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Il James Webb ha catturato le incredibili immagini delle nuvole di Titano, luna di Saturno

Grazie alla fotocamera NIRCam il Telescopio Spaziale James Webb è riuscito a immortalare le nuvole di Titano, la più grande luna di Saturno dove piove metano.
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A cura di Andrea Centini
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Credit: NASA, ESA, CSA, W. M. Keck Observatory, A. Pagan (STScI). Science: Webb Titan GTO Team
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Il Telescopio Spaziale James Webb ha catturato le straordinarie immagini dell'atmosfera di Titano, la più grande e affascinante luna di Saturno. Gli scatti, immortalati dalla Near-Infrared Camera (NIRCam) del Webb, un'avanzatissima fotocamera a infrarossi, mostrano nel dettaglio le nuvole del corpo celeste e la sua albedo superficiale, cioè la frazione di luce riflessa dalle diverse regioni di Titano. Il satellite scoperto nel lontano 1655 da Christiaan Huygens non solo è la luna più grande del “Signore degli Anelli”, ma è anche uno dei corpi rocciosi più imponenti dell'intero Sistema solare, con oltre 5mila chilometri di diametro e una massa di 1,345×1023 kg. Se ciò non bastasse, Titano è anche l'unico satellite ad avere un'atmosfera propriamente detta ed è l'unico corpo celeste del nostro sistema – oltre alla Terra – ad avere fiumi, laghi e mari sulla propria superficie. La differenza col nostro pianeta risiede nel fatto che questi bacini e canali sono composti da metano ed etano liquidi, non acqua. È un vero e proprio mondo alieno e le immagini del Webb lo mostrano in una nuova e spettacolare veste.

Le prime immagini di Titano ottenute dalla NIRCam sono state catturate il 4 novembre e il giorno successivo sono arrivate nei computer degli scienziati, che le hanno accolte con grandissimo entusiasmo. Il primo a vederle è stato Sebastien Rodriguez dell'Universite Paris Cité, che ha immediatamente contattato tutti i colleghi del team di esperti planetari che le studierà. “Che sveglia stamattina (ora di Parigi)! Un sacco di avvisi nella mia casella di posta! Sono andato direttamente al mio computer e ho iniziato subito a scaricare i dati. A prima vista, è semplicemente straordinario! Penso che stiamo vedendo una nuvola!”, ha scritto il dottor Rodriguez in uno dei suoi messaggi girati di buon ora agli altri studiosi. “Fantastico! Adoro vedere la nuvola e gli evidenti segni di albedo. Ora attendo con ansia gli spettri! Complimenti, tutti!!! Grazie!”, gli ha fatto eco la dottoressa Heidi Hammel, scienziata dell'Association of Universities for Research in Astronomy (AURA) e Webb Solar System GTO Project Lead.

Credit: NASA, ESA, CSA, A. Pagan (STScI). Science: Webb Titan GTO Team.
Credit: NASA, ESA, CSA, A. Pagan (STScI). Science: Webb Titan GTO Team.

Nell'atmosfera di Titano immortalata dal Webb si possono osservare due grandi formazioni nuvolose, le macchie bianche in alto a destra e a sinistra, con quella a destra (Cloud B) decisamente più evidente. L'area scura al “polo nord” è invece il Mare Kraken scoperto da Cassini, che si pensa sia un enorme bacino di metano liquido. Belet, un'altra ampia area scura appena al di sotto dell'equatore, è una gigantesca distesa di dune di sabbia. “Rilevare le nuvole è entusiasmante poiché convalida le previsioni di lunga data dei modelli computerizzati sul clima di Titano, secondo cui le nuvole si sarebbero formate prontamente nell'emisfero nord-settentrionale durante la sua tarda estate, quando la superficie è riscaldata dal sole”, si legge nel comunicato stampa della NASA che ha presentato la scoperta. Dopo aver rilevato le nuvole, gli scienziati hanno deciso di scoprire come si muovevano nel tempo e di raccogliere informazioni sui flussi d'aria di Titano; hanno così organizzato osservazioni di follow-up nei giorni successivi grazie all'ausilio dell'Osservatorio Keck alle Hawaii.

Credit: NASA, ESA, CSA, W. M. Keck Observatory, A. Pagan (STScI). Science: Webb Titan GTO Team
Credit: NASA, ESA, CSA, W. M. Keck Observatory, A. Pagan (STScI). Science: Webb Titan GTO Team

Gli scienziati temevano che le nuvole su Titano, messe nel mirino due giorni dopo il Webb, potessero sparire nelle immagini del Keck, ma fortunatamente erano ancora lì, solo che avevano cambiato forma. Non vi è la certezza assoluta che siano proprio le stesse nuvole, tuttavia rappresentano una conferma dei “modelli meteorologici stagionali”, come confermato dal professor Juan Lora dell'Università di Yale. L'atmosfera del satellite è stata analizzata anche con lo strumento Near-Infrared Spectrograph (NIRSpec) del James Webb, dal quale saranno ottenuti i preziosissimi spettri. Incrociando tutti i dati gli scienziati sperano di poter caratterizzare meglio l'atmosfera di questo incredibile e affascinante mondo alieno.

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