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Cancro al colon, la diagnosi di Fiona Fleming: “Sono un medico di base, non pensavo potesse colpire me”

Medico di base, per anni ha informato i pazienti sui sintomi del cancro al colon. Poi la diagnosi: Fiona Fleming racconta la sua esperienza in prima persona.
A cura di Valeria Aiello
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Una diagnosi di cancro al colon può arrivare anche in assenza di sintomi evidenti: lo screening resta fondamentale per individuarlo precocemente.
Una diagnosi di cancro al colon può arrivare anche in assenza di sintomi evidenti: lo screening resta fondamentale per individuarlo precocemente.

Per anni, come medico di base, ha spiegato ai suoi pazienti quali sintomi del cancro al colon non ignorare. Quando è arrivata la diagnosi, la dottoressa Fiona Fleming si è trovata dall’altra parte. “In quel momento – racconta – si ha la sensazione che la terra ti crolli sotto i piedi”. Aveva 53 anni e, fino ad allora, non aveva notato segnali di un possibile problema. Il sospetto è nato dopo la comparsa di sangue nelle feci, che l’ha portata a sottoporsi a un test immunochimico fecale. “Si pensa immediatamente a tutti gli scenari peggiori che si sono visti nel corso della propria vita. Ricordo di aver detto: ‘Andrà tutto bene, andrò in macchina, tornerò in macchina, andrà tutto benissimo. Ma non è andata così”.

A Fleming, medico di medicina generale nel West Yorkshire, è stato diagnosticato un cancro all’intestino circa 18 mesi fa. Al momento della diagnosi, non rientrava ancora nella fascia di età prevista dal programma di screening per il tumore del colon.

Proprio mentre iniziava la prima chemioterapia, è arrivato il kit per il test a domicilio, inviato dal Servizio sanitario nazionale inglese (NHS England). Dal 2025, lo screening è esteso alle persone a partire dai 50 anni, ma in precedenza era previsto dai 54 anni, con l’invio di un kit di auto-prelievo per la ricerca del sangue occulto fecale ogni due anni.

Non tutti però lo completano e lo restituiscono, nonostante si tratti di uno strumento semplice e potenzialmente decisivo”.

Lo screening del cancro al colon può salvare la vita

Lo screening per il cancro al colon può fare la differenza perché permette di individuare il tumore nelle fasi più precoci, quando le possibilità di trattamento sono maggiori. Fiona Fleming ha cercato di trasmettere questo messaggio ai suoi pazienti, molto prima della sua diagnosi.

Parlando alla BBC, ha spiegato di aver incoraggiato negli anni molte persone a sottoporsi ai test. “Non so quanto il mio lavoro abbia fatto la differenza”.

In seguito alla diagnosi, la dottoressa Fleming è stata inserita in una sperimentazione clinica finanziata da Yorkshire Cancer Research. Lo studio, chiamato FOxTROT 3, valuta se la somministrazione della chemioterapia prima e dopo l’intervento chirurgico possa migliorare gli esiti del trattamento. Nel suo caso, i risultati sono stati positivi.

Oggi il suo messaggio è diretto e concreto: “Consiglierei assolutamente a tutti di fare lo screening”. E aggiunge: “Non voglio allarmare i pazienti, ma se non lo si scopre, non lo si saprà mai”.

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