video suggerito
video suggerito

Sono arrivate le marzaiole: le foto delle bellissime anatre di marzo che annunciano la primavera

Le marzaiole, come indica il nome, sono anatre che in genere fanno la propria comparsa in Italia nel mese di marzo, durante la migrazione primaverile. Noi abbiamo avuto la fortuna di avvistare e fotografare più volte questi splendidi uccelli in provincia di Roma e Latina, sebbene la loro preziosa presenza sia sempre fugace.
A cura di Andrea Centini
0 CONDIVISIONI
Una coppia di marzaiole. Credit: Andrea Centini
Una coppia di marzaiole. Credit: Andrea Centini

Le anatre sono tutte bellissime e interessanti da osservare, compreso il comune germano reale, ma c'è una specie alla quale siamo particolarmente affezionati: la marzaiola (Spatula querquedula). Come suggerisce il nome, questo uccello è strettamente associato al mese di marzo, quando giunge in Italia nel contesto della migrazione riproduttiva (alcuni esemplari arrivano già a febbraio). La marzaiola, analogamente a gruccioni, upupe, usignoli e altri uccelli migratori, torna nel nostro Paese dopo un lungo viaggio dall'Africa subsahariana. Ciò nonostante, per molti degli esemplari che si avvistano in questo periodo, lo Stivale rappresenta solo una tappa: come spiegato dalla Lipu, infatti, in Europa le popolazioni popolazioni principali “sono localizzate nell’area baltica, in Polonia, Bielorussia, Kazakhstan e Russia”. Nel nostro Paese si contano appena 350-500 coppie nidificanti, concentrate soprattutto nelle zone umide della Pianura Padana e dell'Alto Adriatico. In Italia centrale, dove le abbiamo incontrate alcune volte nel corso degli anni, la loro presenza è invece limitata nello spazio e nel tempo; spesso le vediamo e ascoltiamo soltanto a marzo. Poi spariscono e tornano l'anno successivo. Le dinamiche di questi fugaci avvistamenti e il fatto che rappresentano un “biglietto da visita” della primavera rendono gli incontri con le marzaiole sempre emozionanti.

Maschio di marzaiola. Credit: Andrea Centini
Maschio di marzaiola. Credit: Andrea Centini

Nei giorni scorsi abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di vedere un esemplare maschio presso il Monumento naturale Palude di Torre Flavia, un'area protetta affacciata sul Tirreno poco più a nord di Roma, tra i comuni di Ladispoli e Cerveteri. Gli appassionati di birdwatching e i fotografi naturalisti che frequentano la zona ci hanno detto di aver avvistato quattro marzaiole, ma la zona umida è molto ampia (oltre 40 ettari) e ci sono più laghetti. Inoltre spesso le marzaiole vengono avvistate anche in mare in questo periodo. Quella che abbiamo avvistato noi si trovava nella grande palude sita a pochi metri dall'ingresso principale. Era insieme a un cospicuo gruppo di mestoloni, splendidi anatidi caratterizzati da un becco massiccio.

La marzaiola al Monumento naturale Palude di Torre Flavia fotografata nei giorni scorsi. Credit: Andrea Centini
La marzaiola al Monumento naturale Palude di Torre Flavia fotografata nei giorni scorsi. Credit: Andrea Centini

Come mostrano le foto che trovate nell'articolo, la marzaiola è un'anatra dal piumaggio meraviglioso. Parliamo principalmente del maschio, dato che la femmina, come moltissime altre anatre, presenta una colorazione criptica che le permette di mimetizzarsi fra la vegetazione e proteggere il nido durante la cova. La caratteristica distintiva del maschio è la spettacolare mezzaluna bianca che da sopra gli occhi scende sino alla metà del collo. Il corpo, visto lateralmente, risulta come se fosse diviso in tre segmenti diversi: marroncino-rossiccio macchiettato di nero per quello anteriore; grigio con strette bande bianche e nere al centro (con eleganti strisce in alto); “leopardato” e criptico in quello posteriore. In volo è presente un bellissimo specchio alare verde smeraldo adornato di bianco. Il becco è grigio scuro mentre l'occhio è di un nocciola intenso. Per quanto concerne le dimensioni, le marzaiole sono leggermente più grandi delle alzavole, raggiungendo i 40 centimetri di lunghezza e un'apertura alare di poco inferiore ai 65 centimetri. Il peso, negli esemplari più grandi, può arrivare a sfiorare il mezzo chilogrammo.

Coppia di marzaiole. Credit: Andrea Centini
Coppia di marzaiole. Credit: Andrea Centini

Queste anatre, come evidenzia la Lipu, prediligono “acque dolci poco estese, riparate, poco profonde, con transizione verso praterie, aree allagate o altri tipi di zone umide, con abbondanza di vegetazione fluttuante ed emersa”. Nidificano entro una ventina di metri dall'acqua nella vegetazione alta, dove possono nascondersi dai predatori come il falco di palude, la volpe e nelle zone in cui è presente l'aquila anatraia. Ma possono essere anche vittime di gabbiani, cornacchie, ratti e varie specie di mustelidi, in particolar modo i giovani, i nidiacei e le uova.

A causa della predilezione per le zone umide e ripariali con acque poco profonde, molto spesso questi uccelli sono nascosti dai canneti e altra vegetazione. Ma la loro presenza può essere confermata dall'ascolto del caratteristico richiamo del maschio, un crepitante “prerorrer”, come indicato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson. Sembra quasi un maialino che grufola sul terreno, a differenza del porciglione che invece ha un richiamo molto affine al grugnito. Non a caso in inglese le marzaiole hanno il nome onomatopeico "garganey".

Marzaiole. Credit: Andrea Centini
Marzaiole. Credit: Andrea Centini

Lo stato di conservazione della specie a livello globale è stato recentemente declassato in "Prossimo alla minaccia" (Least Concern, codice LC) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Si stima una popolazione complessiva compresa tra 1,0 e 1,7 milioni di individui adulti. È sorprendente che, secondo le stime indicate dalla Lipu, oltre mezzo milione di marzaiole vengano uccise ogni anno dai cacciatori tra Russia, Ucraina, Francia e Polonia. Tra le principali minacce, oltre alla caccia, figura il progressivo degrado delle aree umide, gli sfalci in periodo riproduttivo e la desertificazione nei luoghi di svernamento in Africa. In Italia la specie è poco studiata proprio a causa della scarsa abbondanza di esemplari nidificanti.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views