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Rischio tempesta geomagnetica il 28 giugno a causa di una enorme “lingua di fuoco” scagliata dal Sole

Alle prime ore di martedì 25 giugno 2024 nella zona meridionale del Sole è emerso un gigantesco filamento, una lunghissima “lingua di fuoco” dal quale è scaturita un’espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra. Il vento solare colpirà il campo magnetico del nostro pianeta il 28 giugno, dando vita a una probabile tempesta geomagnetica.
A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA SDO
Credit: NASA SDO

Per venerdì 28 giugno 2024 è stata lanciata l'allerta di una possibile tempesta geomagnetica sulla Terra, a causa di un enorme filamento emerso nella regione meridionale del Sole martedì 25. Come mostrano le immagini del National Solar Observatory Global Oscillation Netowrk Group (NSO GONG) e della sonda Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA, tra le 03:00 e le 07:00 ora italiana al di sotto delle macchie solari AR 3720 e AR 3719 si è materializzato un gigantesco flusso di materiale solare, intrappolato da campi magnetici di polarità opposta. Questa lunga “lingua di fuoco”, che appare più scura della superficie della stella perché più fredda, ha dato vita a un'espulsione di massa coronale (CME) in direzione del nostro pianeta. È un flusso di particelle cariche elettricamente (plasma) che investirà la magnetosfera terrestre proprio venerdì 28 giugno, come mostra l'infografica sottostante.

Credit: NOAA
Credit: NOAA

Fortunatamente, come evidenziato dallo Space Weather Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), per domani è prevista una tempesta geomagnetica o solare minore o debole di classe G1, la più bassa su una scala di cinque (da G1 a G5). Ciò, naturalmente, non significa che la tempesta sia completamente esente da effetti sulla Terra; alcuni possono infatti essere significativi. Sono possibili alcuni disturbi alla rete elettrica e problemi “minori” con le operazioni satellitari. L'impatto peggiore, probabilmente, è quello sul comportamento degli animali migratori (come uccelli e cetacei) che sfruttano la magnetoricezione – una sorta di sesto senso che percepisce il campo magnetico terrestre – per spostarsi. Alcuni studi hanno trovato una correlazione tra le tempeste geomagnetiche e spiaggiamenti di cetacei, in particolar modo di globicefali, odontoceti – cioè cetacei con i denti – che spesso sono coinvolti in questi atroci eventi di massa. Si verificano soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, con centinaia o addirittura migliaia di esemplari arenati. Sono anche gli animali massacrati durante la grindadrap, l'orrenda “caccia tradizionale” alle isole Faroe.

Una tempesta geomagnetica G1, complessivamente, non comporta problemi significativi, tuttavia quello previsto per il 28 giugno è solo uno dei tanti fenomeni che in questi ultimi mesi e settimane si stanno ripetendo. Basti ricordare la tempesta solare G4 che nella notte tra il 10 e l'11 maggio diede vita a una meravigliosa aurora polare nei cieli d'Italia. Più sono intensi gli eventi di espulsione di massa coronale legati alle tempeste solari, maggiori sono le probabilità che le aurore si verifichino a latitudini inferiori al normale, proprio “grazie” alla velocità e all'energia del vento solare che si abbatte sul campo magnetico terrestre.

Il rischio peggiore è un nuovo evento di Carrington, dal nome della violentissima tempesta G5 che nel 1859 ebbe effetti devastanti sui telegrafi dell'epoca (molti presero fuoco). Nel mondo moderno ipertecnologico le conseguenze potrebbero essere catastrofiche. Il motivo per cui tali fenomeni si stanno verificando sempre più frequentemente è legato al fatto che il Sole si sta dirigendo verso il picco massimo dell'attività magnetica, previsto tra la fine di quest'anno e l'estate del 2025.

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