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Papa Francesco ha una bronchite “molto acuta e infettiva”: cos’è, sintomi e cura

Papa Francesco, che compirà 87 anni il 17 dicembre, ha una bronchite acuta e infettiva, legata all’influenza che lo ha colpito nei giorni scorsi. Quali sono i sintomi, le cause e come si tratta la malattia respiratoria.
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A cura di Andrea Centini
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Durante un'udienza tenutasi il 30 novembre 2023 Papa Francesco ha affermato di avere una bronchite acuta e infettiva, facendo maggiore chiarezza sulle sue condizioni di salute. Fino a quel momento, infatti, erano noto che il Pontefice fosse alle prese con una infiammazione polmonare a seguito di un'influenza, che lo ha costretto – su consiglio dei medici – ad annullare, rinviare o modificare i propri impegni al fine di evitare un possibile peggioramento delle condizioni di salute. L'evento più significativo cui Bergoglio ha dovuto rinunciare è la COP28 di Dubai, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici durante la quale avrebbe dovuto tenere un discorso. Il Papa, pur non perdendo il suo piglio ironico, negli ultimi eventi pubblici è apparso piuttosto affaticato, centellinando le parole e lasciando agli officiali della Segreteria di Stato la comunicazione dei discorsi. La sua malattia, infatti, è accompagnata da difficoltà respiratorie che rendono problematica l'orazione, sconsigliata anche per non stressare ulteriormente le vie aeree. Fortunatamente i medici hanno scongiurato una polmonite dopo una TAC. La Sala Stampa della Santa sede ha inoltre riferito che il Papa, sottoposto a terapia antibiotica somministrata per via endovenosa attraverso un ago cannula, è “in via di guarigione”. Ma cos'è esattamente una bronchite acuta? Ecco quali sono i sintomi, le cause e come si cura.

Cos'è la bronchite acuta che ha Papa Francesco

Come spiegato dall'Istituto Humanitas, la bronchite è “un’infiammazione della mucosa che riveste i bronchi”, ovvero delle strutture tubulari che dalla trachea si dipanano e ramificano nei polmoni destro e sinistro. Il loro scopo è incanalare l'aria inspirata fin negli alveoli polmonari, dove avvengono gli scambi gassosi, ed espellere quella legata all'espirazione. Questo processo infiammatorio a carico dell'albero tracheobronchiale può essere di due tipologie: acuto e cronico. Come indicato, nel caso di Papa Francesco si tratta della variante acuta, meno problematica della bronchite cronica. La ragione risiede nel fatto che la prima è autolimitante e in genere si risolve con una semplice terapia di supporto e farmaci antinfiammatori, la seconda invece provoca danni “spesso definitivi e difficilmente reversibili”, spiega l'Humanitas. Gli autorevoli Manuali MSD per operatori sanitari specificano che solitamente la bronchite acuta è “secondaria a un'infezione delle vie aeree superiori in assenza di patologie polmonari croniche” e quasi sempre è provocata da un'infezione virale. Come indicato, il Papa ha affermato di recente si essere influenzato (ha chiamato l'influenza “gripe”, il nome in spagnolo). Il virus dell'influenza è verosimilmente sceso fin nella mucosa dell'albero bronchiale, fortunatamente senza raggiungere i bronchioli dove avrebbe  una polmonite. La bronchite del Pontefice è definita infettiva poiché il patogeno responsabile può essere trasmesso attraverso le goccioline respiratorie (aerosol e droplet) rilasciate con colpi di tosse, parlando o semplicemente respirando.

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Quali sono i sintomi della bronchite acuta

