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Ha tosse e infezioni da anni: medici estraggono un cono stradale giocattolo inalato 40 anni prima

I medici scozzesi hanno descritto il curioso caso clinico di un uomo di 46 anni che da 16 soffriva di infezioni ricorrenti, tosse continua (anche con sangue) e altri sintomi. Scansioni ad alta risoluzione hanno rilevato la presenza di un corpo estraneo in un bronco, un piccolo cono del traffico giocattolo che l’uomo aveva inalato 40 anni prima. Credeva di averlo ingoiato.
A cura di Andrea Centini
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Il cono giocattolo responsabile dei sintomi durati molti anni. Credit: Lammy et al./ JRSM Open
Il cono giocattolo responsabile dei sintomi durati molti anni. Credit: Lammy et al./ JRSM Open

Un uomo di 46 anni ha sofferto per molti anni di infezioni ricorrenti a bronchi e polmoni, tosse persistente con abbondante espettorato, episodi di emottisi (tosse con sangue) e altri sintomi associati a una condizione cronica nota in letteratura medica come bronchiectasia. A seguito di approfonditi esami radiologici, i medici hanno scoperto che la causa era un piccolo cono stradale giocattolo, rimasto incastrato in un ramo del bronco intermedio e responsabile di danni devastanti al lobo inferiore del polmone destro. Durante l’anamnesi l’uomo ha ricordato di aver "ingoiato" un cono giocattolo quando aveva sei anni: pur avendo avuto una sensazione di soffocamento, all’epoca credette di averlo deglutito, non "inalato". Il pezzo di plastica, rimasto incastrato nell’apparato respiratorio, è stato asintomatico per decenni; poi, attorno ai 30 anni, ha iniziato a provocare i sintomi sopra descritti, sfociati in ricoveri, drenaggi e anche in un intervento chirurgico. Ma solo le scansioni ad alta risoluzione più recenti hanno permesso ai medici di rilevare la presenza del corpo estraneo.

A descrivere il curioso caso clinico, vecchio di alcuni anni ma tornato recentemente alla ribalta, è stato un team di ricerca scozzese del Dipartimento di Chirurgia Cardiotoracica della Royal Infirmary di Edimburgo, in collaborazione con i colleghi del Dipartimento di Medicina Respiratoria del Western General Hospital. I ricercatori, coordinati dal professor Simon Lammy, dagli esami radiografici hanno evidenziato diverse aree di tessuto fuse fra loro, una forte infiammazione, abbondante pus e l’oggetto incriminato inalato durante l’infanzia. Spiegano che nei bambini l’ostruzione dell’albero tracheobronchiale è un incidente frequente, a causa della dentizione non adeguata e del coordinamento della deglutizione ancora immaturo.

"L’ostruzione presenta tre stadi clinici: soffocamento e mancanza di respiro, una fase asintomatica e una fase di complicazione", sottolineano Lammy e colleghi, evidenziando come questo schema si sia verificato nel 46enne. L’evoluzione dipende dal materiale che provoca l’ostruzione: i corpi estranei organici causano una marcata reazione infiammatoria e possono essere rapidamente ricoperti da tessuto granulare; quelli inorganici, se non compromettono le vie aeree distali, dopo la sensazione iniziale di soffocamento possono restare in sede per molti anni senza provocare sintomi. Col passare del tempo, tuttavia, possono innescare polmoniti ricorrenti, ascessi, cicatrizzazione e le sopracitate bronchiectasie (che comportano una dilatazione irreversibile dei bronchi). Nonostante un empiema trattato con toracotomia e drenaggio, oltre ad anni di infezioni e tosse (anche con sangue), solo dopo 16 anni di sintomi più o meno gravi i medici sono riusciti a individuare il colpevole. Una tomografia computerizzata ad alta risoluzione (HRCT) ha infatti rivelato nel bronco intermedio del lobo inferiore destro un corpo solido, che appariva come una secrezione calcificata o, più sorprendentemente, come un cono stradale giocattolo. Dopo aver parlato con il paziente, questi ha ricordato lo spiacevole incidente infantile.

Una volta identificata la causa, una broncoscopia ha mostrato i danni estremi provocati dal cono giocattolo. Il bronco del lobo inferiore destro si era ristretto a un piccolo orifizio che rilasciava continuamente pus; il bronco intermedio era accorciato e il lobo medio presentava una significativa infiammazione. Poiché l’estrazione dell’oggetto era impossibile, i chirurghi hanno programmato una toracotomia, durante la quale hanno eseguito una lobectomia inferiore destra e una escissione del lobo medio, oltre alla dissezione di alcune arterie. È stato aspirato anche un notevole quantitativo di pus.

Dopo la rimozione del tessuto danneggiato sono stati applicati punti di sutura metallici e l’operazione è perfettamente riuscita, senza complicazioni post-operatorie. I medici hanno infine restituito al paziente il piccolo cono stradale giocattolo, come ricordo di questo curioso ma significativo intervento chirurgico. I dettagli della ricerca “Right lower lobectomy following inhalation of a toy traffic cone” sono stati pubblicati su JRSM Open.

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