La trappola delle barrette proteiche, la guida della Tufts University: “Attenzione a grassi saturi e calorie”

Da ormai qualche anno l'alimentazione è uno degli argomenti con più spazio sui social. Non parliamo solo di food influencer e ricette video, ma anche di una vastissima presenza di contenuti dedicati all'alimentazione e alla nutrizione, tra ricette fit e personal coach creator. Se da una parte questo potrebbe significare un maggiore accesso a informazioni utili per la nostra salute, dall'altro, se non si fa attenzione alla fonte o alle qualifiche del creator di turno, il rischio è di affidarsi a vere e proprie mode alimentari, che spesso di scientifico hanno ben poco.
Un esempio fra tutti è l'ossessione per le proteine, una moda diventata così pervasiva da aver trasformato anche l'industria alimentare. Basta fare un giro in qualsiasi supermercato per vedere scaffali interi di prodotti high-protein, dalla pasta ai dessert, passando ovviamente per le inflazionate barrette proteiche. Ne esistono di ogni tipo e gusto e vengono vendute come snack sani e proteici, adatti soprattutto dopo una sessione di sport. Ma è davvero così? Secondo molti esperti di nutrizione la risposta non è affatto scontata.
Di cosa sono fatte davvero le barrette proteiche
Un articolo della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University di Boston spiega come in realtà molto spesso le barrette proteiche non siano affatto uno snack sano, non perché non abbiano un contenuto maggiore di proteine, ma perché spesso all'interno ci sono molti altri ingredienti tutt'altro che sani. Non solo, basta leggere la tabella nutrizionale per scoprire come molti di questi prodotti abbiano un elevato contenuto di zuccheri aggiunti o grassi saturi. Oppure semplicemente sono molto più calorici di quello che potremmo aspettarci da una barretta venduta come uno snack sano.
Ma non è solo una questione di ingredienti e profilo nutrizionale, la maggior parte delle barrette proteiche non possono essere definite sane perché rientrano nella categoria degli alimenti ultra-processati. Di questo i consumatori dovrebbero essere consapevoli dati i rischi sul lungo periodo, ormai scientificamente confermati, del consumo di questi alimenti, e della loro presenza sempre più significativa nella dieta occidentale. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, in circa 15 anni gli italiani hanno raddoppiato il consumo di questi alimenti: se nel 2005-2006 il loro apporto calorico rappresentava in media il 13% delle calorie assunte, nel 2018-202o costituivano il 23%.
Le diete in cui sono molto presenti i cibi ultra-processati, ovvero snack, merendine, bevande zuccherate, ma anche prodotti preconfezionati o pronti al consumo, sono state associate – spiegano gli esperti Tufts University – a un rischio maggiore di diabete di tipo 2 e di morte per malattie cardiovascolari. Un altro dato noto, come di recente anche confermato da uno studio della Florida Atlantic University, è l'associazione di questi alimenti a maggiori livelli di infiammazione cronica, un fattore di rischio di molte condizioni di salute. Diversi studi – spiega Fondazione Airc – suggeriscono anche che questi alimenti, consumati in grandi quantità, potrebbero aumentare il rischio di diverse forme di cancro.
Come scegliere le più salutari
Quindi chi consuma abitualmente barrette proteiche – senza leggere attentamente le informazioni nutrizionali e gli ingredienti – potrebbe assumere un alimento poco sano a fronte di un effettivo apporto proteico, di cui tuttavia molto probabilmente non ha nemmeno bisogno. Come aveva spiegato a Fanpage.it la nutrizionista Agnese Cascapera, in realtà la maggior parte delle persone in buone condizioni di salute può assumente proteine a sufficienza attraverso un'alimentazione bilanciata, senza bisogno di integrarle con alimenti ad hoc.
A fronte di tutti questi fattori, i ricercatori consigliano di seguire alcune raccomandazioni prima di acquistare una barretta proteica. Ci sono infatti alcune informazioni che si possono leggere sulla tabella nutrizionale o sulla lista degli ingredienti che possono orientarci verso l'acquisto di una barretta più sana. Ad esempio, è consigliato scegliere una barretta i cui ingredienti sono tutti facilmente riconoscibili, a basso contenuto di zuccheri aggiunti e con pochi grassi saturi. "Alcune barrette molto diffuse contengono più di un quarto della dose giornaliera raccomandata di grassi saturi in una sola barretta", avvertono gli esperti. Infine anche le calorie sono importanti: una barretta – spiegano gli esperti – non dovrebbe avere più di 200 chilocalorie.