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Erebus, il vulcano attivo più a sud del mondo erutta ogni giorno polvere d’oro

Ogni giorno, il vulcano emette pennacchi di gas e vapore contenenti particelle d’oro, che viaggiano per oltre 1.000 km prima di depositarsi al suolo.
Il Monte Erebus, il vulcano antartico che ogni giorno disperde nell’atmosfera microscopiche particelle d’oro. Foto: United States Antarctic Program.
Il Monte Erebus, il vulcano antartico che ogni giorno disperde nell’atmosfera microscopiche particelle d’oro. Foto: United States Antarctic Program.

C’è un vulcano sulla Terra che ogni giorno erutta polvere d’oro, anche se quasi nessuno assiste a questo straordinario spettacolo. Si tratta del Monte Erebus, il vulcano attivo più a sud del pianeta, situato sull’isola di Ross, in Antartide, dove costantemente emette pennacchi di gas e vapore contenenti minuscole particelle d’oro. Trasportate dai venti, queste preziose particelle viaggiano anche per oltre 1.000 chilometri prima di depositarsi al suolo.

Alto quasi 3.800 metri e caratterizzato da uno dei pochi laghi di lava permanenti al mondo, l’Erebus è da decenni oggetto di studio da parte degli scienziati. Tra le sue caratteristiche più sorprendenti c’è proprio la capacità di rilasciare cristalli di oro metallico, di dimensioni non superiori ai 20 micrometri. Secondo le stime degli studiosi, il vulcano potrebbe disperdere nell’atmosfera fino a circa 80 grammi di oro al giorno, un fenomeno estremamente raro che contribuisce ad alimentare il fascino attorno a questo remoto gigante di ghiaccio e fuoco.

L’attività dell’Erebus è legata alla complessa dinamica geologica della regione. Il vulcano si inserisce nel vasto sistema dell’Anello di Fuoco, la fascia che circonda gran parte dell’Oceano Pacifico e concentra alcune delle aree più attive dal punto di vista sismico e vulcanico. Lungo questa cintura, il movimento delle placche tettoniche genera un’intensa attività geologica, favorendo la formazione di vulcani e provocando frequenti terremoti. Non a caso, la fascia ospita circa il 75% dei vulcani attivi del pianeta ed è interessata da quasi il 90% degli eventi sismici registrati sulla Terra.

Come gli scienziati hanno scoperto l’oro nei pennacchi dell’Erebus

La presenza di oro nei pennacchi del Monte Erebus è stata scoperta nei primi anni Novanta dai ricercatori delle Università del New Mexico e del New Hampshire, che per primi identificato particelle di oro associate all’attività del vulcano. Analizzando campioni raccolti in prossimità del cratere e nell'aria circostante, gli studiosi identificarono minuscoli cristalli trasportati dai gas vulcanici e rintracciabili anche a grandi distanze dalla sorgente.

Il loro studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, dimostrò che le particelle d’oro potevano essere individuate fino a 1.000 chilometri dal vulcano, confermando la capacità dei pennacchi vulcanici di disperdere elementi metallici su grandi distanze.

Gli autori ipotizzarono che l’oro venisse inizialmente veicolato dai gas vulcanici ad alta temperatura, probabilmente sotto forma di cloruro,  per poi raffreddarsi e dare origine ai microscopici cristalli osservati nei campioni analizzati.  La ricerca suggerì inoltre che questo meccanismo potrebbe svolgere un ruolo importante nel trasporto dei metalli all’interno dei sistemi magmatici durante i processi di cristallizzazione.

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