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Fare queste due semplici cose è associato a un rischio ridotto di SLA: lo studio su mezzo milione di persone

Gli scienziati hanno determinato che seguire due semplici abitudini quotidiane è associato a un rischio ridotto di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), una grave malattia neurodegenerativa. Ecco cosa è stato scoperto.
A cura di Andrea Centini
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Un nuovo studio ha determinato che essere mattinieri e fare attività fisica è associato a una significativa riduzione del rischio di sviluppare la sclerosi laterale amiotrofica, meglio conosciuta con l'acronimo di SLA. Come spiegato dalla Mayo Clinic, una delle più importanti organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti, “è una malattia del sistema nervoso che colpisce le cellule nervose del cervello e del midollo spinale”. Orphanet specifica che la patologia neurodegenerativa, nota anche con i nomi di Malattia di Charcot e Malattia di Lou Gehrig, è caratterizzata da paralisi muscolare progressiva “che riflette la degenerazione dei neuroni motori nella corteccia motoria primaria, nei tratti corticospinali, nel tronco cerebrale e nel midollo spinale”.

Si stima circa 1 nuovo caso ogni 50.000 persone all’anno e l'insorgenza sporadica avviene a un'età media di 60 anni. La SLA, spiega l'Istituto Humanitas, è la principale fra le malattie dei motoneuroni. Tra i sintomi figurano debolezza, problemi motori, difficoltà a parlare, mangiare e respirare, fino alla paralisi. Non esiste una cura e in genere i pazienti muoiono tra i 2 e i 5 anni dopo la diagnosi. Alla luce della gravità della malattia, sapere che semplici abitudini quotidiane sono associate a un rischio ridotto di svilupparla rappresenta sicuramente uno sprone a migliorare il proprio stile di vita, alla luce dei benefici emersi anche contro molte altre condizioni.

A determinare che essere mattinieri e svolgere attività fisica è associato a un rischio ridotto di SLA è stato un team di ricerca cinese dell'Università di Zhejiang, a Hangzhou. Gli scienziati, coordinati dal professor Hongfu Li, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato statisticamente i dati di oltre mezzo milione di persone, seguite per un periodo di follow-up medio di 14 anni. L'età media dei partecipanti era di 57 anni, più o meno la stessa in cui mediamente viene diagnosticata la sclerosi laterale amiotrofica, malattia che ha recentemente ucciso Eric Dane, 53 anni, noto attore di Grey’s Anatomy, che aveva annunciato di essere malato lo scorso anno.

Nel corso dello studio, 675 persone, pari allo 0,14 percento del totale, hanno sviluppato la SLA. Poiché durante l'indagine i partecipanti hanno compilato molteplici questionari su abitudini alimentari, stile di vita, fattori socio-demografici e molto altro ancora, i ricercatori sono potuti andare "a caccia" di potenziali associazioni legate all'aumento del rischio di SLA. È doveroso sottolineare che si è trattato di uno studio di associazione, che non evidenzia alcun rapporto di causa-effetto tra i fattori individuati e il rischio (o meno) di ammalarsi. Ciò nonostante, si basa su solide basi statistiche e rappresenta indubbiamente un risultato da approfondire.

Come indicato, le persone con cronotipo mattiniero e quelle che praticano attività fisica sono risultate maggiormente protette dalla SLA. Sono state classificate come mattiniere le persone che vanno a dormire e si alzano presto, concentrando il massimo della produttività nella prima parte della giornata; come nottambuli, con un cronotipo serale, sono stati invece definiti coloro che si svegliano e vanno a letto tardi, concentrando la produttività nella seconda parte della giornata. Sulla base del cronotipo sono stati identificati 277.620 mattinieri e 166.361 nottambuli (per circa 60.000 persone non è stato possibile determinare il cronotipo). Durante il periodo di studio, 350 mattinieri e 237 nottambuli hanno sviluppato la SLA. Incrociando tutti questi dati e tenendo in considerazione fattori confondenti come età, genere, indice di massa corporea (BMI) e altri parametri, è stato determinato che i mattinieri avevano un rischio ridotto di ammalarsi di SLA del 20 percento rispetto ai nottambuli. È stato anche determinato che le persone che dormivano tra le 6 e le 8 ore a notte avevano un rischio inferiore rispetto a chi dormiva di più o di meno.

Per quanto concerne l'attività fisica, il professor Li e colleghi si sono basati sul dispendio energetico, usando come unità di misura il MET (equivalenti metabolici). Per fare un esempio, uno sport intenso come il ciclismo o la corsa valeva 8,0 MET, mentre la camminata 3,3 MET. In media, i partecipanti “spendevano” 2.645 MET-minuti a settimana. Incrociando tutti i dati è emerso che chi raggiungeva almeno 600 MET a settimana aveva un rischio ridotto di SLA del 26 percento. La combinazione di stile di vita attivo e mattiniero, pertanto, era associata a una significativa riduzione del rischio di sviluppare la malattia neurodegenerativa. “Il nostro studio ha scoperto che un programma di sonno più adatto alle ore diurne e una maggiore attività fisica sono correlati a un minor rischio di SLA”, ha affermato il professor Li in un comunicato stampa, aggiungendo che sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per esplorare ulteriormente queste associazioni, “promuovere stili di vita sani potrebbe rappresentare una potenziale strategia per ridurre il rischio di SLA”.

Un recente studio condotto da scienziati del Karolinska Institute, in Svezia, ha determinato che l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico è associata a un aumento del rischio di malattie del motoneurone (SLA compresa) fino al 30 percento, mentre ricercatori canadesi dell'Università di Sherbrooke hanno scoperto una forte associazione della SLA con l'esposizione all'anidride solforosa (SO₂), tra i più comuni inquinanti atmosferici. I dettagli del nuovo studio saranno presentati in una conferenza del 78° meeting annuale dell'American Academy of Neurology, previsto dal 18 al 22 aprile 2026 a Chicago (Stati Uniti d'America).

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