Giove in opposizione il 10 gennaio: a che ora vederlo dall’Italia e cosa significa il fenomeno

La mattina di sabato 10 gennaio 2026 Giove sarà in opposizione al Sole, ovvero dalla parte opposta della Terra rispetto alla stella. Per gli appassionati di astronomia si tratta di un evento imperdibile, dato che questo fenomeno coincide con il giorno più bello in assoluto per osservare il gigante gassoso (meteo permettendo), al telescopio e anche a occhio nudo. Quando un pianeta esterno – come Marte, Saturno e lo stesso Giove – è in opposizione, infatti, si trova prossimo alla distanza minima dalla Terra, pertanto nel cielo risulta più grande e luminoso del normale. Inoltre risulta ben visibile per tutta la notte. In altri termini, sabato 10 gennaio sarà il giorno migliore di quest'anno per ammirare il più grande pianeta del Sistema solare.
Come spiegato nella rubrica “Il cielo del mese” dell'Unione Astrofili Italiani (UAI), Giove domani raggiungerà la distanza minima dalla Terra a 633 milioni di chilometri e avrà "anche le maggiori dimensioni apparenti se lo si osserva al telescopio", aggiungendo che il pianeta "si trova ancora nella costellazione dei Gemelli, dove brilla insieme alle stelle Castore e Polluce." Ecco tutto quello che c'è da sapere per non perdersi l'affascinante fenomeno astronomico dall'Italia.
Cos'è l'opposizione e a che ora vedere quella di Giove il 10 gennaio
In astronomia l'opposizione è quella configurazione geometrica in cui un pianeta si trova dalla parte opposta al Sole rispetto alla Terra, un allineamento a 180° nella seguente disposizione: Sole – Terra – pianeta. Quando si verifica, il pianeta sorge al tramonto del Sole, raggiunge la massima elevazione nel firmamento nel cuore della notte e tramonta all'alba, restando ben visibile per tutte le ore di buio. Poiché le orbite dei pianeti del Sistema solare non sono perfettamente circolari ma eccentriche, cioè ellittiche, quando si verifica l'opposizione i corpi celesti sono anche più vicini alla Terra, quindi ne consegue che nel cielo risultano più grandi e brillanti del solito (soprattutto se visti al telescopio). Per pianeti con un'orbita fortemente ellittica, come Marte, l'opposizione rende lo spettacolo davvero evidente, col disco planetario che risulta sensibilmente più visibile e splendente nel cielo.
Per quanto concerne l'opposizione di Giove del 10 gennaio 2026, come indicato da space.com si verificherà esattamente alle ore 09:00 GMT, ovvero le 10:00 ora italiana (UTC + 1). Poiché a quell'ora il pianeta si troverà al di sotto dell'orizzonte – sarebbe stato comunque invisibile in pieno giorno – i momenti migliori per osservarlo saranno poco prima dell'alba e dopo il tramonto. Il 10 gennaio l'alba si verificherà attorno alle 07:40 a Roma, poco dopo le 08:00 a Milano, poco prima delle 07:30 a Napoli e verso le 07:20 a Bari, il tramonto invece poco prima delle 17:00 sulla Capitale, Milano e Napoli, poco dopo le 17:00 a Palermo e verso le 17:20 a Cagliari.

Dove vedere Giove e come riconoscerlo nel cielo
Come sottintende il nome del fenomeno astronomico, il 10 gennaio Giove sarà opposto al Sole nel cielo, pertanto sorgerà al tramonto e calerà all'alba, esattamente dalla parte opposta della stella. Ciò significa che sorgerà a Est nel crepuscolo serale di sabato 10 e calerà a Ovest in quello mattutino di lunedì 11. Poco prima dell'alba di domani sarà nel cielo occidentale, basso sull'orizzonte e incastonato nella costellazione dei Gemelli, in compagnia delle stelle Castore e Polluce, le più luminose (che rappresentano le teste dei fratelli). Sparirà oltre l'orizzonte attorno alle 07:00 ora di Roma, per poi ripresentarsi in tutto il suo splendore poco dopo le 17:00 (sempre ora della Capitale) a Est, ancora nel cuore dei Gemelli.
Riconoscere il gigante gassoso sarà facilissimo: si tratta infatti del quarto oggetto più luminoso della volta celeste dopo Sole, Luna e Venere, pertanto sarà inconfondibile con qualunque astro nelle sue vicinanze (prospettiche), come le sopracitate stelle. Sarà perfettamente osservabile senza strumenti ottici, ma con un buon binocolo o un telescopio si potranno osservare diversi dettagli significativi, come ad esempio i quattro satelliti medicei (Io, Ganimede, Europa e Callisto), le grandi lune gioviane scoperte da Galileo Galilei. Con le focali migliori e appositi filtri si possono ammirare anche le bande colorate della turbolenta atmosfera e anche la Grande Macchia Rossa, la più grande tempesta ciclonica del Sistema solare.