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Le foto del frosone, uno splendido passeriforme gigante dal becco fortissimo: dove vederlo in Italia

Il frosone è un bellissimo passeriforme dalle proporzioni del tutto peculiari. Oltre a essere il più grande fringillide d’Italia e d’Europa, presenta anche un possente becco in grado di sprigionare una forza incredibile. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo e fotografarlo: ecco dove è possibile vedere questo elusivo uccello in Italia.
A cura di Andrea Centini
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Frosone. Credit: Andrea Centini
Frosone. Credit: Andrea Centini

Tra le specie di uccelli più affascinanti e ambite dagli appassionati di birdwatching presenti in Italia figura sicuramente il frosone (Coccothraustes coccothraustes), un passeriforme così grande e robusto che sorprende chiunque lo osserva per la prima volta. La silhouette, infatti, ricorda in parte quella dei comuni uccelli canori, ma è decisamente più grosso, apparendo agli occhi dei meno esperti come una sorta di “passero gigantesco”. In realtà si tratta di un fringillide (famiglia Fringillidae) come fringuello, cardellino, verdone, verzellino e peppola, ma è il più grande d'Italia e d'Europa. Come indicato dalla Lipu, infatti, raggiunge 18 centimetri di lunghezza media (con una coda molto corta), 33 centimetri di apertura alare e fino a oltre 70 grammi peso. La testa e il collo sono massicci, ma a stupire è soprattutto il suo imponente e tozzo becco, capace di sprigionare una forza compresa tra i 40 e i 50 chilogrammi per centimetro quadrato (c'è chi dice anche oltre i 50 kg/cm2). Grazie a questa potenza, il frosone è un granivoro in grado di triturare agevolmente anche i durissimi noccioli di ciliegie e altri frutti, che consuma avidamente.

Frosone. Credit: Andrea Centini
Frosone. Credit: Andrea Centini

Oltre all'aspetto massiccio, il frosone è un uccello caratterizzato anche da un bellissimo piumaggio, come mostrano le foto che gli abbiamo scattato e che trovate nell'articolo. Come spiegato dalla Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, i colori dominanti della specie sono “marrone-ruggine e camoscio con ornamenti neri, bianchi e grigi”. Il capo ha un cappuccio nocciola più scuro, il collo nella parte posteriore e laterale è grigio e presenta un bavaglino nero che prosegue in alto attorno al becco, fino a toccare gli occhi scuri. Le ali, principalmente nere, presentano anche alcuni bellissimi dettagli blu, mentre la coda corta ha le timoniere bianche.

Frosone. Credit: Andrea Centini
Frosone. Credit: Andrea Centini

Il becco è rosato-giallognolo chiaro nella stagione invernale e blu metallico nel periodo della riproduzione, mentre le forti zampe sono di un rosa acceso. I due generi presentano un piumaggio piuttosto simile, sebbene nelle femmine i colori risultino un po' più sbiaditi che nei maschi. Il frosone è un uccello bellissimo e con proporzioni del tutto particolari. Noi abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo raramente nel Lazio e più spesso in Umbria, principalmente nel bosco dell'Oasi di Alviano del WWF, dove in questo periodo dell'anno è possibile osservarlo grazie ad appositi capanni assieme a cince, picchi muratori e altre specie.

Frosone. Credit: Andrea Centini
Frosone. Credit: Andrea Centini

Ma dove è diffuso il frosone in Italia? La specie, come specificato dalla Lipu, nel nostro Paese è nidificante, sedentaria, migratrice regolare e svernante: è presente principalmente nelle zone montuose delle Alpi e degli Appennini, ma il suo areale (molto frammentato) può estendersi fino al mare. La specie è distribuita su tutta la Penisola tranne che nelle regioni più meridionali e in Sicilia, mentre in Sardegna c'è una significativa popolazione nidificante. La specie sarebbe in espansione in alcune regioni (come il Friuli Venezia Giulia) tuttavia i censimenti non sono facili, perché si tratta di una specie piuttosto elusiva e silenziosa; inoltre, molto spesso, gli esemplari si nascondono sulle cime degli alberi dove è difficile poterli vedere.

I frosoni prediligono i boschi decidui e misti con faggi, carpini, querce e frassini. Come indicato, sono granivori molto ghiotti di frutta, in particolar modo delle sopracitate ciliegie, quindi è possibile incontrarli anche in giardini e frutteti dove possono nutrirsi. Curiosamente, i frosoni possono vivere sia in coppie solitarie che in gruppi coloniali; questi ultimi presentano un maggior tasso di successo riproduttivo, dato che l'“unione fa la forza” contro i predatori che attaccano pulcini e adulti. La Lipu indica in ghiandaie, sparvieri, scoiattoli e martore i principali nemici.

Frosone. Credit: Andrea Centini
Frosone. Credit: Andrea Centini

Lo stato di conservazione del frosone è considerato buono nell'Unione Europea, con un numero di coppie stimato che può arrivare fino a quasi 2 milioni. Per l'Italia i numeri sono decisamente bassi, dato che si parla di appena 5.000 – 15.000 coppie nidificanti con “trend in fluttuazione”. Non a caso per il nostro Paese lo status è valutato come inadeguato, alla luce dei numeri e della frammentazione dell'habitat. Tra le principali minacce figurano anche il bracconaggio e la coltivazione aggressiva e meccanizzata che ha abbandonato i metodi tradizionali. Studiare questa specie è comunque piuttosto complicato e servirebbero dei monitoraggi molto più approfonditi per raccogliere tutti i dati necessari. Alla luce di tutte queste considerazioni, incontrare un frosone in natura non è semplice e poterne ammirare uno è sempre una grandissima emozione per qualunque appassionato di birdwatching e fotografo naturalista.

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