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I veri effetti del cambio dell’ora sul corpo, Ferini Strambi: “Basta per rompere l’architettura del sonno”

Gli studi condotti finora hanno evidenziato diversi possibili effetti negativi per la salute legati al passaggio all’ora legale. Il Prof. Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno dell’Ospedale San Raffaele spiega quali sono i rischi e da casa dipendono.
Intervista a Prof. Luigi Ferini Strambi
Primario del Centro di Medicina del Sonno dell'Ospedale San Raffaele
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Ci siamo di nuovo. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 scatta il cambio dell'ora. Alle 2:00 infatti le lancette di tutti i nostri orologi andranno un'ora in avanti, segnando di fatti il passaggio dall'ora solare (ovvero l'orario naturale) all'ora legale.

Inizialmente, l'ora legale doveva servire a sfruttare il più possibile la luce solare per risparmiare sui costi energetici. Eppure negli anni, questi possibili benefici (economici e ambientali) sono stati messi in discussione da diversi studi che invece hanno evidenziato come questa alternanza tra ora solare ora legale possa avere diversi effetti negativi sulla salute nei giorni successivi al cambio d'ora e forse – secondo alcune evidenze più recenti – anche sul lungo periodo.

Il Prof. Luigi Ferini Strambi èe ordinario di Neurologia all'Università Vita-Salute San Raffaele. Fanpage.it lo ha contattato per capire meglio in che modo il passaggio all'ora legale influenzi la nostra salute.

Cosa dicono gli studi

Da quando i ricercatori hanno iniziato a studiare cosa succede nel nostro corpo nei giorni successivi al passaggio all'ora legale sono emersi diversi possibili effetti negativi, su diversi fronti, alcuni anche rispetto alla salute cardiocircolatoria.

Secondo uno degli studi più significativi, pubblicato nel 2008 sull'autorevole rivista scientifica New England Journal of Medicine, nella settimana successiva al passaggio all'ora legale il rischio di infarti aumenta del 5%. Un altro studio, condotto in Finlandia, ha suggerito che nei due giorni successivi anche il rischio di ictus è maggiore, con un aumento dell'8% dei ricoveri per questa causa.

"Abbiamo diversi studi – spiega Ferini Strambi – che dimostrano come l'avvento dell'ora legale comporti questi rischi a livello cardiocircolatorio. In questi giorni c'è infatti una riduzione della durata del sonno, che è fondamentale per inibire la produzione del cortisolo, ovvero l'ormone dello stress. Questo si traduce in un aumento dei rischi a livello cardiovascolare".

L'effetto social-jet-lag

Ci sono poi molte altre ricerche che mostrano come a risentire di questo passaggio non sarebbe solo la salute cardiocircolatoria, ma anche la concentrazione e i livelli di attenzione. Diversi studi hanno ad esempio mostrato come al passaggio all'ora legale corrisponda anche un aumento degli incidenti stradali, un maggiore assenteismo sul posto di lavoro e anche un più elevato tasso di incidenti sul lavoro.

"Proprio come succede quando per viaggio ci spostiamo in un luogo con un fuso orario diverso – spiega il medico – anche in occasione del passaggio all'ora legale possono manifestarsi sintomi come irritabilità, maggiore sonnolenza di giorno, difficoltà a rimanere concentrati e attenti".

Non è un caso infatti se gli esperti del sonno hanno coniato per spiegare gli effetti del cambio dell'ora sulla salute l'espressione "social-jet-lag", ovvero una sorta di jet-lag per quanti riguarda i sintomi ma causato da un disallineamento tra il nostro ritmo circadiano (ovvero il nostro orologio interno che accorda le funzioni biologiche con l'alternanza giorno-notte) e le esigenze imposte dall'organizzazione della società.

Quali sono le cause

Nel leggere la lunga lista dei possibili effetti collaterali legati al cambio dell'ora, potrebbe risultare difficile capire come una sola ora di sonno in meno possa impattare così tanto la nostra salute. "In realtà – spiega Ferini Strambi – si è visto che a incidere non è solo la durata inferiore del sonno, ma anche la maggiore frammentazione che si registra in media nei giorni successivi all'introduzione dell'ora legale. Un'eccessiva frammentazione del sonno determina infatti anche una riduzione del sonno profondo (lo stadio 3 non REM) e della fase REM".

Questo significa una peggiore qualità del sonno, con un effetto domino sul senso di stanchezza e sonnolenza diurna. Lo stadio 3 non REM – spiega il Manuale MSD – è infatti la fase di sonno di massima qualità, ovvero quella in cui avviene il massimo recupero delle nostre funzioni.

Chi sono le persone più a rischio

L'esperto ha anche spiegato che i dati oggi disponibili sembrano suggerire che i soggetti che possono risentire di più in termini di qualità del sonno sono le persone con il cronotipo "gufo". In medicina del sonno in questa categoria si fanno rientrare quelle persone che – a differenza delle allodole – per loro natura sono più notturni, ovvero tendono a fare fatica a svegliarsi presto, ma si addormentano più tardi.

"Anche solo un'ora in meno può creare un vero e proprio "sconquasso" nell’architettura del sonno – aggiunge Ferini Strambi – che si è visto essere maggiore di quello registrato in prossimità del passaggio all'ora solare". Una sorta di mini jet-lag temporaneo che tende a rientrare in qualche giorno. "Questo può incidere anche sull'umore, soprattutto nei bambini e negli anziani, che di solito hanno un'organizzazione più rigida della giornata ad esempio per quanto riguarda l'orario dei pasti e quindi anche quello in cui si svegliano e vanno a dormire".

I rischi sul lungo periodo

"In realtà – prosegue Ferini Strambi – oltre agli effetti visti nel periodo a ridosso del cambio dell'ora, alcuni studi recenti, che hanno ancora bisogno di ulteriori conferme, suggeriscono che questi continui cambiamenti dell'ora, da quella solare a quella legale e viceversa, potrebbero implicare dei rischi anche sul lungo periodo. Il ritmo circadiani infatti, oltre a regolare l'alternanza veglia-sonno, ha un ruolo importante per molte altre funzioni del nostro organismo, che vanno dagli equilibri ormonali al corretto funzionamento del sistema immunitario".

Tutti questi dati hanno alimentato negli anni il dibattito sull'opportunità di conservare o meno l'alternanza ora solare-ora legale. Da anni diverse associazioni di medici del sonno ne chiedono che venga eliminata. Lo ha fatto nel 2020 l'American Academy of Sleep, chiedendo l'abolizione dell'ora legale, e nel 2024 la British Sleep Society. A ottobre 2025 la Spagna ha perfino presentato una proposta a Bruxelles per eliminare definitivamente il cambio dell'ora a partire dal 2026. In realtà, fuori dall'Unione Europea sono diversi i Paesi che hanno già agito in questa direzione: tra questi ci sono Russia, Cina e gran parte di Africa, Asia e Sudamerica.

"Certo, la questione è complessa e varia da Paese a Paese e dalla latitudine in cui si trova. Ma, una volta che avremo ancora più dati e informazioni, riusciremo a capire se il presunto risparmio in termine di risparmio energetico è sufficiente per giustificare i possibili effetti negativi che ha sulla nostra salute", ribadisce l'esperto.

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