27 Aprile 2022
11:02

Decine di foche trovate morte sulle coste del Mar Caspio, in corso l’indagine sulle cause

Il ritrovamento è stato confermato dagli ispettori ittici del Kazakistan che stanno setacciando la zona costiera alla ricerca di altri animali morti.
A cura di Valeria Aiello

Decine di foche sono state trovate morte sulla costa kazaka occidentale del Mar Caspio, nei pressi della diga di approvvigionamento idrico del giacimento petrolifero di Karazhanbas, nella provincia di Mangystau. Il ritrovamento è stato confermato dagli ispettori ittici statali, in risposta alle informazioni pubblicate sui social media di 50 carcasse di foche spiaggiate vicino alla diga. “Le agenzie locali ambientali stanno indagando sulla causa della morte” ha detto mercoledì il Comitato per la pesca del Ministero dell’Ecolologia, della Geologia e delle Risorse naturali.

“Il 26 aprile, gli ispettori hanno confermato il ritrovamento di 22 foche morte in varie località, distanti l’una dall’altra lungo la costa. Lo stato di decomposizione delle carcasse potrebbe complicare l’esame forense” ha detto il Ministero. Gli ispettori statali, insieme alle forze dell’ordine e le agenzie ambientali della regione, stanno setacciando l’area costiera alla ricerca di altri animali morti. I campioni d’acqua e di terra prelevati, così come le carcasse delle foche, saranno consegnati al Servizio di Ecologia e al Servizio Veterinario per le analisi di laboratorio.

Come premesso, i ritrovamenti sono avvenuti in prossimità di un giacimento petrolifero nella provincia del Mangyastau, dove già in passato si sono verificati diversi eventi di morte di massa che hanno colpito le foche del Capsio, una specie che nell’ottobre 2008 è stata riclassificata da “vulnerabile” a “in pericolo” nella Lista Rossa delle Specie Minacciate dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Le prime morti di massa sono state registrate nel 2000, quando i decessi vennero attribuiti al virus del cimurro canino che ha causato la morte di 12.000 esemplari. Nel 2006, lo stesso virus ha ucciso 330 foche, e poi quasi 1.000 nel 2007 e oltre 350 nel 2009.

Nel marzo 2010, il viceministro kazako per la protezione dell’Ambiente aveva dichiarato che la popolazione di foche del Capsio stava rapidamente diminuendo a causa della pesca intensiva, poiché privava le foche della loro principale fonte di cibo, quali pesci e crostacei. Fino a un secolo fa, si stimava che nelle acque del Caspio vi fossero 1,5 milioni di foche, ridottesi, negli anni ottanta, a solo 400.000 esemplari. Attualmente, l’IUCN stima una popolazione di circa 68.000 esemplari adulti.

La foca del Caspio è l’unica specie di mammifero del Mar Capsio, e non si trova in nessuna altra parte del mondo. La maggior parte degli esemplari vive da maggio e settembre nell’area meridionale, per poi migrare verso Nord per riprodursi e allevare i piccoli.

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