Abbiamo incontrato il martin pescatore, il fulmine azzurro dei canali: le immagini del magnifico uccello

“Guarda là, c'è il martino, il martino!”. Se siete appassionati di birdwatching o fotografia naturalistica e frequentate abitualmente le zone umide d'Italia, con buona probabilità vi è capitato almeno una volta di ascoltare questa frase da un vostro (fortunato) accompagnatore. Talvolta le parole sono condite da enfasi e concitazione, in un contesto in cui il silenzio e la compostezza sono oro. Ma per il “martino” (o la “martina”) un pizzico di perdita di controllo la possiamo pure capire. Del resto il martin pescatore (Alcedo atthis) è uno degli uccelli più belli, colorati e interessanti del nostro Paese (e non solo). Inconfondibile per piumaggio, aspetto e comportamento, questo splendido animale trasforma ogni incontro in una grande emozione.
Chi non ne ha mai visto uno resta folgorato dalla sua bellezza, chi invece lo incontra spesso non può esimersi dal contemplarlo ancora un'altra volta, o magari dallo scattare qualche altra bella fotografia, nonostante hard disk, SSD e schede di memoria pullulino di immagini della suddetta specie. Potrebbe sembrare assurdo, ma ci sono fotografi professionisti che lavorano anni e anni per ottenere lo “scatto perfetto” di un martin pescatore, mentre si tuffa in acqua per pescare, fermando il momento esatto il cui lungo e appuntito becco lambisce la superficie dell'acqua, come una freccia pronta a colpire il bersaglio. Le vaschette coi pesciolini posizionate strategicamente sotto la superficie dell'acqua da alcuni, chiaramente non valgono: sono totalmente inopportune, rischiano di ferire l'animale mentre si lancia in acqua e alterano il comportamento e l'ambiente, inoltre possono pure di inquinare.

Dove abbiamo visto il martin pescatore
Ma torniamo dal protagonista di questo articolo. Che sia per il comportamento intraprendente o la sua bellezza, non c'è da stupirsi che il martin pescatore sia l'uccello preferito di molti appassionati. Noi abbiamo avuto la fortuna di osservarlo diverse volte, soprattutto al Lago di Fogliano e al Lago di Caprolace al Parco Nazionale del Circeo, in provincia di Latina, ma lo abbiamo avvistato anche alle oasi del WWF di Alviano (Umbria) e Orbetello (Toscana), all'Isola della Cona in Friuli Venezia Giulia e altrove. Tutte le foto che vedete in questo articolo le abbiamo scattate in questi luoghi, dove la specie può essere avvistata agevolmente, soprattutto in specifici periodi dell'anno.

I colori del martin pescatore
Come indicato, il martin pescatore è inconfondibile per il suo piumaggio, uno dei più variopinti e appariscenti dell'avifauna italiana, assieme a quelli del gruccione (Merops apiaster) e della ghiandaia marina (Coracias garrulus). Il colore dominante è l'azzurro intenso del dorso e delle ali, che in base all'incidenza della luce e all'angolo di osservazione può assumere sfumature verdi, come mostrano anche le immagini che trovate in questo articolo. Le ali sono più scure del brillante “mantello”. Sulla gola e ai lati del collo sono presenti macchie bianche, mentre tutta la parte ventrale (ali comprese) è arancione, così come parte delle guance.

L'aspetto, come evidenziato anche dalla famosa Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, è “paffuto”: il martin pescatore, alto al massimo una ventina di centimetri e con un'apertura alare di circa 25 centimetri, ha infatti zampe corte e tozze, coda minuscola, testa grande e un lungo e appuntito becco. Proprio questa micidiale arma per pescare i pesciolini – ma anche gamberetti e altri invertebrati – è utilissima per distinguere gli adulti maschi dalle femmine; in queste ultime il becco presenta una base una "verniciata" di arancio vivo, mentre nei primi è completamente nero.

Il martin pescatore ha un volo rapidissimo e spesso lo si vede sfrecciare lungo i canali come un fulmine azzurro, mentre emette il suo caratteristico richiamo “zii zii, zii zii” e talvolta “zii ti, zii ti”. Gli argini dei canali, laghi e stagni rappresentano il suo terreno di caccia ideale; spesso trova uno o più posatoi preferiti dai quali scruta attentamente sotto la superficie dell'acqua. Una volta identificata la preda si tuffa con precisione per ghermirla sott'acqua. Spesso fa centro, ma ci è capitato di vedere anche diversi fallimenti. Nelle immagini che trovate in questo articolo la piccola preda è un nono (Aphanius fasciatus), un pesciolino di acqua salmastra appartenente alla famiglia dei ciprinodontidi. Il martin pescatore può lanciarsi in tuffoo anche dall'aria, dopo aver eseguito uno spettacolare “spirito santo” per scrutare i più piccoli movimenti sott'acqua.

Le minacce per il martin pescatore
Poiché il martin pescatore nidifica lungo gli argini e le sponde di canali e altri corsi d'acqua lenti, come spiegato dalla LIPU la canalizzazione e la cementificazione rappresentano una delle principali minacce per questa fantastica specie, le cui popolazioni principali in Italia si trovano in Valle d'Aosta e Piemonte. A causa dell'intervento umano vengono spazzati via anche i posatoi necessari per la pesca. Si stima che nel nostro Paese, secondo dati in realtà non particolarmente aggiornati, vi sono fino a 16.000 coppie nidificanti e stabili. Sebbene molti "martini" siano stanziali, in Italia giungono anche diversi esemplari migratori e svernanti, che come evidenziato dalla LIPU arrivano principalmente dall'Europa Centrale e occidentale.

Fra le altre forti minacce note figurano l'inquinamento dell'acqua, che determina la moria delle prede; la siccità, che può far letteralmente sparire i bacini in cui questi uccelli si nutrono; e gli inverni particolarmente freddi, che possono spingere questi uccelli a cercare un nuovo luogo per procacciarsi il cibo e metter su famiglia. Per tutte queste ragioni lo stato di conservazione del martin pescatore in Italia è considerato “inadeguato”; fortunatamente, a livello globale la specie non è minacciata di estinzione.
