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Il lander indiano sulla Luna potrebbe essersi addormentato per sempre

Le speranze di un risveglio della missione Chandrayaan-3 alla fine della lunga notte lunare si stanno affievolendo: nonostante gli sforzi, l’ISRO non riesce a ristabilire una comunicazione con il suo lander Vikram e il rover Pragyan.
A cura di Valeria Aiello
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Illustrazione del lander lunare Vikram e del rover Pragyan della missione indiana Chandrayaan–3 / Credit: ISRO
Illustrazione del lander lunare Vikram e del rover Pragyan della missione indiana Chandrayaan–3 / Credit: ISRO

La missione indiana Chandrayaan-3 sulla Luna potrebbe essersi conclusa già all’inizio di settembre, quando il lander Vikram e il rover Pragyan sono stati messi in stand-by per due settimane per provare a superare la lunga e fredda notte lunare. Le speranze di un loro risveglio, programmato intorno al 22 settembre, con il nuovo sorgere del Sole sopra il Polo Sud della Luna, si stanno infatti affievolendo, nonostante i continui sforzi dell’Agenzia indiana per la ricerca spaziale (ISRO) nel cercare di ristabilire una comunicazione. Finora, gli ingegneri non hanno ricevuto alcuna risposta dall’iconico duo, il primo ad aver raggiunto la regione polare meridionale del nostro satellite.

La missione Chandrayaan-3, lanciata il 14 luglio 2023 dal Satish Dhawan Space Center di Sriharikota, nello stato dell’India meridionale dell’Andhra Pradesh, è stata la prima a riuscire in un atterraggio morbido vicino al Polo Sud della Luna, dove l’ombra permanente sul fondo di alcuni crateri potrebbe aver preservato l’esistenza di ghiaccio d’acqua in quantità tali da poter sostenere un futuro insediamento umano a lungo termine.

Al successo dell’allunaggio, avvenuto il 23 agosto 2023, hanno fatto seguito le operazioni pianificate, a partire dallo schieramento del rover Pragyan, che ha esplorato l’area intorno al punto di atterraggio, chiamato Shiv Shakti Point, fino all’esecuzione di una serie di misurazioni, tra cui quella della temperatura dello strato superiore della regolite condotta dal lander Vikram. Il veicolo spaziale ha inoltre analizzato la composizione chimica della polvere lunare, trovando tracce di zolfo, che potrebbero fornire indizi di un’antica attività vulcanica, e rilevato numerosi altri elementi, tra cui alluminio, calcio, ferro, cromo, titanio, manganese, silicio e ossigeno. Oltre a ciò, il lander ha rilevato movimenti sotto la superficie, incluso un possibile evento naturale su cui si sta attualmente indagando.

La sospensione e il mancato risveglio

Al completamento del programma lunare, durato quasi due settimane (mezza giornata sulla Luna, dove un giorno corrisponde a circa 29,5 giorni terrestri), il rover e il lander sono stati impostati in modalità di sospensione, per provare a superare le due settimane di  notte lunare, durante le quali la temperatura scende anche oltre i 200 °C sotto lo zero, il che può potenzialmente danneggiare gli strumenti. In considerazione di tale pericolo, gli ingegneri hanno cercato di mantenere la strumentazione sufficientemente al caldo, utilizzando l’energia del sistema, che senza la luce solare è stata attinta da quella immagazzinata nelle batterie, con il rischio che potesse esaurirsi prima del nuovo sorgere del Sole e la successiva ricarica. Sfortunatamente, da quando il Sole è sorto, venerdì scorso, gli ingegneri non hanno ancora rilevato alcun segno di attività.

Sono stati compiuti sforzi per stabilire una comunicazione con il lander Vikram e il rover Pragyan per accertare la loro condizione di risveglio – ha precisato l’ISRO in una nota sui social – Per ora non è stato ricevuto alcun segnale da parte loro. Gli sforzi per stabilire un contatto continueranno”.

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