5 Dicembre 2022
9:45

Oltre 2.500 foche del Caspio trovate morte lungo la costa della Russia: mistero sulle cause

Preoccupante moria di foche del Mar Caspio lungo le coste del Daghestan, con oltre 2.500 esemplari trovati morti. La specie è a rischio estinzione.
A cura di Andrea Centini
Una delle foche trovate morte. Credit: Twitter/Sirena/Belsat in english
Una delle foche trovate morte. Credit: Twitter/Sirena/Belsat in english

Almeno 2.500 esemplari di foca del Caspio (Pusa caspica) sono stati trovati morti lungo le coste russe del Mar Caspio. Si tratta di un'enorme tragedia ambientale, considerando che queste magnifiche foche dal 2008 sono classificate come in pericolo di estinzione (codice EN – Endangered) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), il principale organo mondiale che si occupa di tutela della biodiversità. La popolazione complessiva di adulti si attesta sui 68mila esemplari, secondo le stime della IUCN. Al momento non sono note le cause della moria, ma non sembra essere associata né a fenomeni violenti né a inquinamento delle acque. Campioni biologici dei pinnipedi deceduti sono stati inviati in laboratori zooprofilattici per provare a far luce sull'inquietante evento.

Tutto è iniziato alcuni giorni addietro, quando i funzionari del Daghestan – la repubblica della Federazione Russa lungo le cui coste sono state ritrovate le carcasse – aveva segnalato la presenza di 700 animali morti. Come indicato in un post su Telegram del Ministero delle Risorse Naturali della repubblica caucasica il numero di foche del Caspio è salito rapidamente a 2.500. “I corpi sono stati trovati in luoghi diversi, soprattutto nella zona di Yuzbash, così come tra le foci dei fiumi Sulak e Shurinka”, hanno specificato gli esperti, aggiungendo che se ne saprà di più solo dopo le analisi di laboratorio. Come riportato dal Guardian, il dottor Zaur Gapizov a capo del Caspian Environmental Protection Center indica che probabilmente le foche sono morte un paio di settimane fa. Le carcasse non hanno segni di morte violenta e non risulta nemmeno che possano essere rimaste intrappolate nelle reti dei pescatori. Talvolta molti di questi meravigliosi animali muoiono per annegamento proprio perché finiscono nell'attrezzatura da pesca.

Il quotidiano britannico spiega che l'Agenzia federale per la pesca del Daghestan e alcuni pubblici ministeri hanno ispezionato la costa e prelevato dati per le tutte le indagini del caso, ma al momento non è stato individuato alcuna sostanza inquinante. Si segnala che diverse recenti morie di massa (tre delle quali avvenute quest'anno in Kazakistan) si erano verificate per cause naturali, ma al momento non si può esserne certi. Molti di questi piccoli mammiferi marini – lunghi 1,5 metri per circa 85 chilogrammi di peso – in passato sono stati uccisi dal virus del cimurro canino; non si può escludere che il letale patogeno abbia colpito ancora.

Si ritiene che un tempo la popolazione di queste foche fosse di 1,5 milioni di esemplari, per poi crollare a circa 400mila. Le stime più recenti dei principali enti di conservazione non superano però i 70mila individui. Le foche del Caspio sono endemiche delle acque salmastre di questo mare – cioè vivono solo lì – e ogni evento di moria di massa rischia di erodere ulteriormente la tenuta delle popolazioni, minacciate da molteplici fattori antropici.

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