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Perché dopo un terremoto abbiamo giramenti di testa e vertigini

Dopo un evento sismico, sia esso di lieve o forte intensità, possiamo accusare giramenti di testa e vertigini. Ecco quali sono le cause che innescano il malessere dopo un terremoto.
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A cura di Andrea Centini
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L'Italia è un Paese a elevato rischio sismico – soprattutto in determinate regioni – e praticamente a tutti è capitato di vivere in prima persona scosse di terremoto più o meno significative, come lo sciame che la sera e la notte di giovedì 7 settembre 2023 ha colpito la provincia di Napoli. Per quanto si possa essere preparati a questi eventi e avere la “mente fredda”, in molti sperimentano condizioni di malessere a seguito dei sussulti, in particolar modo giramenti di testa e vere e proprie vertigini, che in alcuni casi possono andare avanti per diverso tempo. Quest'ultimo caso è frequente nei posti dove si convive con questi fenomeni naturali e anche dopo forti terremoti seguiti da una lunga scia di scosse di assestamento. La condizione è diffusa in Giappone, dove viene chiamata con un nome specifico: jishin-yoi. Il termine può essere tradotto in italiano come “ubriachezza da terremoto”, come specificato su Linkedin dal professor Hayk Arakelyan, docente di Medicina presso l'Ospedale dell'Università di Medicina di Tokyo. Ecco per quale motivo possiamo accusare giramenti di testa dopo un terremoto.

Come funziona il nostro equilibrio

Per comprendere questa reazione fisiologica agli eventi sismici, è doveroso spendere qualche parola sul funzionamento dell'equilibrio nell'essere umano. La capacità di mantenersi stabili e tenere sotto controllo la posizione del corpo rispetto all'ambiente circostante è legata da una combinazione di sistemi, tra i quali il più importante è sicuramente quello vestibolare. Si trova nell'orecchio interno e, come spiegato in un documento dell'Università di Verona, “aiuta a mantenere l’equilibrio monitorando la posizione spaziale del corpo e i movimenti”. Si compone di strutture anatomiche specializzate: i canali semicircolari, che sono “sensibili alle accelerazioni angolari in uno dei tre piani”; e i due organi otolitici, sensibili alle “accelerazioni lineari verticali (sacculo) e orizzontali (utricolo)”.

Gli otoliti, piccoli agglomerati solidi simili a sassolini a base di calcio, sono sospesi in una matrice gelatinosa chiamata endolinfa e la loro sollecitazione ci permette di percepire / controllare i movimenti, la posizione e mantenere l'equilibrio. La funzione è coadiuvata dal sistema visivo, che fornisce punti di riferimento dell'ambiente rispetto alla nostra posizione; dal sistema propriocettivo, che favorisce la coordinazione e regola la stabilità grazie ai recettori sensoriali senza bisogno di “vedere”; e dal sistema nervoso centrale che orchestra e mette in comunicazione tutte le varie componenti.

Le cause delle vertigini dopo un terremoto

Alla luce del funzionamento del sistema di equilibrio, si può comprendere come un evento sismico possa scatenare giramenti di testa e vertigini. Per quanto concerne le scosse lievi, che magari non fanno sobbalzare gli oggetti e quindi non danno punti di riferimento visivi permettendo di percepire un terremoto, il nostro corpo viene comunque sollecitato dalle vibrazioni e con esso gli otoliti. Questa condizione può mandare in “cortocircuito” la comunicazione tra il sistema vestibolare e il sistema nervoso centrale non facendoci comprendere costa sta accadendo, innescando i giramenti di testa. Quando le scosse si assestano, inoltre, gli otoliti siti nell'endolinfa possono continuare a “vibrare” prima di assestarsi, favorendo la comparsa delle vertigini.

Nel caso di grandi terremoti seguiti da una sequela di scosse di assestamento sono stati condotti diversi studi sul malessere sperimentato da chi li ha vissuti, evidenziando che le vertigini sono legate sia alla componente vestibolare che a un fattore psicologico. “La disfunzione dell’equilibrio nel gruppo esposto alle scosse di assestamento sembra essere derivata da disturbi dell’orecchio interno, così come dalla vulnerabilità individuale all’ansia aumentata dall’esposizione ripetitiva alle scosse di assestamento”, hanno scritto gli autori di uno studio giapponese pubblicato su Scientific Reports. Un'altra ricerca pubblicata su PloS ONE da scienziati del Kitano Hospital di Osaka indica che le vertigini dopo un terremoto “possono essere dovute a conflitti sensoriali/instabilità posturale mediati da disfunzione vestibolare, disfunzione autonomica e/o fattori psicologici”. In parole più semplici, i giramenti di testa sono una combinazione di ansia, stress e sollecitazioni anomale del complesso sistema che regola l'equilibrio e la stabilità del corpo.

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