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24 Settembre 2022
15:25

Misterioso segnale radio intercettato nello spazio profondo: si è ripetuto 2mila volte

Gli scienziati hanno scoperto un nuovo, criptico Fast Radio Burst. Il segnale proviene da una galassia simile alla Via Lattea e si è ripetuto 2mila volte.
A cura di Andrea Centini
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Un’illustrazione del radiotelescopio FAST che cattura il segnale. Credit: Jingchuan Yu
Un’illustrazione del radiotelescopio FAST che cattura il segnale. Credit: Jingchuan Yu

I Fast Radio Burst (FRB), “Lampi Radio Veloci” nel nostro idioma, sono tra i fenomeni astrofisici più affascinanti, esplosivi e misteriosi scoperti dagli scienziati nello spazio profondo. Si tratta di segnali radio di frequenza variabile e della durata di un battito di ciglia – pochi millisecondi – durante i quali viene sprigionata un'energia colossale, pari a quella emessa da Sole in un intero anno. Ne esistono di due tipi principali: quelli singoli, molto difficili da studiare perché appunto limitati a un solo, isolato evento, e quelli ripetuti, che “pulsano” a determinati intervalli. Gli FRB di tipo ripetitivo hanno permesso ai ricercatori di fare molte scoperte significative, ma la svolta è arrivata solo nel 2020 con l'identificazione del lampo radio veloce FRB 200428, il primo rilevato nella Via Lattea. Grazie a esso, infatti, gli scienziati hanno determinato la sua fonte, una magnetar (una stella di neutroni con un campo magnetico fortissimo) chiamata SGR 1935 + 2154, localizzata a 30mila anni luce dalla Terra. Ora è stato scoperto un nuovo FRB emesso da una magnetar, ma le sue caratteristiche lo rendono particolarmente criptico.

A identificare il nuovo lampo radio veloce, chiamato FRB 20201124A, è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati cinesi dell'Università di Nanchino, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del National Astronomical Observatories dell'Accademia Cinese delle Scienze, del Kavli Institute for Astronomy and Astrophysics dell'Università Peking di Pechino, del Dipartimento di Astronomia dell'Università della California, della Divisione di Fisica, Matematica e Astronomia del California Institute of Technology (CALTECH), dell'Università del Nevada di Las Vegas e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dai professori Heng Xu, Kejia Lee e Subo Dong, hanno studiato l'FRB con il colossale radiotelescopio da 500 metri di diametro FAST, sito nel cuore della provincia del Guizhou, in Cina.

Durante una finestra osservativa condotta nella primavera del 2021 il segnale FRB 20201124A si è ripetuto ben 1.863 volte nell'arco di 82 ore. Grazie ai dati raccolti è stato possibile identificare la galassia di provenienza (una spirale barrata simile alla Via Lattea e ricca di metalli), la distanza dalla Terra e la fonte che lo produce, la sopracitata magnetar. A differenza degli altri segnali ripetuti, tuttavia, FRB 20201124A ha una polarizzazione peculiare, a causa di un campo magnetico non stabile ma fluttuante, di intensità variabile.

“Lo paragonerei a girare un film sull'ambiente circostante a una sorgente FRB, e il nostro film ha rivelato un ambiente magnetizzato complesso, in evoluzione dinamica che non era mai stato immaginato prima”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Bing Zhang, coautore dello studio. “Un tale ambiente non è previsto direttamente per una magnetar isolata. Qualcos'altro potrebbe essere nelle vicinanze della fonte dell'FRB, forse una compagna in un sistema binario”, ha aggiunto lo scienziato. Gli esperti ritengono infatti che nelle vicinanze della magnetar possa esserci una calda stella blu, in grado di influenzare il campo magnetico e dunque modificare la polarizzazione del segnale, ovvero il suo orientamento nello spazio tridimensionale. Anche il luogo in cui è stato rilevato il segnale è ritenuto insolito, pertanto gli scienziati dovranno studiare a fondo i dati raccolti per provare svelare tutti i segreti di questi affascinanti fenomeni provenienti dallo spazio profondo. I dettagli del Fast Radio Burst sono stati pubblicati in due articoli (qui e qui) pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature.

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