Mutande smart svelano quante flatulenze facciamo al giorno. Nasce l’Atlante del Flatus Umano: a cosa serve

I ricercatori hanno messo a punto un dispositivo tecnologico in grado di contare le flatulenze prodotte quotidianamente da una persona. Dai test è emerso che, in media, gli adulti sani producono flatulenze 32 volte al giorno, quasi il doppio del valore di 14 (+/– 6) emerso da indagini precedenti. Si tratta di un dato significativo perché solo conoscendo un parametro medio standard si può sapere quando sussistono effettive anomalie.
Gli autori dello studio, infatti, sottolineano che conosciamo quali sono i livelli normali e sani per glicemia, colesterolo e altri parametri fisiologici, tuttavia non per le flatulenze, che sono lo specchio del metabolismo microbico intestinale. Poiché l'equilibrio della flora batterica intestinale gioca un ruolo fondamentale nella nostra salute – è coinvolta in digestione, metabolismo, sistema immunitario e molto altro – i ricercatori hanno deciso di mettere a punto un vero e proprio “Atlante del Flatus Umano” (Human Flatus Atlas), con l'obiettivo di determinare quali sono i range normali e dove possono essere presenti dei problemi. Il modo migliore per farlo, dato che per i gastroenterologi è impossibile misurare le quantità di gas intestinali senza procedure invasive, è analizzare l'idrogeno presente nei gas intestinali attraverso il nuovo dispositivo chiamato “Smart Underwear”, ovvero mutande intelligenti o biancheria intima intelligente.
A creare e testare il dispositivo per misurare le flatulenze è stato un team di ricerca statunitense guidato da scienziati del Dipartimento di Biologia Cellulare e Genetica Molecolare dell'Università del Maryland, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Nutrizione e Scienze Alimentari e del Centro di Bioinformatica e Biologia Computazionale. I ricercatori, coordinati da Brantley Hall e Santiago Botasini, hanno progettato il dispositivo smart in modo che possa essere applicato “discretamente” su ogni modello di biancheria intima. Si basa su specifici sensori elettrochimici in grado di monitorare la produzione di gas intestinale 24 ore su 24.
Gli scienziati spiegano che, nella maggior parte delle persone, le flatulenze sono composte da idrogeno, anidride carbonica e azoto, mentre in alcune è presente anche il metano. L'elemento più prezioso da analizzare è l'idrogeno perché riflette con precisione “quando e con quale intensità il microbiota intestinale fermenta le fonti alimentari”, hanno spiegato gli autori dello studio in un comunicato stampa. Le mutande intelligenti fanno proprio questo. "La misurazione oggettiva ci offre l'opportunità di aumentare il rigore scientifico in un'area che è stata difficile da studiare", ha affermato il professor Hall, aggiungendo che ad oggi "non sappiamo esattamente come si presenti la normale produzione di flatulenza” e che, senza questo valore di riferimento "è difficile sapere quando la produzione di gas di una persona è davvero eccessiva."
Nel primo test con le mutande intelligenti, della durata di una settimana, i ricercatori hanno monitorato il comfort del dispositivo (approvato dai partecipanti) e il conteggio dell'idrogeno nelle flatulenze. Come indicato, ne sono risultate molte di più (in media 32) rispetto a studi precedenti, che tuttavia non erano in grado di registrare la produzione di gas notturna e si basavano su lacunose autovalutazioni. I ricercatori hanno osservato che le flatulenze variavano da un minimo di 4 al giorno fino al “record” di 59 per un individuo. Nella seconda fase dello studio la dieta dei partecipanti è stata modificata con l'aggiunta di inulina, una fibra prebiotica che catalizza la produzione di idrogeno e dunque l'abbondanza del gas intestinale. In 38 adulti sani le mutande smart hanno rilevato con una precisione del 94,7 percento l'aumento della produzione di idrogeno, mostrando dunque un'elevata sensibilità.
Nella prossima fase della ricerca il professor Hall e colleghi coinvolgeranno migliaia di partecipanti con profili specifici, al fine di determinare il range normale di produzione di gas intestinale. Saranno coinvolti i cosiddetti Zen Digesters, ovvero chi consuma molte fibre ma ha una flatulenza minima; gli Iperproduttori di idrogeno, che hanno una flatulenza abbondante; e individui con valori medi tra i due estremi. Con questo dispositivo sarà possibile monitorare in modo non invasivo e continuo l'idrogeno nelle flatulenze e dunque l'attività del metabolismo microbico intestinale, il cui equilibrio è fondamentale per la salute.
“L'Atlante del Flatus Umano stabilirà linee di base oggettive per la fermentazione microbica intestinale, che è una base essenziale per valutare come gli interventi dietetici, probiotici o prebiotici modificano l'attività del microbioma”, ha chiosato il professor Hall. I dettagli della ricerca “Smart underwear: A novel wearable for long-term monitoring of gut microbial gas production via flatus” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Biosensors and Bioelectronics: X.