Scoperta in Grecia la falena Papa Leone: è bellissima e vive sulle Montagne Bianche. Le ragioni del nome

Sulle Montagne Bianche (Lefka Ori) dell'isola di Creta, in Grecia, è stata scoperta una nuova, bellissima specie di falena, che gli scienziati hanno deciso di dedicare a Papa Leone XIV: il nome scientifico scelto dai tassonomisti per l'appariscente lepidottero è infatti Pyralis papaleonei. La falena Papa Leone appartiene alla ricca famiglia dei Piralidi (Pyralidae) composta da oltre 6.000 specie, larga parte delle quali vive nelle aree tropicali del pianeta. La decisione di omaggiare il Pontefice con questa nuova specie è legata a due ragioni principali: la prima è che storicamente, sin dalla fine del XVIII secolo, gli scienziati hanno deciso di chiamare le specie del genere Pyralis con nomi regali, altisonanti e spesso con riferimenti ecclesiastici (come Pyralis cardinalis), alla luce della loro incredibile bellezza e dell'aspetto nobile; in secondo luogo, si tratta di un appello simbolico a Papa Leone XIV – molto impegnato sul fronte ambientale – a proteggere il creato. Le falene nel cristianesimo sono spesso viste come un simbolo di "trasformazione, resurrezione e immortalità dell'anima", come indicato dagli autori dello studio, pertanto il riferimento alla Chiesa cattolica e al suo attuale “reggente” è considerato ancor più appropriato.

A scoprire e descrivere la falena Papa Leone è stato un team di ricerca internazionale guidato dallo scienziato Peter Huemer delle Collezioni di storia naturale presso il Tiroler Landesmuseen Betriebsges di Innsbruck (Austria), che ha collaborato a stretto contatto con i colleghi Lauri Kaila della Sezione di Zoologia del Museo finlandese di storia naturale di Helsinki (Finlandia) ed Hel Andreas della Stazione Zoologica SNSB di Monaco (Germania). La tassonomia del genere Pyralis è piuttosto complicata alla luce del fatto che alcune specie presentano un'elevata variabilità genetica. Quando gli entomologi si sono imbattuti per la prima volta nella falena Papa Leone credevano appartenesse alla specie affine Pyralis kacheticalis, tuttavia indagini approfondite hanno confermato che si trattava di una specie completamente nuova, divergente dal punto di vista genetico circa del 6 percento rispetto alla falena con cui era stata inizialmente confusa.
Altre caratteristiche distintive della falena Papa Leone sono rappresentate da una fascia bianca sottile e uniforme sulle ali anteriori (diversa da quella di tutte le altre specie affini) e ali posteriori con tonalità grigie e violacee divise da due linee bianche. Anche i genitali maschili e femminili – un altro fattore spesso usato in entomologia per la tassonomia – presentano dettagli unici, come l'assenza di elementi nel maschio e un signum sclerotizzato nella femmina. Tra le altre caratteristiche della falena Papa Leone, che presenta un'apertura alare di un paio di centimetri e dunque è di dimensioni medie, figura anche una bellissima macchia arancione-dorata sulle ali anteriori.

I ricercatori hanno identificato gli adulti della falena soltanto negli ambienti montani di Creta occidentale, in particolar modo nell'area dell'altopiano di Omalos, tra i 1.000 e i 1.200 metri di altitudine. Non sono stati trovati esemplari nelle zone costiere dell'isola. Le falene sono state osservate principalmente nel mese di giugno, con un singolo esemplare identificato a ottobre, probabilmente appartenente a una seconda generazione. Si sa molto poco sulla biologia e sulle abitudini di vita di questo bellissimo insetto. Gli autori dello studio sottolineano che conosciamo soltanto una piccolissima percentuale delle specie viventi e ogni anno ben 700 nuove falene vengono scoperte, soprattutto nelle zone tropicali, dove è presente una ricchissima biodiversità. A causa della crisi climatica e di altri fattori legati all'impatto antropico (dall'inquinamento alla distruzione degli habitat) molti animali si stanno estinguendo prima che possano essere scoperti, descritti e protetti.
“Ci troviamo di fronte a una crisi globale della biodiversità, eppure solo una frazione delle specie mondiali è stata scientificamente documentata. Una conservazione efficace della biodiversità richiede che le specie vengano prima riconosciute, descritte e nominate”, ha affermato in un comunicato stampa il dottor Peter Huemer, ex responsabile presso i Musei statali del Tirolo. I dettagli della ricerca “Pyralis papaleonei sp. nov. from Crete (Greece) (Lepidoptera, Pyralidae)” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Nota Lepidopterologica.