Seguendo un asteroide potremmo raggiungere Marte in soli 153 giorni: la scoperta di un astronomo brasiliano

Un asteroide potrebbe averci indicato una scorciatoia verso Marte. Ora come ora gli scienziati hanno calcolato che con le attuali tecnologie un veicolo spaziale impiegherebbe dai sei ai nove mesi solo per raggiungere il Pianeta Rosso. C'è poi da calcolare il ritorno, che rende il tutto ancora più complicato. Secondo l'astrofisico Marcelo de Oliveira Souza, dell'Università Statale del Nord di Rio de Janeiro, ci sarebbe però un modo per accorciare notevolmente i tempi del viaggio sfruttando un asteroide come una sorta di "guida" interstellare.
In uno studio pubblicato sulla rivista Acta Astronautica, Souza ha teorizzato un tragitto che, sfruttando l'orbita dell'asteroide 2001 CA21 che periodicamente passa vicino al nostro pianeta, potrebbero portare l'uomo ad andare e tornare da Marte in poco più di cinque mesi.
Lo studio dell'asteroide che traccia la strada
La pianificazione delle missioni verso Marte si basa sull'opposizione marziana, un fenomeno che si verifica più o meno ogni 26 mesi e porta la Terra a passare tra il Sole e Marte, riducendo al minimo la distanza tra i due pianeti. È proprio in questa finestra temporale che sonde come MAVEN o Odyssey vengono spedite verso il Pianeta Rosso.
Normalmente le traiettorie dei viaggi marziani vengono calcolate utilizzando dati estremamente precisi sulle orbite dei pianeti in modo da sfruttare la gravità per ottimizzare la propulsione dei velivoli e, soprattutto, risparmiare un bel po' di carburante. Souza si è però chiesto se esistessero percorsi più efficienti nascosti tra le complesse dinamiche del Sistema Solare. L'astronomo si è quindi concentrato sul tragitto dell'asteroide 2001 CA21, la cui traiettoria sub-ellittica interseca proprio le orbite di Marte e della Terra, per capire se potesse offrire qualche indicazione utile per accorciare i tempi della traversata cosmica.
Il ricercatore ha quindi provato a cercare dei percorsi che rimanessero entro cinque gradi dall'inclinazione dell'asteroide. Mantenersi vicini al piano orbitale dell'oggetto spaziale consentirebbe infatti a una sonda di seguire una traiettoria con meno cambi di direzione, riducendo il consumo di carburante e il tempo di viaggio.
La via più veloce esiste, ma bisogna aspettare il 2031
Per verificare la fattibilità dell'idea, Souza ha calcolato tre possibili finestre di lancio analizzando le prossime opposizioni di Marte che cadranno rispettivamente nel 2027, 2029 e 2031. Solo quest'ultima ha mostrato un allineamento favorevole tra la geometria Terra-Marte e il piano orbitale dell'asteroide. Lo studio ha anche individuato due possibili percorsi andata-ritorno per un'eventuale missione: il primo durerebbe circa 226 giorni, mentre il secondo addirittura 153 giorni. Significherebbe ridurre drasticamente le attuali stime che ipotizzano viaggi di anche tre anni per andare e tornare dal Pianeta Rosso.
Ora, tale scoperta non significa che le prossime missioni della NASA (che prevede di portare gli uomini su Marte entro i primi anni '30) seguiranno sicuramente i percorsi tracciati dal dottor Souza. Lo stesso Souza ha sottolineato i limiti delle sue osservazioni, molto circoscritte e che non tengono conto di tutti i problemi logistici e le variabili del caso. Lo studioso poi non lavora per nessuna agenzia spaziale – la sua unica affiliazione, escluso il mondo accademico, è con l'organizzazione no-profit Astronomers Without Borders – e ha compiuto le sue ricerche su fonti pubbliche, accessibili a tutti.
Certo è che il suo lavoro, qualora confermato da ulteriori studi, potrebbe offrire interessanti cambiamenti di prospettiva. Gli asteroidi, finora studiati soprattutto per valutare eventuali rischi per la Terra, potrebbero diventare alleati preziosi nella navigazione spaziale, rendendo la conquista di Marte un'operazione un po' più sostenibile. E chissà che in vista del 2030, la NASA o SpaceX possano bussare alla porta del professor Souza per approfondire la questione.