Le foto di Eros e Silvano, i rari ibis eremita che hanno scelto la provincia di Roma per l’inverno

Il 31 dicembre, in provincia di Roma, abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di osservare e fotografare due magnifici ibis eremita (Geronticus eremita), una specie di uccello minacciata di estinzione che è al centro di virtuosi progetti di conservazione e reintroduzione in natura. I due esemplari che abbiamo incontrato si chiamano Silvano ed Eros e hanno due storie piuttosto diverse, dato che fanno parte di due programmi ben distinti: il primo, più grande, è legato al progetto europeo LIFE “Reason for Hope”, che grazie ai volontari del Waldrappteam sta rieducando gli ibis eremita nati in cattività a ripercorrere le antiche rotte migratorie (con l'ausilio di ultraleggeri); il secondo, un giovane, arriva invece dall’Oasi dei Quadris di Fagagna, in Friuli Venezia Giulia, dove esemplari della colonia locale hanno iniziato spontaneamente a migrare verso sud, giungendo fino in Calabria.

Anche gli ibis eremita del progetto LIFE, che partono da colonie riproduttive in Austria e Germania verso l'Italia accompagnati da piccoli velivoli, dopo essere giunti alla base operativa della laguna di Orbetello, in Toscana, si spostano autonomamente in altre regioni. Del resto, l'obiettivo del progetto è proprio quello di ricostruire – con grandi sacrifici – una popolazione migratoria e mediterranea di questi magnifici e peculiari uccelli, le cui colonie hanno subito un drammatico tracollo all'inizio del secolo scorso. Tra le cause principali figurano la caccia di frodo, che continua a provocare vittime anche tra gli esemplari dei progetti di reintroduzione (ne discuteremo più avanti), la distruzione e frammentazione dell'habitat naturale e l'uso di pesticidi. Colonie selvatiche di ibis eremita, con alcune centinaia di esemplari, sono presenti nel Nord Africa, mentre in Europa questi uccelli erano praticamente stati spazzati via dall'uomo. Ma grazie ai sopracitati progetti, oggi diversi esemplari hanno riconquistato gli antichi territori, nella speranza che possano fondare una popolazione prospera e autonoma nel bacino mediterraneo.

Ma torniamo a Silvano ed Eros. I due esemplari hanno scelto il Lazio per trascorrere questi mesi invernali, probabilmente invogliati dal clima mite e dalla ricchezza di prede nei campi e nelle zone umide lungo la costa tirrenica. Non sono infatti i primi ad arrivare in provincia di Roma e Latina; anche in passato abbiamo avuto la fortuna di incontrare degli esemplari. Non sappiamo dove Eros e Silvano si siano ritrovati e abbiano deciso di fare coppia; ciò che è certo è che i due ibis eremita sono insieme e in salute.
Li abbiamo visti in un campo non distante da un aeroporto militare nel comune di Pomezia. Sono qui da diversi giorni, apparentemente non turbati dalla significativa presenza umana. I due campi che frequentano abitualmente, infatti, sono circondati da palazzine e frequentati da molte persone con i cani, ma non sembrano esserne (troppo) infastiditi. Razzolano tranquillamente a terra, anche a pochissimi metri di distanza dalle persone sedute in panchina, incuriosite dal loro aspetto peculiare.

Come mostrano queste immagini, gli ibis eremita non hanno piume sulla testa, che è rosa con pelle rugosa e raggrinzita (il nome del genere Geronticus deriva proprio da questo aspetto, dato che geron in greco significa “vecchio, anziano”). Il piumaggio è uniformemente nero, anche se sulle ali e sul petto sono presenti magnifiche sfumature iridescenti verde smeraldo, violacee e bronzee. Dietro al collo è presente un bel ciuffo di penne, mentre il becco è lungo e adunco come quello di altri ibis; serve a catturare le prede sul terreno (e nel terreno), come insetti, lombrichi e altri invertebrati. Non disdegnano neppure piccoli rettili, mammiferi e altri uccelli. Noi abbiamo visto Silvano ed Eros catturare con notevole abilità alcune grosse larve di coleottero.

Eros, che ha anelli arancioni sulle zampe con codice identificativo numero 20, ha la punta del becco (mandibola superiore) spezzata, ma questa anomalia non sembra arrecargli alcun problema nella caccia alle prede. Abbiamo visto gli uccelli anche dare qualche “beccata” a quella che sembra essere una zucca spaccata e lasciata sul campo. Sottolineiamo che li abbiamo fotografati a distanza attraverso a un teleobiettivo da 600 millimetri, senza arrecare loro alcun disturbo. A tal proposito ringraziamo anche il fotografo naturalista Sandro Allegretti, che ci ha segnalato la presenza degli animali. È autore di alcuni dei begli scatti che trovate nell'articolo.

I due uccelli sembrano godere di ottima salute e, sebbene abbiano scelto un contesto affollato e frequentato da persone e cani, sembrano gradire il luogo di foraggiamento. Evidentemente sono abituati alla presenza umana per via del percorso fatto nell’ambito dei progetti di reintroduzione. Purtroppo questa confidenza può essere un'arma a doppio taglio, dato che la minaccia principale per gli ibis eremita è rappresentata ancora oggi dai cacciatori di frodo, soprattutto in Italia. Emblematico ciò che è successo ai due esemplari Zoppo e Zaz a ottobre 2025, uccisi a fucilate appena un'ora dopo essere giunti nel nostro Paese, in provincia di Sondrio. I due animali, facenti parte del progetto del Waldrappteam, avevano dei GPS e i volontari hanno potuto indicare con precisione ai Carabinieri Forestali il luogo e il momento esatto dell'assurdo e odioso abbattimento. Sottolineiamo che è impossibile confondere un ibis eremita con qualunque specie cacciabile in Italia. Un cacciatore è stato denunciato per bracconaggio (aveva anche rimosso i GPS dalle carcasse dei due poveri uccelli).

Ogni anno, nel nostro Paese, gli ibis eremita finiscono nel mirino dei criminali; basti pensare che durante la stagione venatoria 2022-2023 furono ben sei quelli uccisi, con un danno enorme al virtuoso progetto di reintroduzione europeo.
