Possibile aurora boreale sull’Italia stanotte, tra 4 e 5 giugno: “CME cannibale in arrivo”

Nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 giugno 2026 c'è la possibilità che l'aurora boreale possa manifestarsi nuovamente nei cieli d'Italia. Per stasera, infatti, è previsto l'impatto di una CME cannibale proveniente dallo spazio contro il campo magnetico della Terra, che potrebbe dar vita allo spettacolare fenomeno ottico anche alle nostre latitudini, come accaduto in alcune occasioni negli ultimi due anni. Sono previste tempeste geomagnetiche forti (G3) o persino acute (G4) in relazione all'impatto di questo flusso di particelle e campi magnetici, altamente energetico e sprigionato dal Sole.
Al momento, come indicato da spaceweatherlive.com, è previsto un picco dell'indice kP – il valore che misura l'intensità dell'attività magnetica – di circa 7 (su 9) a partire dalle 18:00 del Tempo Coordinato Universale (UTC) di oggi, le 20:00 in Italia, mentre il massimo dovrebbe essere raggiunto attorno alle ore 02:00. Una valore di 7 o più inizia a essere interessante per le aurore polari – e fenomeni affini come i SAR – alle medie latitudini, come quelle in cui si trova l'Italia. Il cielo buio e sereno, chiaramente, è una condizione fondamentale per potervi assistere.

Le CME, acronimo di espulsione di massa coronale, sono flussi di materiale strappato dalla corona solare, lo strato più esterno dell'atmosfera della stella: di solito si innescano a seguito di un forte brillamento (o eruzione solare) legato a una macchia solare turbolenta. In questo caso, evidenzia spaceweather.com, è coinvolta la complessa e instabile macchia solare AR 4455, che negli ultimi giorni ha dato vita a diversi brillamenti di classe X ed M in sequenza, come l'X 1.07 delle 13:36 ora italiana di mercoledì 3 giugno.
Proprio queste CME in serie sono responsabili delle CME cannibali (termine tecnico), nelle quali, in parole semplici, flussi rapidi di plasma e campi magnetici che raggiungono quelli più lenti “sparati” in precedenza e interagiscono con essi. La NASA spiega che le CME cannibali sono in grado di intensificare in modo significativo l'attività geomagnetica, dando vita a fenomeni decisamente più forti di quelli innescati dalle semplici CME. Da qui la previsione di tempeste solari forti o acute per stanotte, con possibilità – ma senza alcuna certezza – di aurore boreali anche sull'Italia.
“Gli osservatori del cielo in Europa e Nord America potrebbero vedere le aurore boreali questa notte (4-5 giugno) se, come previsto, una CME cannibale colpirà la Terra”, ha spiegato l'astrofisico Tony Phillips, che gestisce il portale specializzato in meteo spaziale spaceweather.com. “L'impatto potrebbe scatenare forti tempeste geomagnetiche (G3) con periodi isolati di attività intensa (G4). Durante tempeste simili in passato, le aurore boreali sono state visibili a occhio nudo in più di 25 stati degli Stati Uniti”, ha aggiunto lo scienziato. Sono le stesse condizioni dalle quali sono sorte le aurore boreali nei cieli d'Italia negli ultimi due anni. Un indice kP pari a 8 sarebbe stato molto più allettante – anche l'app Aurora Now prevede un kP di 7 per mezzanotte UTC – tuttavia le CME cannibali sono piuttosto imprevedibili e non si esclude che stanotte i fenomeni geomagnetici possano essere più intensi di quelli stimati. Lo Space Weather Prediction Center della NOAA, ad esempio, per oggi e domani prevede tempeste geomagnetiche G3.
Le aurore boreali nascono dall'impatto delle particelle cariche elettricamente (plasma) del vento solare e delle CME con gli atomi presenti nella ionosfera, che si eccitano e illuminano degli spettacolari colori tipici delle aurore. Le particelle si dispongono lungo le linee del campo magnetico terrestre, dando vita ai caratteristici tendaggi fluttuanti che caratterizzano questi fenomeni mozzafiato.
Non resta che attendere l'arrivo della CME cannibale e sperare in un'attività geomagnetica particolarmente intensa, chiaramente senza che ciò non crei danni. Una tempesta solare G5 (estrema) infatti, può avere conseguenze devastanti sulla Terra. Il dottor Phillips consiglia di allontanarsi dalle luci delle città per tentare l'osservazione del fenomeno, dato che più il cielo è buio e stellato, maggiori sono le probabilità di assistervi. Con una fotocamera e la lunga esposizione può essere colto più agevolmente.