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Oggetto interstellare 3I/ATLAS

Palle di fuoco in aumento a marzo, Avi Loeb: “Possibile legame con 3I/ATLAS”. La NASA dice di non allarmarsi

L’anomalo aumento di avvistamenti di palle di fuoco nel cielo di marzo potrebbe essere associato a 3I/ATLAS, secondo il professor Avi Loeb. La NASA dice di non allarmarsi perché siamo in nella stagione dei bolidi.
A cura di Andrea Centini
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Nel cielo di marzo è aumentato sensibilmente il numero di fireball (palle di fuoco) avvistate e, secondo il professor Avi Loeb, potrebbe esserci un legame con l'oggetto interstellare 3I/ATLAS. Le palle di fuoco, in sostanza, sono meteore particolarmente luminose e prolungate che si innescano a causa dell'entrata nell'atmosfera terrestre di frammenti di dimensioni variabili di rocce spaziali, i meteoroidi. A volte le palle di fuoco sono accompagnate da un boato: alcuni le chiamano bolidi. Il principio di formazione delle fireball è il medesimo delle comuni stelle cadenti o meteore: i frammenti e le particelle di polveri che le producono viaggiano a velocità estreme e, quando entrano a contatto con la nostra atmosfera, a causa dell'attrito si induce un fenomeno che li distrugge dall'interno, l'ablazione. Ciò produce le spettacolari scie luminose nel cielo. Quelle più grandi, le palle di fuoco, si illuminano più del pianeta Venere e possono essere visibili anche di giorno. Talvolta frammenti di meteoroidi sopravvivono e arrivano al suolo come meteoriti.

Come indicato dall'American Meteor Society, a marzo del 2026 è aumentato il numero di palle di fuoco osservate nel cielo. Per ciascun evento del mese in corso, ad esempio, il numero medio di testimoni è stato di 143, quasi il triplo del secondo valore più alto registrato per questo mese, ovvero 50 a marzo 2021. Fra i fenomeni recentemente documentati c'è stato anche quello spettacolare in Germania dell'8 marzo, a causa del quale sono stati registrati dei danni al tetto di un'abitazione, colpita da un meteorite. “Anche escludendo il massiccio evento tedesco dell'8 marzo, con 3.229 segnalazioni, i restanti 41 eventi registrano una media di circa 67 segnalazioni ciascuno, ancora più del doppio della norma storica”, spiega l'American Meteor Society, riferendosi a marzo 2026 come un mese in qualche modo speciale. La NASA ha spiegato che non c'è motivo di preoccuparsi perché siamo nella stagione delle palle di fuoco: “Da febbraio ad aprile, la frequenza di avvistamento di queste meteore molto luminose può aumentare dal 10% al 30%”, spiega l'agenzia aerospaziale statunitense. Questo aumento potrebbe essere legato a due fattori: da una parte la Terra in questo periodo dell'anno potrebbe attraversare una regione dello spazio con un numero maggiore di detriti di dimensioni più grandi; dall'altra l'aumento potrebbe essere un bias legato al fatto che sempre più persone hanno smartphone con fotocamere, dashcam in auto, action camera e altri dispositivi, e quindi di conseguenza aumentano le riprese di questi fenomeni spettacolari.

A rendere particolarmente intrigante l’aumento di fireball nel corso di questo mese è il possibile legame con l'oggetto interstellare 3I/ATLAS. Come spiegato dal professor Avi Loeb nel suo articolo su Medium, nella seconda metà di marzo 2026 “la Terra ha raggiunto la minima distanza di 54,6 milioni di chilometri dall'orbita dell'oggetto interstellare 3I/ATLAS”. Poiché le analisi condotte con il telescopio spaziale SPHEREx hanno rilevato pennacchi di anidride carbonica e possibile rilascio di detriti, non si può escludere che alcuni possano aver centrato la Terra. Nel suo ragionamento l'astrofisico dell'Università di Harvard elimina subito dall'equazione i due grandi bolidi osservati nel cielo di Houston il 21 marzo e sul lago Erie il 17 marzo, rispettivamente causati da meteoroidi di 1 e 7 tonnellate. In sostanza, questi oggetti erano troppo massicci per essere associati al visitatore interstellare. “Non c'è abbastanza massa disponibile in 3I/ATLAS per creare un numero sufficiente di frammenti così massicci da far sì che uno di essi intercetti la Terra”, ha evidenziato il professor Loeb. Un discorso diverso può essere invece fatto per le fireball più piccole. Lo scienziato ha calcolato che se i frammenti fossero stati espulsi da 3I/ATLAS con velocità ridotte nei mesi scorsi, alcuni avrebbero potuto raggiungere la Terra proprio in questo periodo. Inoltre ha determinato che se l'oggetto interstellare avesse perso il 10 percento della sua massa in frammenti da 1 centimetro, oltre 30.000 avrebbero potuto raggiungerci.

Non sappiamo se questo aumento di fireball sia realmente associato all'oggetto interstellare, ma il ricercatore sottolinea che “se la tempistica, la direzione di arrivo e la velocità di una qualsiasi di esse risultassero coerenti con un'espulsione da 3I/ATLAS, il ritrovamento di meteoriti simili sulla Terra potrebbe fornire informazioni preziose sulla natura e l'origine di 3I/ATLAS”. Non resta che indagare a fondo e sperare di recuperare qualche importante frammento venuto dallo spazio.

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