Spiagge di Sydney invase da “palle di cacca”, svelata la fonte: 2 miliardi di dollari per risolvere

Tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 le bellissime spiagge di Sydney – come la celebre Bondi Beach – furono invase da migliaia di piccole e misteriose palline nere, grandi più o meno come una palla da golf. Inizialmente si pensò che potessero essere fatte di catrame – come suggerito dalle analisi preliminari eseguite tramite spettroscopia di risonanza magnetica nucleare allo stato solido – ed eventualmente formatesi a seguito di un incidente (o un atto deliberato) di sversamento in mare di idrocarburi. La realtà, era tuttavia decisamente peggiore e ben più disgustosa. Si trattava infatti di grumi di grasso, oli, feci umane, farmaci, lubrificanti, droghe e altri rifiuti, che il moto ondoso aveva plasmato in vere e proprie "palle di cacca". Sì capì così che erano i residui di un fatberg, un ammasso che può generarsi all'interno delle reti fognarie con le giuste condizioni. Recentemente ne è stato scoperto uno gigantesco lungo 100 metri e pesante 100 tonnellate nel quartiere Whitechapel di Londra.
I ricercatori australiani hanno identificato la posizione del fatberg, annidatosi nel cuore del sistema di trattamento delle acque reflue di Malabar, uno dei più grandi sistemi fognari dell'Australia che serve circa 2 milioni di persone. Tra i sobborghi dell'area metropolitana di Sydney serviti dal Malabar figurano i popolosi Liverpool, Fairfield, Campbelltown e lo stesso Malabar. Nel corso di diversi mesi, come riportato dal Guardian, gli operatori sono riusciti a rimuovere ben 53 tonnellate di materiale proveniente dal fatberg, ma il mostro di grasso e feci si è fissato in un punto che non può essere raggiunto, una situazione che alimenta il rischio di nuove, disgustose invasioni. Sydney Water, la società che gestisce il sistema, indica che il materiale si trova esattamente tra le paratie e il tunnel che scarica nell'oceano, a circa 300 metri di distanza dall'apertura; non è possibile superare in sicurezza queste paratie, considerando anche che sarebbero temporaneamente accessibili solo in condizioni di bassa marea.
L'unico modo per far fronte al problema, che minaccia tanto la salute pubblica quanto il turismo (diverse spiagge furono chiuse a seguito dell'arrivo delle “palle di cacca”) e l'ambiente, è intervenire con una gigantesca opera di ristrutturazione dell'intero sistema Malabar. Per questo il governo del Nuovo Galles del Sud ha appena annunciato un intervento da 3 miliardi di dollari australiani (2 miliardi di dollari americani o 1,72 miliardi di Euro al cambio attuale) per ammodernarlo e ampliarlo entro i prossimi 10 anni. L'obiettivo è ridurre il volume di acque reflue che il sistema deve trattare.
Il Malabar scarica direttamente nell'Oceano Pacifico attraverso un diffusore sottomarino (chiamato Malabar deep ocean outfall) che si trova a oltre 80 metri di profondità e circa 3,6 chilometri dalla costa. Si stima che ogni giorno tratti poco meno di mezzo miliardo di litri di acque reflue. Il sistema è stato progettato alla fine degli anni '80 ed è diventato operativo nei '90, ma negli ultimi decenni la popolazione nel Sud-Ovest di Sydney è cresciuta esponenzialmente, aumentando in modo significativo il carico sulla rete fognaria.
Si ritiene che il fatberg abbia rilasciato i detriti all'origine delle disgustose palle a causa dell'incremento della pressione nel sistema di pompaggio, forse a causa di piogge abbondanti o interruzioni alla rete elettrica. Ciò che è certo è che i fatberg rappresentano un grosso problema per i sistemi fognari di quasi tutto il mondo (anche a causa dell'incuria di chi getta materiali che non dovrebbe) con ingenti costi di ripristino che ricadono sull'intera popolazione.
“Sydney è una città in rapida crescita e nessuno vuole più vedere cumuli di detriti depositarsi sulle nostre splendide spiagge, ma la verità è che il nostro sistema di depurazione ha bisogno di essere ammodernato per tenere il passo con la popolazione”, ha affermato la ministra dell'acqua Rose Jackson in un comunicato stampa del governo del Nuovo Galles del Sud . “Per troppo tempo, la mancanza di investimenti nelle infrastrutture essenziali nella zona occidentale di Sydney ha rappresentato un freno ai nostri obiettivi abitativi. Non possiamo rimediare da un giorno all'altro, ma stiamo lavorando per risolvere questo arretrato. Si tratta di un piano importante per realizzare aggiornamenti critici del sistema di acque reflue in modo sensato e graduale, garantendo che i principali investimenti siano finanziati nel tempo e che gli utenti di Sydney Water non si trovino ad affrontare bollette improvvise e ingenti. Il nostro governo è concentrato sulla realizzazione delle infrastrutture essenziali di cui la nostra città ha bisogno per continuare a crescere, senza privatizzare i nostri beni essenziali”, ha chiosato la ministra. La speranza è che in futuro le spiagge di Sydney non siano più invase dalle orribili palline, il cui odore, come affermato a 9News dallo scienziato Jon Beves, è il peggiore che si possa sentire.