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Le foto del rarissimo orco siberiano alla Foce dell’Isonzo: “Uccello visto per la prima volta in Italia”

Un esemplare maschio di orco siberiano (Melanitta stejnegeri) è stato avvistato e fotografato presso la Riserva naturale regionale Foce dell’Isonzo – Isola della Cona, in Friuli Venezia Giulia. Si tratta del primo avvistamento in assoluto per l’Italia di questo uccello, un’anatra che nidifica nell’estremo nord dell’Asia, fino alla Siberia (Russia). L’esemplare era insieme a un gruppo di orchi marini, che svernano regolarmente nel nostro Paese.
A cura di Andrea Centini
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Un orco siberiano (Melanitta stejnegeri), non l’esemplare avvistato alla Foce dell’Isonzo. Credit: Wikipedia/belvedere04
Un orco siberiano (Melanitta stejnegeri), non l’esemplare avvistato alla Foce dell’Isonzo. Credit: Wikipedia/belvedere04

Un orco siberiano (Melanitta stejnegeri) è stato avvistato e fotografato in Friuli Venezia Giulia, presso la Riserva naturale regionale Foce dell'Isonzo – Isola della Cona. Si tratta di un avvistamento tanto raro quanto eccezionale, considerando che siamo innanzi al primo esemplare di questa specie ufficialmente censito in Italia. A confermarlo il dottor Matteo De Luca, direttore scientifico della riserva naturale. Nonostante il nome curioso e un po' inquietante, stiamo parlando di un magnifico uccello appartenente all'ordine degli Anseriformi e alla famiglia degli Anatidi (Anatidae), un'anatra marina che nidifica nell'estremo nord dell'Asia – fino alla penisola della Kamchatka, in Siberia (Russia) – e che sverna più a sud, in Cina e territori limitrofi. Ad oggi erano note rare segnalazioni per l'Europa settentrionale, come ad esempio in Norvegia, Islanda, Irlanda, Svezia e Scozia, così come una unica per il Nord America (Alaska); ora sappiamo che questa specie può spingersi sino all'Italia settentrionale. "Osservazioni come questa, di grandi rarità inaspettate, contribuiscono a rafforzare il nostro interesse e legame verso la natura, che non segue sempre le regole e ci lascia stupiti", ha dichiarato a Fanpage.it il giovane ornitologo Francesco Barberini. L'eccezionale avvistamento è stato segnalato anche EBN Italia, la principale associazione di birdwatching nel nostro Paese.

L'orco siberiano è stato osservato in un gruppo di orchi marini (Melanitta fusca) un'anatra avvistata regolarmente in Italia. Si tratta di uccelli di dimensioni generose, considerando che possono raggiungere circa 60 centimetri di lunghezza, quasi 1 metro di apertura alare e un peso di 1,7 chilogrammi negli esemplari più massicci. L'orco siberiano avvistato in Friuli Venezia Giulia è un maschio, alla luce delle caratteristiche del suo piumaggio: è completamente nero, presenta una bella macchia bianca a forma di “virgola” sull'occhio, lo specchio alare bianco e il becco arancione e rosso. A immortalare il primo esemplare segnalato per l'Italia l'esperto Silvano Candotto, come spiegato in un post sul profilo ufficiale della Riserva Naturale dell'isola della Cona: “Nel corso delle uscite di sorveglianza e monitoraggio nelle aree marine della Riserva Naturale Foce Isonzo è stato osservato da Silvano Candotto un esemplare di orco siberiano (Melanitta stejnegeri) assieme ad alcuni individui di orco marino (Melanitta fusca)”. “Nelle foto di Silvano Candotto l’individuo maschio osservato può essere confrontato con l’orco marino. Risultano evidenti la differente forma del becco e la presenza di grandi copritrici bianche. Questo dato notevole conferma l’importanza strategica di quest’area protetta come ambito di tutela delle specie marine migratrici, comprese quelle rare, e la necessità di garantire un elevato livello di tutela”, ha evidenziato la riserva. Aprendo il post è possibile trovare le immagini di una utente che indicano esattamente qual è l'orco siberiano tra gli orchi marini.

L'orco siberiano, conosciuto anche con i nomi comuni di edredone di Stejneger o edredone vellutato asiatico (in base al Paese), fino a qualche tempo fa era considerato conspecifico dell'edredone dagli occhiali (Melanitta deglandi) e di un'altra specie affine. Tuttavia, evidenziano gli scienziati del Cornell Lab of Ornithology, un autorevole istituto di ricerca dell'Università Cornell (Stati Uniti) che si occupa dello studio e della conservazione degli uccelli, nel 2019 gli esperti di tassonomia hanno deciso di suddividere questi animali in tre specie distinte, sulla base di analisi genetiche, morfologiche e di distribuzione geografica. Il protagonista di questa spettacolare osservazione fu descritto per la prima volta alla fine del XIX secolo e prende il nome dall'ornitologo ed erpetologo norvegese naturalizzato statunitense Leonhard Stejneger, che diede un contributo particolarmente prezioso nello studio degli anfibi.

Un orco siberiano. Credit: Wikipedia
Un orco siberiano. Credit: Wikipedia

L'esemplare avvistato alla Foce dell'Isonzo non era solo, ma è stato avvistato all'interno di un gruppo di orchi marini, splendide anatre che, come spiegato dalla Lipu, nidificano nella regione artica. Tuttavia, a differenza dell'orco siberiano, nel nostro Paese questi ultimi sono visitatori regolari durante lo svernamento. In Italia l'orco marino "si insedia soprattutto in zone marine di scarsa profondità, prossime a coste sabbiose", afferma l'associazione, aggiungendo che gli avvistamenti avvengono regolarmente lungo la "costiera dell’Alto Adriatico e della Versilia, nonché sui grandi laghi prealpini (soprattutto Lago Maggiore e Lago di Garda), contrariamente al resto delle zone umide d’acqua dolce della Penisola dove le comparse sono occasionali." Un censimento condotto nel 2003 presso la laguna di Caorle-Bibione individuò oltre 2.000 di questi uccelli. Nel periodo compreso tra ottobre e marzo l'orco marino viene osservato anche nel Mar Tirreno, innanzi alla costa dei laghi salmastri del Parco Nazionale del Circeo (noi, purtroppo, non abbiamo ancora avuto questo privilegio).

L'avvistamento di un orco siberiano in Italia si inserisce nel contesto delle segnalazioni eccezionali di uccelli avvenute negli ultimi mesi: fra esse la marzaiola americana (Spatula discors) ad Albissola Marina (Savona, Liguria); l'averla maggiore beccopallido (Lanius excubitor pallidirostris) a Multedo (Genova, Liguria); e la cutrettola orientale “di Bering” (Motacilla tschutschensis), che abbiamo fotografato e filmato anche noi al Parco Nazionale del Circeo, in provincia di Latina (Lazio).

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