“E se 3I/ATLAS fosse una cometa trasformata in veicolo spaziale?”: La nuova ipotesi di Avi Loeb

Il professor Avi Loeb del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Harvard ha avanzato un'altra suggestiva ipotesi su 3I/ATLAS, l'oggetto interstellare scoperto a luglio 2025 – grazie al sistema di sorveglianza ATLAS sito in Cile – e che proprio quest'oggi si è allineato quasi perfettamente con Terra e Sole, offrendoci un'occasione imperdibile per studiarlo. Secondo l'astrofisico israeliano naturalizzato statunitense, infatti, 3I/ATLAS potrebbe essere una cometa naturale “conquistata” da una civiltà extraterrestre e ingegnerizzata con l'applicazione della tecnologia. In parole semplici, potrebbe essere un astro chiomato trasformato in veicolo spaziale, grazie alla ricchezza di elementi naturali – come l'acqua – che possono essere usati come carburante per razzi e altri scopi. I vantaggi di questo “autostop” interstellare sarebbero notevoli, rispetto alla costruzione di una gigantesca astronave ex novo.
Sin dalla sua identificazione, il professor Loeb sostiene che 3I/ATLAS potrebbe essere un veicolo spaziale di una civiltà aliena, una controversa ipotesi – rispedita al mittente da molti colleghi – che è stata ripresa più volte dallo scienziato, alla luce delle molteplici anomalie riscontrate nel corso dei mesi di studi, ad oggi ben 18. Tra esse allineamento improbabile con alcuni pianeti del Sistema solare, composizione peculiare (in particolar modo per quel che concerne il rapporto tra ferro e nichel), enorme anti-coda e incredibile simmetria di tre getti più piccoli, a 120 gradi di distanza l'uno dall'altro. Anche l'astrofisico dell'Università di Harvard ritiene probabile che 3I/ATLAS una cometa naturale, tuttavia continua ad analizzare i dati sul visitatore venuto da lontano – si ritiene abbi 7/10 miliardi di anni – senza pregiudizi e con mentalità aperta, non scartando a priori l'ipotesi di un evento “cigno nero”. Del resto, se non siamo soli nell'Universo come ritengono molti esperti, prima o poi potremmo entrare in contatto con le civiltà di altri pianeti; l'arrivo di oggetti interstellari nel Sistema solare è sicuramente uno dei modi in cui questo incontro potrebbe verificarsi.
Come spiegato dal professor Loeb nel suo ultimo articolo pubblicato su Medium, sfruttare un oggetto naturale con un diametro superiore al chilometro e una velocità superiore ai 60 chilometri al secondo (216.000 chilometri orari) offre grandi vantaggi per i viaggi interstellari, dato che impiega "meno di un miliardo di anni per raggiungere le stelle situate su un anello attorno al centro della galassia della Via Lattea". "L'inserimento di un oggetto tecnologico all'interno della superficie esterna di una cometa ha il vantaggio di mascherare l'apparecchiatura come un oggetto naturale ed evita i rischi provenienti dall'esterno, in modo simile ai benefici offerti dal cavallo di Troia nella mitologia greca", ha inoltre aggiunto il professor Loeb. Di fatto, tramite questa ingegnerizzazione, si potrebbero sfruttare le proprietà naturali dell'astro chiomato (altissima velocità, traiettoria) camuffando al contempo la propria presenza per celarsi a occhi indiscreti.
Un oggetto come 3I/ATLAS è inoltre ricco di acqua, un elemento che attraverso l'elettrolisi può essere utilizzato sia come carburante per razzi e sonde dislocati sulla superficie della cometa (che potrebbero partire alla volta dell'obiettivo reale una volta che l'oggetto naturale si è avvicinato a sufficienza) sia per alimentare l'eventuale equipaggio presente, ad esempio attraverso sistemi di idroponica (un metodo di coltivazione senza terreno basato su acqua arricchita di nutrienti). Chiaramente si tratta solo di speculazioni, seppur verosimili dal punto di vista scientifico. Non a caso anche noi siamo a caccia di acqua sulla Luna, proprio perché può essere utilizzata per molteplici scopi una volta colonizzato il satellite naturale.
Il professor Avi Loeb sostiene che inviando una missione verso un oggetto come 3I/ATLAS si potrebbero cogliere eventuali firme di attività tecnologica. "Una telecamera ravvicinata potrebbe rivelare l'infrastruttura e la fonte di energia che generano l'elettricità necessaria per convertire l'acqua in idrogeno e ossigeno e consentire le attività dei passeggeri a bordo del veicolo", afferma l'astrofisico, aggiungendo che si potrebbero rilevare anche il calore prodotto dai motori, luci artificiali, rilascio di sonde e manovre inspiegabili. Poiché gli organismi biologici hanno dei limiti (semplicemente, vivono troppo poco) rispetto a spazi e tempi richiesti per esplorare il cosmo, queste comete trasformate in veicoli spaziali potrebbero essere anche equipaggiate con intelligenza artificiale.
Al netto delle ipotesi dal film da fantascienza, si è aperta proprio oggi una finestra importantissima per studiare 3I/ATLAS. Avremo modo di indagare l'oggetto interstellare fino a marzo, quando passerà nei pressi di Giove. Poi il visitatore venuto da lontano continuerà il suo viaggio nello spazio profondo, dove sparirà per sempre. La speranza è che i dati raccolti da telescopi e sonde possano dirci di più sulla sua misteriosa e intrigante natura. Anche se fosse una "semplice" cometa naturale, come sostiene la stragrande maggioranza della comunità scientifica, si tratterebbe comunque di un oggetto dalla straordinaria importanza per comprendere l'evoluzione dell'Universo.