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“Le reti sociali hanno contribuito alla scomparsa dei Neanderthal”: l’ipotesi dell’Università di Montréal

Un nuovo studio dell’Università di Montréal aggiunge nuovi dettagli importanti alla nostra conoscenza delle cause che potrebbero aver portato all’estinzione dell’Homo neanderthalensis. Secondo i ricercatori canadesi l’efficacia delle reti sociali potrebbe aver giocato un ruolo determinante sul loro destino.
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Una delle domande su cui da tempo si arrovellano gli studiosi dell'evoluzione della specie umana riguarda la scomparsa dei Neanderthal. Questa specie abitò le regioni oggi corrispondenti all'Europa e all'Asia occidentale per centinaia di migliaia di anni – la comparsa dell'Homo neanderthalensis si fa infatti risalire al 400.000 anni fa – per poi scomparire definitivamente circa 40.000 anni fa, lasciando il posto all'Homo sapiens. Sulla loro scomparsa sono state proposte diverse ipotesi, ma ancora non c'è una risposta definitiva.

Finora infatti diversi scienziati hanno ipotizzato che fattori come i cambiamenti climatici o la competizione potessero aver contribuito alla scomparsa dei Neanderthal, ma oggi uno studio condotto da Ariane Burke, professoressa del Dipartimento di Antropologia dell'Università di Montréal e responsabile del Gruppo di Ricerca sulla Dispersione degli Ominidi, nel Quebec, suggerisce che l'estinzione della specie sia stata causata da un insieme complesso di fattori in cui potrebbe aver giocato un ruolo determinante la "connettività tra i gruppi", ovvero la stabilità e la forza delle reti sociali create tra gruppi.

Che cosa ha scoperto lo studio

Lo studio si è concentrato su un periodo e un'area specifica: l'Europa dell'ultimo ciclo glaciale, tra 60.000 e 35.000 anni fa. È proprio a questa fase – spiega l'Università di Montréal – che mentre il clima subiva dei forti cambiamenti, tra periodi molto freddi e altri meno, che risalgono le prime tracce dell'Homo sapiens e si perdono per sempre quelle dell'uomo di Neanderthal.

Attraverso un metodo di indagine che si basa sui modelli di distribuzione delle specie, applicato ai siti archeologici dove è stata documentata la presenza dei Neanderthal e dell'Homo sapiens, è emersa una significativa differenza in cui erano distribuiti e collegati tra loro i vari gruppi delle due specie. Nello specifico i ricercatori canadesi hanno scoperto che le regioni in cui avrebbe potuto vivere l'Homo sapiens erano più connesse di quelle dei Neanderthal. Questo significa che i vari gruppi di Sapiens potrebbero aver goduto di una rete sociale più efficace, una sorta di "rete di sicurezza" – citando la professoressa Burke – grazie alla quale avrebbero potuto affrontare meglio le difficoltà, comprese le variazioni climatiche.

Le reti sociali tra i Neanderthal

Ovviamente, questo non significa che i Neanderthal non avessero interazioni sociali. I dati archeologici di cui disponiamo mostrano infatti flussi di oggetti e materiali, prova dell'esistenza di collegamenti tra i gruppi. Queste nuove evidenze piuttosto mostrano una minore efficacia nella loro rete sociale rispetto a quella che teneva uniti i gruppi di Homo sapiens.

Inoltre, lo studio ha dimostrato – aggiungono i ricercatori – che sulla scomparsa di questa specie, più che le temperature assolute o le precipitazioni, abbia avuto un ruolo determinante la variabilità climatica, ovvero la velocità con cui le condizioni climatiche mutarono in quella fase. Questo potrebbe essere stato un fattore determinante, anche se da solo non basta a spiegare la scomparsa di un'intera specie, soprattutto perché sappiamo che i Neanderthal erano già sopravvissuti a precedenti cicli glaciali.

Per il quadro che ne fa quindi questo nuovo studio l'ipotesi più verosimile è che le popolazioni di Neanderthal si siano estinti per l'effetto combinato di più fattori, e forse con alcune differenze anche in base alla singola regione considerata. Sta di fatto che accanto alla variabilità climatica, i fattori demografici e lo stress dovuto alla presenza in alcune aree dell'Homo sapiens, la possibilità di non disporre di una rete sociale abbastanza efficace potrebbe aver fatto la differenza.

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