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16 Luglio 2022
12:55

Sanguinamento mestruale più abbondante per il 42% delle persone vaccinate contro la Covid: lo studio

I ricercatori hanno rilevato un’alterazione nel flusso mestruale in quasi la metà delle persone che hanno ricevuto il vaccino anti Covid. I dati dello studio.
A cura di Andrea Centini
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Il 42 percento delle persone coinvolte in uno studio ha affermato di aver avuto un sanguinamento mestruale più abbondante del normale entro due settimane dalla ricezione del vaccino anti Covid. Tra coloro che invece non avevano mestruazioni, il 70 percento di chi assumeva contraccettivi reversibili, il 39 percento di chi era sottoposto a terapie ormonali e il 66 percento di chi era in post-menopausa ha invece dichiarato di aver sperimentato “emorragie da rottura”. Come specificato dalla Società Italiana della Riproduzione (SIDR) si tratta di un sanguinamento “indotto da uno sfaldamento provocato da processi di difettosa angiogenesi” (l'angiogenesi è la formazione di nuovi vasi sanguigni da altri vasi già presenti). Questi sono alcuni dei risultati più significativi di un'approfondita ricerca che ha voluto indagare sull'associazione tra vaccinazione contro il coronavirus SARS-CoV-2 e alterazione del ciclo mestruale. Segnalazioni di queste anomali erano emerse sin dai primi mesi del 2021.

A condurre il nuovo studio è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati del Dipartimento di Antropologia dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Divisione di Scienze della Salute Pubblica dell'Università di Washington University di St. Louis e dei dipartimenti di Psicologia e del Programma in Ecologia, Evoluzione e Conservazione. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Kathryn B. H. Clancy, antropologa presso l'ateneo dell'Illinois, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto un sondaggio online a partire dall'aprile del 2021. Ai partecipanti sottoposti al vaccino anti Covid è stato chiesto di rilasciare informazioni demografiche e cliniche, con particolare riferimento alla storia riproduttiva e al sanguinamento mestruale. Sono state coinvolte oltre 35mila persone. Gli scienziati hanno eliminato dall'analisi statistica chi aveva avuto la COVID-19 – è noto che l'infezione da coronavirus SARS-CoV-2 può alterare il ciclo mestruale – e tutte le persone tra i 45 e i 55 anni, per evitare che i risultati potessero essere confusi con le conseguenze della perimenopausa.

Incrociando tutti i dati, come indicato, è emerso che il 42,1 percento delle persone che avevano un sanguinamento mestruale regolare ha avuto un incremento significativo del flusso dopo la vaccinazione anti Covid (tra una e due settimane dopo); il 44,6 percento non ha invece segnalato cambiamenti di sorta; mentre il restante 14,3 percento ha avuto una combinazione di nessun cambiamento e un leggero aumento del flusso. I ricercatori sottolineano che queste percentuali derivano da auto-segnalazioni dei partecipanti, pertanto non indicano alcun rapporto di causa-effetto tra la vaccinazione e il cambiamento nel ciclo mestruale. Ciò nonostante si tratta di un'associazione statisticamente significativa. È noto del che anche altri vaccini possono innescare cambiamenti nel ciclo mestruale, come quelli contro il tifo, il papillomavirus e l'epatite B, come spiegato dagli scienziati. Gli esperti ritengono che questi effetti collaterali "siano legati a un aumento delle vie infiammatorie immuno-correlate e hanno meno probabilità di essere guidati da cambiamenti ormonali", come spiegato dagli autori dello studio in un comunicato stampa. Dati interessanti sono emersi anche in relazione alle emorragie da rottura (brecktrough bleeding) rilevate nelle persone senza mestruazioni. Questo sanguinamento anomalo è stato segnalato da oltre il 70 percento di chi utilizzava la contraccezione reversibile di lunga durata e nel 38,5% di chi assumeva ormoni per la terapia di genere. Il rischio di emorragie da rottura era "significativamente associato all'età, agli effetti collaterali sistemici del vaccino (febbre e/o affaticamento), alla storia di gravidanza o parto e all'etnia", scrivono gli scienziati nell'abstract dello studio.

I ricercatori sottolineano di aver condotto questa indagine non per ottenere dati precisi sulla prevalenza delle anomalie, ma per per rassicurare le persone preoccupate da questo inaspettato effetto collaterale, considerando che “cambiamenti mestruali imprevisti e non pianificati possono causare preoccupazione, angoscia o altre risposte negative, oltre a disagio e dolore fisico”. Nonostante la percentuale significativa dei sanguinamenti, gli autori dello studio ritengono che queste alterazioni siano solo passeggere. “Sospettiamo che per la maggior parte delle persone i cambiamenti associati alla vaccinazione COVID-19 siano a breve termine e incoraggiamo chiunque sia preoccupato a contattare il proprio medico per ulteriori cure”, ha dichiarato la coautrice dello studio Katharine Lee. “Vogliamo ribadire che ottenere il vaccino è uno dei modi migliori per evitare di ammalarsi gravemente di COVID e sappiamo che avere la COVID stessa può portare non solo a cambiamenti nel ciclo, ma anche a ricoveri, COVID lungo e morte”, ha chiosato la scienziata. La raccomandazione, dunque, resta sempre quella di vaccinarsi e di chiedere supporto al proprio medico nel caso in cui dovessero emergere simili anomalie. I dettagli della ricerca “Investigating trends in those who experience menstrual bleeding changes after SARS-CoV-2 vaccination” sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.

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