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Il pane può far ingrassare indipendentemente dalle calorie: studio su topi rileva alterazioni metaboliche

Uno studio condotto su modelli murini ha determinato che i cibi ricchi di carboidrati (come il pane) determinano un aumento del peso e della massa grassa indipendentemente dalle calorie assunte. I ricercatori ritengono che questi alimenti influenzino il metabolismo, comportando un minor dispendio energetico e un accumulo di grasso.
A cura di Andrea Centini
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Uno studio sui topi ha dimostrato che il pane favorisce l'aumento di peso e della massa grassa perché condiziona il metabolismo, determinando un minor dispendio energetico e favorendo l'accumulo di grassi. In altri termini, dagli esperimenti è emerso che i cibi ricchi di carboidrati – come appunto il pane – non fanno ingrassare perché aumentano le calorie di ciò che si mangia, ma per l'impatto dei carboidrati sui cambiamenti metabolici. I carboidrati, come spiegato dall'Istituto Humanitas, sono tra i principali macronutrienti che si assumono tramite l’alimentazione. Notoriamente, sono tra le prime “voci” che vengono ridotte (assieme ai grassi) nei modelli alimentari dietetici. Le calorie introdotte tramite pasta, pane, pizza, cereali e altri cibi largamente consumati in Italia (e non solo) vengono ridimensionate perché i carboidrati sono strettamente coinvolti nel metabolismo dell’insulina e del glucosio nel sangue. Inoltre, come indicato dall'Humanitas, giocano un ruolo anche nel “metabolismo di trigliceridi e colesterolo, nonché nei processi di fermentazione”. Non c'è dunque da stupirsi che dietologi e nutrizionisti li taglino. Tuttavia, sebbene sia acclarato che facciano ingrassare (quando assunti in eccesso), le dinamiche alla base dell'aumento di peso non sono completamente chiare. Ed è proprio questo che voleva svelare il nuovo studio sui topi. Chiaramente va tenuto presente che ciò che è emerso si osserva su modelli murini, pertanto dovrà essere confermato sulle persone con studi clinici ad hoc, ma i meccanismi metabolici di base dovrebbero essere i medesimi e quindi i risultati non vanno sottovalutati.

A determinare che i carboidrati fanno ingrassare perché influenzano il metabolismo è stato un team di ricerca giapponese guidato da scienziati del Dipartimento di Nutrizione dell'Università Metropolitana di Osaka, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Centro per la ricerca ipotalamica – Dipartimento di medicina interna, Southwestern Medical Center dell'Università del Texas di Dallas. I ricercatori, coordinati dal professor Shigenobu Matsumura, docente presso la Facoltà di Scienze della Vita Umana ed Ecologia dell'ateneo nipponico, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto un esperimento con modelli murini maschi e femmine C57BL/6, che hanno avuto libero accesso a varie tipologie di alimentazione. Fra quelle offerte mangime standard; mangime standard con pane; mangime standard con farina di frumento cotta; mangime standard con farina di riso; dieta ricca di grassi (HFD) con mangime standard; e dieta ricca di grassi con farina di frumento. I ricercatori hanno analizzato le preferenze alimentari dei topi, le variazioni di peso e condotto varie misurazioni di laboratorio, dal dispendio energetico all'espressione dei geni nel fegato, fino ai profili metabolici nel sangue.

Durante il periodo di analisi è emerso immediatamente che i topi hanno mostrato una netta predilezione per i cibi a base di frumento, che hanno comportato un significativo aumento del peso corporeo “nonostante un apporto calorico comparabile”, spiegano Matsumura e colleghi nell'abstract dello studio. Con il frumento maschi aumentavano di peso già alla quarta settimana, le femmine alla settima. I topi ingrassavano per il tipo di alimento che sceglievano, non per le calorie che assumevano, dunque è presente un meccanismo indipendente dal computo calorico complessivo.

I ricercatori hanno anche osservato che i cibi a base di farina di frumento riducevano il dispendio energetico, alterando al contempo il metabolismo lipidico e amminoacidico e aumentando la lipogenesi epatica. “Il consumo di farina di frumento è stato associato a una riduzione del dispendio energetico, a un aumento dell'adiposità e a livelli elevati di insulina e leptina circolanti”, hanno scritto gli scienziati. Inoltre l'analisi dei metaboliti ha rilevato un incremento degli acidi grassi e una riduzione degli amminoacidi essenziali, “suggerendo un aumento della lipogenesi e un potenziale squilibrio nell'assunzione di aminoacidi”. “Coerentemente – proseguono gli esperti – l'espressione epatica dei geni coinvolti nella sintesi degli acidi grassi e nel trasporto dei lipidi è risultata aumentata.”

I topi erano così attratti dai carboidrati che smettevano di consumare il loro mangime standard, andando incontro alle alterazioni di cui sopra. I ricercatori hanno osservato che nei topi che consumavano gruppo farina di riso c'è stato un aumento di peso simile a quello dei topi del gruppo farina di frumento, mentre i topi che seguivano una dieta grassa più farina di frumento hanno mostrato meno aumento di peso rispetto a quelli del gruppo dieta grassa più mangime standard. “Questi risultati suggeriscono che l'aumento di peso potrebbe non essere dovuto a effetti specifici del frumento, ma piuttosto a una forte preferenza per i carboidrati e ai conseguenti cambiamenti metabolici”, ha affermato il professor Matsumura in un comunicato stampa. I risultati, come indicato, dovranno essere confermati anche sull'essere umano con studi appositi, dai quali potrebbero emergere nuove linee guida sul consumo dei carboidrati. I dettagli della ricerca “Wheat Flour Intake Promotes Weight Gain and Metabolic Changes in Mice” sono stati pubblicati su Molecular Nutrition & Food Research.

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