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13 Settembre 2022
9:10

Il vaiolo delle scimmie può provocare severi danni neurologici, secondo uno studio

Una ricerca ha rilevato che il vaiolo delle scimmie può provocare convulsioni, encefalite e stato confusionale, oltre a disturbi neurologici più comuni.
A cura di Andrea Centini
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Una piccola percentuale di pazienti contagiati dal virus del vaiolo delle scimmie (monkeypox) può sviluppare sintomi neurologici significativi, come encefalite – un'infiammazione al cervello –, convulsioni e stato confusionale. Possibili anche condizioni più comuni come il mal di testa, i dolori muscolari e l'affaticamento, così come disturbi psichiatrici alla stregua di depressione e ansia; queste ultime potrebbero essere anche associate alle caratteristiche lesioni sulla pelle che sfigurano il corpo. L'impatto neuropsichiatrico potrebbe essere dunque un ulteriore problema dell'attuale, anomala epidemia di vaiolo delle scimmie, malattia endemica di alcune regioni africane che improvvisamente, a partire dalla scorsa primavera, è stata rilevata in moltissimi Paesi. Ad oggi si contano oltre 50mila casi legati a questi focolai, dei quali circa 800 in Italia (la quasi totalità dei quali riguarda uomini).

A determinare il potenziale impatto neurologico e psichiatrico del vaiolo delle scimmie è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici del Barts Health NHS Trust di Londra e dell'Unità di Neurologia preventiva dell'Università di Medicina Queen Mary, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Guy's e St Thomas' NHS Foundation Trust, del Dipartimento di Salute Pubblica e cure primarie dell'Università di Cambridge, del Programma per le emergenze sanitarie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di Ginevra (Svizzera), del King's College di Londra, dello University College di Londra e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dal dottor James B. Badenoch del Wolfson Institute of Preventive Medicine dell'Università Queen Mary, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una revisione sistematica e una meta-analisi sui dati di molteplici studi caricati in vari database, tra i quali PsycINFO, MedRxiv, MEDLINE, EMBASE e altri, tutti pubblicati entro il 31 maggio di quest'anno. I ricercatori si sono tuttavia concentrati su indagini condotte in Africa, prima dell'attuale epidemia. In tutto sono stati vagliati 1705 studi unici e ne sono stati utilizzati 19, per un totale di oltre 1500 partecipanti.

Incrociando tutti i dati è emerso che tra i sintomi neurologici severi le convulsioni erano presenti nel 2,7 percento dei casi (IC 95% 0,7 – 10,2%, I 2 0%), seguite dallo stato confusionale al 2,4 percento (IC 95% 1,1–5,2%, I 2 0%) e dall'encefalite al 2,0 percento ( 95% 0,5–8,2%, I 2 55,8%). Non c'è da stupirsi che un virus possa scatenare problemi neurologici severi; lo stesso SARS-CoV-2 responsabile della pandemia di COVID-19 può provocare significativi disturbi neurologici, così come i comuni virus dell'influenza. Tra gli altri sintomi neurologici rilevati dal dottor Badenoch e dai colleghi, molto più comuni, figuravano la mialgia (dolori muscolari), il mal di testa e l'affaticamento. Pochi degli studi hanno indagato anche sulle conseguenze psichiatriche, tra le quali la più comune è stata l'umore basso, seguito da ansia e disturbi depressivi. Come indicato, è possibile che i problemi psichiatrici siano legati anche alle lesioni che caratterizzano il vaiolo delle scimmie, in grado di deturpare il corpo.

“Non sappiamo quali fattori stiano guidando questi problemi neuropsichiatrici nelle persone con vaiolo delle scimmie. Vorremmo sapere se il ceppo del virus del vaiolo delle scimmie e la gravità dell'infezione influiscono su questi problemi. Tuttavia, non siamo stati in grado di esaminarlo correttamente perché non è stato riportato in modo coerente negli studi”, ha dichiarato il dottor Badenoch in un articolo pubblicato su The Conversation. Alla luce dei vari dubbi che riguardano l'impatto neuropsichiatrico della patologia, gli scienziati intendono condurre ulteriori indagini – in particolar modo studi longitudinali prospettici – in grado di valutare le conseguenze a medio e lungo termine e i potenziali fattori scatenanti. I dettagli della ricerca “Neurological and psychiatric presentations associated with human monkeypox virus infection: A systematic review and meta-analysis” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica eClinical Medicine del circuito The Lancet.

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