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Intelligenza artificiale (IA)

La pubblicità coi delfini nella metro di Roma è assurda: “Fatta con l’IA, hanno i denti da squalo”

Alcuni cartelloni pubblicitari spuntati nella metro di Roma mostrano due tursiopi – i delfini per antonomasia – che sorridono verso la fotocamera. Osservando attentamente i loro denti si notano “mostruosità” frutto di errori dell’intelligenza artificiale, come ha spiegato l’ecologo marino Andrea Bonifazi. I cetacei hanno infatti una dentatura su più file come gli squali.
A cura di Andrea Centini
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Il cartellone pubblicitario nella metro di Roma. Credit: Andrea Bonifazi / Scienze Naturali
Il cartellone pubblicitario nella metro di Roma. Credit: Andrea Bonifazi / Scienze Naturali
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Viaggiando sulla metro a Roma, in questi giorni afosi di fine giugno, è possibile imbattersi nei cartelloni pubblicitari di una nota compagnia di crociere, nei quali viene mostrata una coppia di tursiopi (Tursiops truncatus) che sembra sorridere verso la fotocamera. Lo slogan che accompagna la pubblicità è il seguente: “Saranno vacanze da urlo”. A uno sguardo poco attento, l'immagine dei due delfini “gioiosi” potrebbe sembrare come uno dei tanti messaggi promozionali basati sugli animali, ma questo in particolare presenta un dettaglio che non può sfuggire a chi possiede competenze di Zoologia. È infatti chiaramente fatta (male) con l'intelligenza artificiale (IA), a causa della presenza di errori grossolani nella bocca dei due cetacei.

Il cartellone alla fermata di Giulio Agricola. Credit: Andrea Bonifazi
Il cartellone alla fermata di Giulio Agricola. Credit: Andrea Bonifazi

Denti da squalo

Al di là della profondità e della colorazione anomala della gola, ciò che risulta decisamente assurda è la dentatura dei due tursiopi, i delfini per antonomasia e gli unici che, loro malgrado, sono in grado di adattarsi alla vita in cattività. Osservando i denti degli animali si notano più file degli stessi, addirittura quattro o cinque per l'esemplare a sinistra nell'immagine. Si tratta chiaramente di un errore dell'intelligenza artificiale, che ha fatto confusione tra la dentatura dei cetacei odontoceti – che è disposta su un'unica fila – e quella degli squali, che invece si presenta su più file, come su una sorta di rullo. I denti più esterni degli squali vengono infatti perduti continuamente e sostituiti da quelli subito dietro; è come se questi pesci cartilaginei avessero in bocca un nastro trasportatore, sul quale avviene un continuo ricambio di “attrezzi” per mantenere il morso sempre tagliente, efficiente e letale. Non a caso, le radici dei denti di squalo non sono solide come quelle dei denti definitivi  dei mammiferi, ma più mobili e delicate per permettere la sostituzione continua. Basti osservare la bocca aperta di uno squalo toro (Carcharias taurus) per capire con che tipo di dentatura si ha a che fare.

La dentatura di uno squalo toro
La dentatura di uno squalo toro

È chiaro che chi ha realizzato l'immagine sfruttando l'intelligenza artificiale non si è accorto del grossolano errore anatomico, che invece è stato immediatamente identificato dall'ecologo marino Andrea Bonifazi, fondatore della seguitissima pagina “Scienze Naturali” su Facebook e Instagram. Commentando l'immagine dei due cetacei in un post, il ricercatore ha sottolineato che si tratta di una scena "non particolarmente originale, vista centinaia di volte" e caratterizzata dal fatto di essere stata fatta "molto, molto male" con l'intelligenza artificiale. "Questi buffi mammiferi, infatti, presumo non abbiano subito revisioni grafiche da parte di qualcuno che sappia la differenza tra un cetaceo ed uno squalo, ed ecco che i denti appaiono disposti su più file, addirittura tre o quattro nell'esemplare più a sinistra", spiega Bonifazi, che nel suo post ha inserito anche la fotografia reale di un tursiope a bocca aperta. Il ricercatore ha spiegato ai nostri microfoni che ha visto i cartelloni alla fermata di Giulio Agricola e probabilmente anche a quella della stazione Termini.

Uno dei due tursiopi con problemi di dentatura. Credit: Andrea Bonifazi
Uno dei due tursiopi con problemi di dentatura. Credit: Andrea Bonifazi

Sotto al post su Scienze Naturali sono numerosi i commenti ironici degli utenti, diversi dei quali si soffermano sul costo di un'immagine creata in pochi secondi usando una IA (gratis) e quello di una fotografia stock, che ovviamente ha il suo prezzo. Curiosamente, abbiamo chiesto sia a ChatGPT che a Copilot di generarci le immagini di due tursiopi "sorridenti" in acqua e, al netto della bruttezza dei cetacei, la dentatura è stata ricreata in modo corretto. Sarebbe dunque interessante sapere quale software è stato utilizzato per ottenere il risultato assurdo dei cartelloni pubblicitari. “Sebbene l'errore zoologico sia grottesco, non ci sono messaggi gravemente errati nella pubblicità, ma una revisioncina grafica l'avrei fatta prima di mandare in stampa i cartelloni”, ha chiosato Bonifazi nel suo post. Recentemente abbiamo avuto la fortuna di incontrare le stenelle striate (Stenelle coeruleoalba) – i delfini più comuni del Mar Mediterraneo – nel Santuario dei Cetacei innanzi a Genova: qui trovate le fotografie dello splendido incontro, durante il quale ci hanno regalato acrobazie spettacolari.

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