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Il rumore rosa non aiuta a dormire, secondo uno studio. Gli effetti negativi sul sonno rilevati dagli esperti

Un team di ricerca internazionale ha determinato che il rumore rosa, un insieme di suoni a banda larga utilizzato anche per dormire, può avere effetti negativi sulla qualità del sonno e non essere d’aiuto. Ecco cosa è emerso sulla fase REM.
A cura di Andrea Centini
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Il rumore rosa, un insieme di suoni a banda larga utilizzato anche nel rilassamento e per dormire, potrebbe in realtà essere deleterio per la qualità del sonno. È quanto emerso da un nuovo (piccolo) studio in cui volontari adulti e sani sono stati sottoposti a specifici test in un laboratorio del sonno. In parole semplici, il rumore rosa è stato associato a una diminuzione media di 19 minuti – rispetto a una notte silenziosa – del sonno REM (acronimo di Rapid Eye Movement), l'ultima delle cinque principali fasi del sonno, legata ai sogni ma anche a emozioni, capacità motorie e sviluppo cerebrale, pertanto è fondamentale nel ristoro in sinergia col sonno profondo. Erodere così tanti minuti può avere un effetto negativo sulla salute e il recupero dopo il riposo, invece di offrire i benefici spesso associati al rumore rosa da applicazioni o influencer sui social network. Non a caso si trovano tantissimi video con milioni di visualizzazioni dedicati al rumore rosa. Sottolineiamo comunque che si è trattato di uno studio con pochi partecipanti, i cui risultati dovranno essere confermati da indagini più approfondite, tuttavia ciò che è emerso deve far riflettere su ciò che utilizziamo per aiutarci a dormire. I ricercatori ritengono possa essere dannoso soprattutto per i bambini.

Ma cos'è esattamente il rumore rosa? A spiegarlo in un articolo su The Conversation il dottor Robert MacKinnon, ricercatore presso la Facoltà di psicologia, scienze dello sport e sensoriali della Anglia Ruskin University (non coinvolto nello studio). "Possiamo descrivere i suoni in base all'energia di ciascuna frequenza. Il rumore bianco è un suono totalmente casuale. Ogni diversa frequenza del rumore bianco ha la stessa energia, quindi suona come un suono sibilante e continuo. Uno studio del 2017 ha scoperto che il rumore bianco sembra aiutare alcune persone a concentrarsi", ha spiegato l'esperto. "Il rumore rosa è diverso – prosegue MacKinnon -. Invece di avere la stessa energia a ogni frequenza, l'energia si dimezza a ogni raddoppio della frequenza (quindi 500 Hz hanno il doppio dell'energia di 1000 Hz). Questo imita molti suoni naturali (come l'acqua che scorre) e produce un suono più profondo e rimbombante. È meno stridulo del rumore bianco."

A determinare che il rumore rosa può ridurre i minuti della fase REM e influenzare negativamente la qualità del sonno è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati statunitensi della Scuola di Medicina Perelman dell'Università Statale della Pennsylvania, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti l'Istituto di Medicina Aerospaziale del Centro Aerospaziale Tedesco – DLR (Germania), l'Università di Manitoba (Canada) e la Facoltà di Infermieristica dell'Università Vanderbilt. I ricercatori, coordinati dal professor Mathias Basner, docente di sonno e cronobiologia presso il Dipartimento di Psichiatria della dell'ateneo di Filadelfia, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto 25 adulti sani con un'età compresa tra i 21 e i 41 (età media 28,5 anni, in larghissima maggioranza donne) a una serie di test collegati a sette notti trascorse in un laboratorio del sonno. Fra essi, oltre alla polisonnografia, misurazioni cardiovascolari, test dell'udito, test cognitivi, questionari di vario genere e altre indagini fisiologiche. Poiché l'esposizione notturna al rumore ambientale ha effetti molto negativi sul riposo, i ricercatori hanno voluto verificare l'efficacia delle "contromisure", come il sopracitato rumore rosa e l'uso di tappi auricolari.

I volontari sono stati suddivisi in gruppi ed esposti a varie combinazioni di disturbi e contromisure: rumore ambientale (passaggio di aerei, traffico, pianto di bambini etc etc); rumore rosa a 40 o 50 decibel, come quello della pioggia; rumore ambientale più rumore rosa; rumore ambientale più tappi auricolari; notte silenziosa di controllo. Rispetto all'assenza di esposizioni, dalle osservazioni è emerso che il rumore ambientale riduce sensibilmente il sonno profondo (N3), in media di 23 minuti, aumenta il numero di risvegli e micro-risvegli ed erode la percezione sulla qualità del sonno. Il rumore rosa, d'altro canto, non offre i benefici tanto pubblicizzati sui social e da alcune applicazioni per smartphone: riduce infatti il sonno REM (in media di 19 minuti) e se combinato col disturbo ambientale porta a una struttura del sonno peggiore, con più risvegli e riduzione dell'efficacia ristoratrice. I ricercatori hanno osservato che il rumore rosa può tutelare dai risvegli provocati dai rumori intensi (fino a un certo punto), ma comunque questi effetti non compensano l'aumento della veglia a causa della riduzione della fase REM. Secondo i ricercatori ciò può avere un impatto negativo su memoria, regolazione delle emozioni e sviluppo cerebrale dei bambini.

La fase REM del sonno è importante per il consolidamento della memoria, la regolazione emotiva e lo sviluppo del cervello, quindi i nostri risultati suggeriscono che riprodurre rumore rosa e altri tipi di rumore a banda larga durante il sonno potrebbe essere dannoso, soprattutto per i bambini il cui cervello è ancora in via di sviluppo e che trascorrono molto più tempo nella fase REM rispetto agli adulti”, ha affermato in un comunicato stampa il professor Basner. La situazione è migliorata sostanzialmente con i tappi alle orecchie, considerati comodi ed efficaci dalla maggior parte dei partecipanti al piccolo studio, sebbene non abbiano “protetto” da quelli forti (oltre i 65 decibel). L'esposizione al rumore notturno non ha comunque alterato funzioni cognitive, parametri cardiovascolari e udito, che sono stati testati la mattina successiva a ogni notte trascorsa nel laboratorio del sonno.

Poiché milioni di persone usano rumore bianco o rosa per proteggersi dall'esposizione al rumore ambientale e favorire il sonno, i ricercatori sottolineano l'importanza di indagare a fondo su questi metodi. “Considerata l'importanza del sonno REM per la memoria, la regolazione delle emozioni e lo sviluppo neurologico, gli effetti negativi del rumore a banda larga (PN) sul sonno REM mettono in guardia dall'uso diffuso e indiscriminato del rumore a banda larga (BN). Sono necessarie ulteriori ricerche sul colore/livello ottimale del BN e sul suo utilizzo a lungo termine, soprattutto nelle popolazioni vulnerabili”, hanno chiosato Basner e colleghi nell'abstract dello studio. I dettagli della ricerca “Efficacy of pink noise and earplugs for mitigating the effects of intermittent environmental noise exposure on sleep” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Sleep.

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