“Il sintomo del tumore all’esofago è comparso mangiando una banana”: Carlton Hayman racconta la sua storia

Carlton Hayman, addetto alle vendite di un supermercato del Regno Unito, stava mangiando una banana durante una pausa dal lavoro quando ha notato qualcosa di insolito: faceva fatica a deglutire, ma non avrebbe mai pensato che quell’episodio apparentemente banale potesse essere legato a un tumore all’esofago. Oggi racconta la sua storia per incoraggiare le persone a non sottovalutare potenziali campanelli d’allarme.
Il sintomo del tumore all’esofago notato da Carlton Hayman
Carlton ha spiegato di aver avuto la sensazione che “il cibo non scendesse bene” e si è rivolto al suo farmacista di fiducia, che gli ha consigliato di consultare il prima possibile il medico di base.
“Provando a mangiare la banana, non sono riuscito a mandarla giù. Poi sono andato a vedere una partita di cricket e ho provato a mangiare da KFC, ma neanche quello è andato giù. Non avevo però alcun dolore né altri sintomi, per cui in quel momento ho pensato che non fosse nulla di grave” ha ricordato al Daily Express.
Dopo un’endoscopia di 20 minuti, Carlton ha però capito che c’era qualcosa che non andava quando è stato chiamato in una stanza privata. Il medico gli ha comunicato che aveva un cancro all’esofago di 7 cm che si era esteso ai tessuti vicino al cuore. “Ero a pezzi” ha aggiunto Carlton.
Nell’affetto della sua famiglia e della moglie Hyacinth, ha però trovato la forza di affrontare le cure. Dopo i primi cicli di chemioterapia, nel gennaio dello scorso anno è stato sottoposto all’intervento chirurgico. “Mi hanno ridotto lo stomaco e rimosso una parte dell’esofago” ha chiarito Carlton, che ha sperimentato una forte perdita di peso, passando da 103 ai 65 kg.
Ora che, a 67 anni, è stato dichiarato libero dal cancro, Carlton sostiene insieme al supermercato per cui lavora la campagna di sensibilizzazione della Cancer Research UK, invitando chiunque sospetti un sintomo insolito a non ignorarlo e a chiedere una valutazione medica.
Da ultimo, ripensando alla propria esperienza, sottolinea anche il ruolo che i farmacisti possono svolgere come primo punto di riferimento. “Possono aiutarci a capire come muoverci, soprattutto quando prendere un appuntamento dal medico diventa difficile” ha concluso.