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Il 22 gennaio raro allineamento di 3I/ATLAS con la Terra e il Sole: la spiegazione di Avi Loeb

3I/ATLAS il 22 gennaio 2026 si allineerà quasi perfettamente con la Terra e il Sole, offrendo un’opportunità imperdibile per studiarne le caratteristiche. Il professor Avi Loeb spiega cosa succederà e perché è un evento così importante per comprendere la natura dell’oggetto.
A cura di Andrea Centini
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L’oggetto interstellare 3I/ATLAS ripreso a gennaio 2026 da Roma. Credit: Fabrizio Montanucci
L’oggetto interstellare 3I/ATLAS ripreso a gennaio 2026 da Roma. Credit: Fabrizio Montanucci

Giovedì 22 gennaio 2026 si verificherà un raro allineamento tra l'oggetto interstellare 3I/ATLAS, la Terra e il Sole, un'occasione imperdibile per studiare nel dettaglio alcune caratteristiche del visitatore venuto da lontano, come la natura della sua enigmatica anti-coda. A rendere speciale questo fenomeno è l'ampiezza dell'angolo di fase, ovvero l'angolo tra l'asse Sole-Terra e l'asse Sole-3I/ATLAS, che risulterà prossimo allo zero, ovvero di 0,69 gradi. Ciò significa che l'oggetto si troverà quasi perfettamente sulla stessa linea che unisce il nostro pianeta alla fonte luminosa (la stella), che lo illuminerà completamente. È un po' quello che accade con la Luna Piena.

Questa particolare configurazione è preziosa per gli scienziati perché, come spiegato dall'astrofisico Avi Loeb dell'Università di Harvard in un nuovo articolo pubblicato su Medium, “offre circostanze uniche per misurare un nuovo effetto chiamato ‘effetto d'opposizione' per la polvere rilasciata da 3I/ATLAS”. L'effetto o picco di opposizione, noto anche come effetto Seeliger dal nome dello scienziato Hugo von Seeliger che per primo lo propose nel 1887, è un significativo incremento della luminosità di un oggetto circondato da molte particelle come una cometa.

Il raro allineamento del 22 gennaio, che si verificherà alle 13:00 del Tempo Coordinato Universale (UTC), è stato indagato da Avi Loeb in collaborazione col dottor Mauro Barbieri dell'Osservatorio di Padova dell'INAF: l'articolo “Rare Near-Opposition Alignment of 3I/ATLAS on 22 January, 2026” in cui se ne discute può essere consultato cliccando sul seguente link. Come indicato, a renderlo eccezionale sarà il ridotto angolo di fase che permette uno studio avanzato delle particelle. Per un comune astro chiomato che attraversa il Sistema solare un simile angolo di fase viene osservato molto raramente, ma è la prima volta in assoluto per un oggetto interstellare (perlomeno uno osservato).

Come spiegato da Avi Loeb, il primo oggetto interstellare (1I/'Oumuamua) non aveva tracce di gas o polveri stellari, mentre il secondo (la cometa interstellare 2I/Borisov) ha raggiunto un angolo di fase minimo superiore ai 16 gradi, “mai in prossimità dell'opposizione”. Ecco perché l'allineamento eccezionale tra il nostro pianeta, il Sole e 3I/ATLAS sarà un evento importante per fare scienza e raccogliere quanti più dati possibili, grazie all'incremento di luminosità determinato dalla configurazione fortunata.

3I/ATLAS ripresa a gennaio 2026 da Roma. Credit: Fabrizio Montanucci
3I/ATLAS ripresa a gennaio 2026 da Roma. Credit: Fabrizio Montanucci

Il professor Loeb spiega che, in base alla traiettoria calcolata dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA, giovedì 22 gennaio 2026 3I/ATLAS si troverà a una distanza di 3,3 UA dal Sole e 2,35 UA dalla Terra. Ricordiamo che una UA, ovvero Unità Astronomica, è la distanza media che separa il centro della Terra da quello del Sole, circa 150 milioni di chilometri. Quel giorno la magnitudine (luminosità apparente) dell'oggetto sarà di 16,7. L’angolo di fase, come specificato, sarà pari a 0,69 gradi, ma resterà inferiore a 2 gradi dal 19 al 26 gennaio 2026, dunque quasi una settimana. È un evento rarissimo considerando che per le comuni comete, in genere, questa finestra fortunata si esaurisce nel giro di poche ore.

Grazie all'allineamento quasi perfetto, in quei giorni si determinerà il conseguente aumento della luminosità legato alla “scomparsa” delle ombre tra i granelli di polvere (Shadow hiding) e il rimbalzo della luce in modo coerente tra le particelle rilasciate dall'oggetto (Coherent backscatter). Sarà un'occasione d'oro per condurre indagini su composizione, struttura dei granelli e altre caratteristiche, attraverso osservazioni fotometriche e polarimetriche. Il professor Loeb spiega che nella settimana più favorevole dovrebbero essere condotte osservazioni da più siti – anche per evitare potenziali problemi meteo – e con più strumenti per raccogliere quanti più dati possibili, conducendo osservazioni multibanda con almeno tre filtri diversi.

3I/ATLAS ripresa a gennaio 2026 da Roma. Credit: Fabrizio Montanucci
3I/ATLAS ripresa a gennaio 2026 da Roma. Credit: Fabrizio Montanucci

Ci auguriamo che molti osservatori con accesso a telescopi adatti approfittino della straordinaria fortuna che stiamo per avere grazie al raro allineamento di 3I/ATLAS con la direzione Sole-Terra. Dati correlati possono aiutare a decifrare la natura del getto anti-coda di 3I/ATLAS e a risolvere altre anomalie, come le sue inedite proprietà di polarizzazione”, ha chiosato il professor Loeb. Nel frattempo il visitatore interstellare è stato nuovamente ripreso dall'astrofilo e nostro lettore Fabrizio Montanucci, le cui immagini mostrano un cambiamento sostanziale tra prima e dopo il passaggio al perielio. “Il 5 settembre era a 355 milioni di km dal Sole ed era sempre poco più di un puntino, mentre nell'immagine di due giorni fa, a 450 milioni di km dal Sole, si mostra ancora drasticamente più attiva di allora. Evidentemente il calore del perielio ha "liberato" per la dispersione polveri e sostanze volatili annidate in zone relativamente profonde”, ha commentato Fabrizio.

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