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Gemelli con lo stesso DNA a processo per omicidio, sentenza in bilico: “Solo la madre li riconosce”

Due imputati in un processo per duplice omicidio sono gemelli identici (omozigoti), dunque con lo stesso DNA. Gli esperti di genetica forense non sono riusciti ad attribuire le tracce biologiche trovate sull’arma del delitto (un fucile d’assalto) a uno o all’altro fratello di 33 anni. La sentenza è attesa alla fine di febbraio in Francia, ma l’esito è tutto da scrivere.
A cura di Andrea Centini
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In Francia sta avendo ampia risonanza mediatica il processo relativo a un efferato duplice omicidio e a una serie di tentati omicidi avvenuti tra settembre e ottobre 2020, nel quale sono coinvolti due gemelli identici (cioè omozigoti, con lo stesso DNA) e altri tre uomini. Proprio il ruolo dei due fratelli di 33 anni, Samuel e Jérémy Y., come indicato dal quotidiano francese Le Parisien, sta complicando sensibilmente il procedimento giudiziario presso la Corte d’Assise di Bobigny. Gli esperti di Genetica Forense, stando alle dichiarazioni di un agente di polizia citate dalla BBC, non sono infatti riusciti a determinare quale dei due imputati avrebbe premuto il grilletto del fucile d’assalto con cui sono stati uccisi Tidiane B. (17 anni) e Sofiane M. (25 anni) il 14 settembre 2020 a Saint-Ouen (Île-de-France). Essendo gemelli identici, infatti, hanno il medesimo patrimonio genetico; pertanto stabilire chi avrebbe fatto cosa sulla base delle analisi delle tracce biologiche – sul fucile ci sarebbe solo quella di un individuo – può diventare praticamente impossibile. A complicare il tutto c’è il fatto che i due, accusati di far parte di una gang criminale, secondo gli inquirenti avrebbero giocato proprio sulla loro specularità biologica, scambiandosi spesso documenti d’identità, abbigliamento, telefoni e altro.

Cosa sono i gemelli identici e perché hanno lo stesso DNA

Ma cosa sono i gemelli identici? E perché può essere impossibile distinguerli tramite il sequenziamento del DNA? I parti gemellari, come spiegato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si ritiene abbiano una frequenza di 1/70 rispetto ai parti singoli: ciò significa che le nascite di gemelli si verificano ogni 70 bambini nati. L’incidenza delle gravidanze mono-ovulari, ovvero dei gemelli identici (detti omozigoti, come i due fratelli coinvolti nel processo in Francia), è di 1 su 300 gravidanze, ovvero lo 0,3 percento del totale. Quella delle gravidanze bi-ovulari – dei gemelli dizigoti – ha invece un’incidenza che spazia in un intervallo compreso tra meno di 1 ogni 100 nati e 1 su 500. Le popolazioni africane hanno un tasso più elevato di nascite gemellari, mentre quelle asiatiche più basso. Il nosocomio romano evidenzia che vi è un’associazione fra l’età della madre e le probabilità di avere una gravidanza mono-ovulare, cioè che coinvolge un solo zigote – la prima cellula che si forma dopo l’unione dell’uovo con lo spermatozoo – oppure bi-ovulare. Tra i 15 e i 39 anni “aumenta progressivamente la probabilità di avere gemelli bi-ovulari, mentre dai 40 ai 44 anni aumenta la tendenza ad avere gemelli mono-ovulari”, spiega l’Ospedale Bambino Gesù.

I gemelli omozigoti, o identici, hanno lo stesso DNA perché si formano dal coinvolgimento di un solo spermatozoo e un solo ovocita: quando avviene la fecondazione, lo zigote, prima di raggiungere l’utero, “si separa in due o più parti indipendenti fra di loro, ma in grado ciascuna di formare un individuo completo”. È per questo motivo che i fratelli hanno il medesimo patrimonio genetico. “I gemelli monozigoti sono sempre dello stesso sesso e si assomigliano tanto che in genere si fatica a distinguerli”, aggiunge l’ospedale pediatrico. Nel caso dei trentatreenni Samuel e Jérémy Y., come raccontato da Le Parisien, soltanto la madre sarebbe in grado di distinguerli, un elemento che accentua le difficoltà della procedura giudiziaria in corso. Ma se il DNA degli individui è identico, è possibile trovare piccole differenze in grado di distinguerli?

Come si sequenzia il DNA

Una volta ottenuto il campione biologico dalla scena del crimine, come spiegato da dnaexpress.it, vengono usati enzimi e reagenti per rompere le cellule e ottenere il DNA, “anche da campioni degradati dal sole o dal tempo”. Con la reazione a catena della polimerasi, conosciuta con l’acronimo PCR, vengono amplificati miliardi di copie di regioni del DNA chiamate STR (short tandem repeats), che sono uniche per ciascun individuo. Poi, attraverso l’elettroforesi, si ottiene uno schema colorato che è una sorta di “impronta digitale” genetica e univoca. Nel caso dei gemelli identici, appare la stessa sequenza colorata. Tuttavia, attraverso moderne e avanzatissime tecniche di sequenziamento del DNA è possibile trovare minuscole mutazioni formatesi dopo la separazione dell’embrione, che non emergono nelle STR ma che potrebbero venire fuori con il sequenziamento ultra-profondo di ultima generazione, chiamato ultra-deep NGS. Ma queste mutazioni somatiche devono essere presenti e rilevabili, e non è detto che sia così. Nell'articolo "Finding the needle in the haystack: Differentiating ‘‘identical’’ twins in paternity testing and forensics by ultra-deep next generation sequencing" pubblicato su Forensic Science International: Genetics da scienziati dell'Eurofins Genomics Campus viene spiegato proprio come la nuova tecnica possa essere preziosa nei casi come quello in oggetto.

È verosimile immaginare che gli esperti forensi francesi coinvolti nel processo in corso a Bobigny abbiano utilizzato tutte le tecniche disponibili – compresa la ultra-deep NGS – prima di arrivare alla conclusione che non è possibile attribuire il campione biologico sull’arma a uno o all’altro fratello, perlomeno stando alla dichiarazione dell’agente citata dalla BBC. La sentenza del processo è attesa per la fine di febbraio, ma se non ci saranno ulteriori sorprese nelle indagini sarà molto difficile prevederne l’esito.

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