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Covid 19
18 Gennaio 2022
13:51

Hong Kong ucciderà 2000 criceti per emergenza Covid: “Possibile caso di infezione da animale a uomo”

Hong Kong sopprimerà 2mila criceti a seguito della scoperta di un possibile caso di trasmissione del coronavirus da un roditore a una donna.
A cura di Andrea Centini
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A Honk Kong si sarebbe verificato il primo caso di trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2 da un criceto a una persona, una donna dipendente di un negozio di animali. Ci sarebbe anche un altro caso Covid – da confermare – legato allo stesso lotto di criceti provenienti dall'Europa e venduti nell'ex colonia britannica. A causa del potenziale rischio per la salute pubblica le autorità hanno ordinato ai negozi di animali e a tutti coloro che hanno acquistato questi roditori (dopo il 22 dicembre ) di consegnare gli esemplari; saranno tutti sottoposti a tampone e uccisi con l'eutanasia. Si stima che circa duemila criceti saranno abbattuti a causa di questi potenziali casi di trasmissione interspecifica.

La prova del contagio dal criceto alla dipendente del negozio di animali di Causeway Bay, una giovane di 23 anni, sarebbe stata trovata dalle analisi genetiche. “Il sequenziamento del genoma ha rilevato che il tipo di genoma era quello che circolava in Europa e Pakistan. C'è una possibilità di infezione attraverso criceti importati dai Paesi Bassi, che anch'essi avevano anche quel tipo di genoma. Ecco perché è molto probabile che la trasmissione questa volta sia dagli animali agli esseri umani”, ha dichiarato una fonte al quotidiano South China Morning Post. Sia il roditore che la negoziante sono stati infettati dalla variante Delta (ex seconda indiana), che non veniva rilevata a Hong Kong da tre mesi. Degli animali testati fino ad oggi già in 11 sono risultati positivi al patogeno pandemico. Un'altra persona legata al negozio di animali avrebbe un'infezione "preliminare" ancora da accertare, come indicato dal quotidiano asiatico.

Per evitare che scoppino focolai per la potenziale trasmissione dai roditori non solo ne sono state vietate le importazioni, ma come indicato si è deciso di sopprimere tutti quelli arrivati e distribuiti a partire dal 22 dicembre, circa duemila esemplari. “Abbiamo valutato che i rischi di questi lotti sono relativamente alti e quindi abbiamo preso la decisione in base alle esigenze di salute pubblica. Invitiamo tutti i proprietari di animali domestici a osservare una rigorosa igiene quando maneggiano i propri animali domestici e le gabbie. Non baciarli e non abbandonarli per le strade”, ha dichiarato il dottor Leung Siu-fai, direttore del Dipartimento dell'agricoltura, della pesca e della conservazione. Lo scienziato e politico ha sottolineato anche che qualora gli animali domestici dovessero presentare problemi di salute i proprietari devono recarsi dal veterinario o contattare il dipartimento per chiedere informazioni.

I criceti sono tra gli animali che possono essere facilmente infettati dal coronavirus SARS-CoV-2, come evidenziato dalla ricerca “Insights on cross-species transmission of SARS-CoV-2 from structural modeling” pubblicata sulla rivista scientifica Plos Computational Biology. Non a caso vengono utilizzati in diversi laboratori per la sperimentazione sul patogeno. Ciò nonostante non erano noti casi di trasmissione da criceto a uomo, sebbene tale modello si sia già verificato con altre specie (ad esempio con i visoni negli allevamenti della Danimarca). Secondo una ricerca dell'Università della California di Davis sono oltre 400 le specie di vertebrati suscettibili all'infezione, tra le quali hanno un rischio particolarmente elevato le scimmie antropomorfe, i felini e i cervi. Diversi contagi hanno interessato questi animali all'interno degli zoo. Ma il virus si è diffuso anche in alcuni animali liberi e in natura. Uno studio condotto sui cervi dalla coda bianca o cervi della Virginia ha rilevato che oltre l'80 percento di quelli testati nell'Iowa è risultato positivo. Il rischio principale di questi salti da una specie all'altra, oltre alla totale perdita di controllo del virus (una panzoozia), risiede nella nascita di nuove varianti di preoccupazione più pericolose per la saluta pubblica e la fauna.

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