, che comporta un nuovo accumulo di pressione e una successiva espulsione della salamoia.

A determinare questo processo dinamico, che spiega come nascono le cascate, è stato un team di ricerca statunitense guidato da scienziati dell'Università Statale della Louisiana di Baton Rouge, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Geofisica dell'Università del Colorado e del Centro di Limnologia dell’Università del Wisconsin–Madison. I ricercatori, coordinati dal professor Peter T. Doran, docente presso il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell’ateneo della Louisiana, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto varie osservazioni del ghiacciaio Taylor tra il 2017 e il 2021. Combinando i filmati catturati da una fotocamera time‑lapse puntata sulle Cascate di Sangue con dati GPS e di vari sensori posizionati sul ghiacciaio, i ricercatori hanno rilevato un abbassamento del ghiacciaio di 15 millimetri coincidente con un deflusso delle Blood Falls e un rallentamento di circa il 10 percento della velocità del ghiacciaio. Da queste osservazioni è stato determinato che lo scarico prolungato della salamoia (circa un mese) abbassa la superficie del ghiacciaio e riduce la pressione dell'acqua subglaciale. Ciò indica che l'accumulo di pressione sotto il ghiacciaio determina una periodica apertura delle vie di deflusso verso la superficie del ghiacciaio e verso il lago Bonney. Dopo lo sfogo il sistema si stabilizza, la pressione torna ad accumularsi fino al nuovo innesco delle Cascate di Sangue.

Gli episodi di deflusso registrati nel 2018 sul ghiacciaio Taylor. Credit: Antarctic Science
Gli episodi di deflusso registrati nel 2018 sul ghiacciaio Taylor. Credit: Antarctic Science

Sebbene si tratta di uno spettacolo affascinante, purtroppo non è accessibile al pubblico. Non solo perché si trova in un'area del Polo Sud remota, difficilmente accessibile e con condizioni estreme, ma anche perché è rigidamente protetta; di fatto, solo gli scienziati hanno il privilegio di poter ammirare questa meraviglia della natura, di cui è stato svelato l'ultimo segreto. Ora non solo conosciamo il motivo per cui le Blood Falls sono rosso sangue. ma anche le dinamiche che ne determinano la periodica comparsa. Esistono cascate rosso sangue anche in Iran, ma sono generate da un fenomeno totalmente diverso. I dettagli della ricerca “Glacier surface lowering and subglacial outflow coincide with Blood Falls discharge in the McMurdo Dry Valleys” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Antarctic Science.

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