Marito di Mara Venier “in fin di vita” per pancreatite acuta: quali farmaci per perdere peso possono causarla

Sul settimanale Chi è uscita un'intervista al produttore Nicola Carraro nella quale si affronta anche il difficile periodo della malattia. L'ottantatreenne marito di Mara Venier, infatti, ha raccontato di aver rischiato la vita a causa di una pancreatite acuta provocata da un farmaco dimagrante prescritto dal medico. La situazione era così drammatica che alla conduttrice di Domenica In è stato riferito che fosse in fin di vita. Fortunatamente, dopo alcune settimane di ricovero col costante supporto della moglie, Carraro è uscito da un incubo – iniziato mesi prima a causa di una brutta caduta – e ora si sente rinato. Ma quali sono i farmaci dimagranti potenzialmente responsabili della pancreatite acuta che ha avuto?
Non è possibile dirlo con certezza, tuttavia i farmaci per perdere peso maggiormente associati a questa potenziale complicanza sono gli agonisti del recettore GLP-1 (acronimo di Glucagon-Like Peptide-1), una classe alla quale appartengono i noti principi attivi Semaglutide, Tirzepatide e Liraglutide. Non a caso, quando vengono prescritti, il medico è tenuto a informare i pazienti sui sintomi della pancreatite acuta, inoltre le apposite avvertenze sono riportate nei foglietti illustrativi. Carraro ha anche affermato che l'ospedale San Raffaele “era pieno di casi così”, un dettaglio che suggerisce una possibile correlazione proprio con i nuovi farmaci dimagranti, che negli ultimi anni hanno avuto un notevolissimo successo anche in Italia.
A confermare che la pancreatite acuta è una possibile complicanza degli agonisti del recettore GLP-1 vi è la professoressa Annalisa Capuano, farmacologa clinica, esponente della Società Italiana di Farmacologia (SIF) e Direttrice del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli. “L’uso della Semaglutide è frequentemente associato a gravi reazioni avverse gastrointestinali, che possono causare, ad esempio, vomito, nausea e, a volte anche una diarrea profusa, che può portare a grave disidratazione”, aveva dichiarato a Fanpage.it la scienziata, aggiungendo che in alcuni casi può determinare anche calcoli nella colecisti e appunto pancreatite acuta, “un evento che se non gestito nei tempi dovuti può portare a morte.” Un discorso analogo lo fece in una successiva intervista anche sulla tirzepatide, che contiene lo stesso principio attivo della semaglutide più un altro (il GIP): "Non dimentichiamo che ci possono essere condizioni gravi. Possono andare dai disordini cardiovascolari a episodi di pancreatite acuta". È anche alla luce di questi potenziali effetti avversi che gli agonisti del recettore GLP-1 sono farmaci da prescrizione che vanno utilizzati solo e soltanto sotto stretta sorveglianza medica. Il fai-da-te talvolta elogiato sui social è estremamente rischioso per la salute.
È doveroso sottolineare che alcune meta-analisi non hanno trovato una correlazione tra questi farmaci e il rischio di pancreatite acuta, oppure hanno fatto emergere un rischio leggermente superiore rispetto al placebo. Ad esempio, lo studio “Glucagon-like peptide-1 receptor agonists and risk of acute pancreatitis in patients with type 2 diabetes” pubblicato su Diabetes, Obesity and Metabolism e guidato da scienziati dell'Università di Copenaghen non ha trovato questa associazione. Lo studio “Evaluating the Rates of Pancreatitis and Pancreatic Cancer Among GLP-1 Receptor Agonists: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomised Controlled Trials” condotto da scienziati dell'Università della California ha invece rilevato “un rischio leggermente aumentato di pancreatite, che non è significativo se stratificato in base all'assunzione di farmaci di base”. La ricerca “Glucagon-like peptide-1 receptor agonists and pancreatitis: A reconcilable divorce” della Cleveland Clinic, inoltre, indica che ampie meta analisi di studi clinici “non supportano un rischio esteso a tutta la classe” degli agonisti del recettore GLP-1, pertanto “negare questi preziosi farmaci terapeutici ai pazienti con una storia di pancreatite sembra ingiustificato”. Al netto dei risultati contrastanti dei vari studi, la pancreatite acuta è comunque indicata come potenziale effetto avverso di questi farmaci e non va sottovalutata.
Ma cos'è la pancreatite acuta? Come spiegato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) si tratta di “un'infiammazione del pancreas e dei tessuti circostanti, che compare improvvisamente e può presentarsi in forma lieve o grave”. Il pancreas è una ghiandola con duplice funzione, dato che produce sia enzimi digestivi che ormoni che regolano la glicemia. Tra i sintomi dell'infiammazione figurano dolore intenso all'altezza dello stomaco che può irradiarsi fino alla schiena; nausea; vomito; ingiallimento della pelle e del bianco degli occhi (ittero); addome gonfio. Tra cause e fattori di rischio principali di pancreatite acuta vi sono calcoli biliari, alcol, fumo, obesità, età superiore ai 70 anni, lesioni e alcune terapie farmacologiche.