L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) indica che i sintomi principali della bronchite acuta sono tosse, produzione di catarro, difficoltà respiratorie (fiato corto o dispnea) e affaticamento, accompagnati dai disturbi legati al raffreddore o all'influenza, le infezioni più comunemente coinvolte nelle bronchiti. I Manuali MSD specifica che nella bronchite la tosse può essere anche “non produttiva” o “moderatamente produttiva” ed è “associata o preceduta da sintomi di infezioni delle alte vie respiratorie”. È interessante notare che le difficoltà respiratorie non sono dovute a una ipossia, ovvero a bassi livelli di ossigeno, ma derivano “dal dolore toracico causato da un fastidio muscoloscheletrico dovuto a tosse o da un senso di costrizione toracica correlato al broncospasmo”, spiegano i Manuali MSD. Tra gli altri sintomi legati alla bronchite elencati dall'Humanitas ci sono respiro sibilante, febbre, faringite, raucedine, senso di oppressione al torace e disturbi del sonno. Raramente possono manifestarsi anche piccole perdite di sangue con la tosse. Nella forma cronica la tosse con catarro può durare 2-3 mesi e ripresentarsi anno dopo anno, spiega l'ISS, mentre la bronchite acuta in genere si risolve spontaneamente nel giro di 2-3 settimane. La tosse è solitamente l'ultimo sintomo a sparire.

Quali sono le cause della bronchite acuta

L'ISS sottolinea che la bronchite acuta viene ha principalmente un'origine virale ed è causata nella maggior parte dei casi dagli stessi patogeni responsabili dell'influenza e del raffreddore. Tra i virus più coinvolti ci sono quelli dell'influenza A e B, i coronavirus (compreso il SARS-CoV-2 responsabile della pandemia di COVID-19), il virus respiratorio sinciziale (RSV) e i rhinovirus. Anche i batteri possono provocare una bronchite acuta; tra quelli indicati dai Manuali MSD vi sono il Mycoplasma pneumoniae, il Bordetella pertussis e il Chlamydia pneumoniae, pur essendo responsabili di meno del 5 percento dei casi diagnosticati. Tali infezioni restano in prevalenza confinate nelle alte vie aeree, la laringe e trachea, ma in alcuni casi possono estendersi fino all'albero bronchiale, colpendo la mucosa interna che riveste i bronchi. Talvolta l'aggressione dei patogeni può giungere sino ai bronchioli – la porzione distale dei bronchi – e scatenare una broncopolmonite, una delle complicazioni più temute della bronchite, inoltre possono emergere infezioni batteriche secondarie, ad esempio a causa dell'accumulo di muco dovuto all'infiammazione dei tessuti. La bronchite acuta può essere innescata anche dall'esposizione a sostanze tossiche e / o irritanti come fumo, inquinamento atmosferico (smog), polveri e altri composti, sebbene sia decisamente più rara delle infezioni respiratorie. La bronchite cronica, d'altro canto, è spesso legata proprio al vizio del fumo e al fatto di vivere in zone urbane o industriali fortemente inquinate. Sono situazioni che espongono costantemente la mucosa dell'albero tracheobronchiale alle sostanze nocive, con conseguente danno – spesso irreversibile – ai tessuti. Smettere di fumare è raccomandato nei pazienti affetti da bronchite cronica, che può sfociare in complicazioni gravi come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’insufficienza respiratoria.

Diagnosi e cura della bronchite acuta

Per diagnosticare la bronchite acuta, spiega l'ISS, in genere il medico si basa sull'auscultazione del torace del paziente tramite lo stetoscopio. I Manuali MSD spiegano infatti che non è comune la richiesta di esami microbiologici in presenza dei segnali clinici (spesso non è noto il patogeno responsabile della condizione). In talune circostanze, tuttavia, possono anche essere richieste spirometria, radiografia del torace e test per identificare il virus o batterio scatenante. Se il paziente presenta difficoltà respiratorie può essere richiesto l'utilizzo di un pulsiossimetro (o saturimetro / ossimetro) per verificare una potenziale ipossia. Essendo una malattia autolimitante che in genere si risolve rapidamente e autonomamente, il trattamento d'elezione per la bronchite acuta si basa sulla terapia di supporto, basata su “riposo, assunzione di liquidi e uso di antinfiammatori, antipiretici e mucolitici, quando necessario, per alleviare i disturbi”, come spiegato dall'ISS. In caso di difficoltà respiratorie possono essere somministrati anche beta-agonisti. È interessante notare che la bronchite acuta generalmente non viene trattata con gli antibiotici poiché a causarla sono soprattutto virus, ma la Santa Sede ha affermato che Papa Bergoglio è sottoposto a terapia antibiotica per via endovenosa. Non è noto se abbia sviluppato una sovrainfezione batterica, possibile, oppure se si tratti di un intervento a scopo precauzionale, alla luce dell'età e delle condizioni di salute del Pontefice.

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