Incisione per deridere il nemico su un proiettile da fionda di 2.100 anni: “Impara la lezione”

Su un proiettile da fionda di oltre 2.000 anni recuperato in un sito archeologico israeliano gli archeologi hanno trovato una curiosa iscrizione, una parola di scherno rivolta verso i nemici, o meglio, verso il destinatario della munizione di piombo. Dopo accurate indagini, infatti, i ricercatori sono giunti alla conclusione che la parola “ΜΑΘΟΥ” scolpita sul manufatto sia l’imperativo del termine greco μανθάνω: in parole semplici, ci sarebbe scritto “impara”, che può essere esteso in “impara la lezione” oppure, ancora più esteso, “la prossima volta impara a non venire qui”. Non è la prima volta che vengono trovati proiettili di epoca ellenistica con incisioni sarcastiche, come ad esempio “assaggia”, “prendi questo” o “beccati questo”, pertanto questo impara, secondo gli autori dello studio, deve essere interpretato allo stesso modo. Si tratta comunque di una rarità, dato che in genere su questi proiettili venivano incisi nomi di città, di comandanti dei tiratori o magari dei simboli, come la saetta di Zeus o il tridente di Poseidone.
A scoprire e descrivere il curioso manufatto di 2.100 anni fa sono stati ricercatori israeliani della Scuola di Archeologia e Civiltà Marittime – Istituto di Archeologia Zinman dell'Università di Haifa, che hanno collaborato a stretto contatto con un collega della Facoltà di Studi dell’Antichità dell'Università di Colonia. I ricercatori, coordinati dal professor Michael Eisenberg, docente presso il Dipartimento di Archeologia dell'ateneo israeliano, hanno recuperato questo e altri proiettili di piombo nel 2025 sulle alture del Golan, presso la Necropoli Meridionale di Hippos (Sussita), una città con un passato ellenistico e poi romano della Decapoli, una regione del Vicino Oriente composta da dieci città (come suggerisce il nome) che oggi comprende territori di Giordania, Israele e Siria.
Sussita fu fondata come città greca nel II secolo avanti Cristo, ha affermato al Time of Israel il professor Eisenberg, aggiungendo che a farlo fu uno di due re: “O Antioco il Grande o Antioco IV Epifane, il cattivo della storia di Hanukkah”. Fu teatro di molte battaglie e i ricercatori ipotizzano anche in quale potrebbe essere stato utilizzato il proiettile con la parola di scherno, datato tra la seconda metà del II secolo e l'inizio del I secolo avanti Cristo. “Forse il proiettile fu usato durante la battaglia tra il regno ebraico asmoneo, in espansione verso la Galilea, e le alture del Golan. Nel 101 a.C., vediamo Alessandro Ianneo tentare di conquistare Sussita e questa regione. Riuscì nella conquista, pur non riuscendo a mantenerne il controllo”, ha spiegato l'archeologo. Il proiettile è stato trovato (insieme agli altri) nei pressi del letto di un torrente che scorreva vicino a un'antica strada che collegava la città al Mar di Galilea. Era pertanto un punto strategico da presidiare per i difensori e da conquistare per gli invasori impegnati in un assedio. Proprio lì erano appostati i frombolieri con le loro munizioni decorate.
Il piccolo proiettile di piombo fu realizzato fondendo due valve per ottenere una forma a mandorla, particolarmente dannosa in caso di impatto. Ha una lunghezza di 3,2 centimetri ed è alto 1,95 centimetri, mentre il peso è di circa 45 grammi. L'aspetto curioso risiede nel fatto che risulta deteriorato, come se fosse stato effettivamente scagliato durante una feroce battaglia d'assedio. Non sappiamo se ha colpito un soldato nemico, se si è infranto su uno scudo o magari ha mancato il bersaglio impattando sulla pietra; ciò che è certo è che chi l'ha lanciato voleva mandare un messaggio forte e chiaro al suo rivale. È una tradizione che si è mantenuta nell'intero arco dei conflitti bellici, dato che ancora oggi non è inconsueto leggere “dediche” di vario tipo su bombe e missili.
Tra le iscrizioni antiche più curiose trovate dagli archeologi figura un grande fallo accompagnato dalla frase “Secvndinvs Cacor”, che può essere tradotto in “Secundinus lo stro*zo”. L'opera fu probabilmente realizzata da un soldato romano di una caserma associata al Vallo di Adriano (un sito archeologico nel Regno Unito), che evidentemente non aveva un buon rapporto con questo Secondinus. I dettagli della nuova ricerca “Learn! – A New Type of Inscription on a Sling Bullet from Hippos of the Decapolis” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PEQ.