Due pesci remo spiaggiati in Messico, il video del salvataggio: “Sembrano usciti da un film di fantascienza”

Su una spiaggia di Cabo San Lucas, un comune di circa 70.000 anime della Bassa California del Sud (Messico meridionale), i bagnanti si sono imbattuti in una scena surreale: lo spiaggiamento di due magnifici e sfortunati pesci remo o re di aringhe (Regalecus glesne). I due animali, dopo lo smarrimento iniziale dei presenti, sono stati riportati in acqua da alcuni ragazzi, ma non è chiaro se siano sopravvissuti. L'intera sequenza è stata filmata da Monica Pittenger – intervenuta assieme a sua sorella Katie – e il video è stato condiviso sui social network, in particolar modo dalla famosa pagina Instagram We Love Animals, che ne ha accresciuto sensibilmente la diffusione.
I pesci remo sono popolarmente conosciuti come “pesci dell'apocalisse” – o pesci del giorno del giudizio – a causa di una leggenda metropolitana che li indica come messaggeri di terribili presagi. In sostanza, si ritiene che lo spiaggiamento di questi animali, che vivono nelle profondità marine, sia un segnale di imminente disastro naturale, in particolar modo di un terremoto, magari seguito da un potente tsunami. Questa storia affonda le radici soprattutto nel folklore giapponese, rafforzata fra l'altro da un avvistamento di un pesce remo a ridosso del catastrofico terremoto del 2011 di Fukushima (formalmente terremoto e maremoto del Tōhoku). Tuttavia non vi è alcuna evidenza scientifica di una simile associazione, che ha trovato terreno fertile soprattutto grazie all'eco dei social network. Ciò che è certo è che, in rare occasioni, questi animali possono spiaggiarsi – è accaduto altre volte nella Baja California – lasciando a bocca aperta i presenti.
La ragione di una simile reazione risiede soprattutto nelle dimensioni e nell'aspetto esotico dei pesci remo. Parliamo infatti dei più lunghi pesci ossei della Terra, considerando che raggiungono i 9 metri di lunghezza per poco meno di 300 chilogrammi di peso. E poi c'è la silhouette nastriforme e argentea, con il dorso sormontato da una lunga cresta di spine rosse velate, con quella sulla testa particolarmente lunga e fluente. Questi pesci vivono in ambiente mesopelagico fino a 1.000 metri di profondità e in genere non si spingono oltre i 15 metri dalla superficie, come indicato dalla Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Non sono propriamente creature degli abissi, ma sono comunque molto difficili da vedere in natura: gli spiaggiamenti rappresentano le uniche occasioni nella stragrande maggioranza dei casi. In genere è coinvolto un singolo esemplare, mentre nel caso di Cabo San Lucas ne sono stati trovati ben due, a pochi metri di distanza l'uno dall'altro.
Nel video si vedono i due pesci argentei e luminosissimi che si dibattono sulla riva, mentre un piccolo capannello di persone inizia a radunarsi attorno al primo dei due. Alcuni ragazzi, fra i quali la sorella di Monica (impegnata nelle riprese), si chinano per studiare la situazione, poi decidono di intervenire per riportare la creatura in acqua. Dopo qualche tentativo infruttuoso ci riescono, ma come indicato non è chiaro se i pesci si siano salvati. In questi casi è comunque sempre opportuno contattare degli esperti: i pesci che vivono a grandi profondità (e non solo) possono essere letteralmente ustionati dal calore delle nostre mani, per questo di solito si interviene con dei guanti (anche alla luce dei rischi di potenziali malattie zoonotiche).
Nel filmato è possibile ascoltare anche alcuni commenti dell'autrice delle riprese. “Non credevo ai miei occhi – racconta Monica – sembrava uscito da un film di fantascienza. Non avevo mai visto niente del genere prima. Ricordo solo di aver pensato: ma è vero?! E sinceramente, quando ho visto il secondo, mi sono un po' innervosita.” Da lontano i due pesci erano talmente luminosi da scintillare sulla battigia, grazie alla pelle argentea che rifletteva i raggi del sole. “Quando li abbiamo visti da vicino, non somigliavano a niente che avessimo mai visto prima, quindi abbiamo pensato: ‘Non può essere vero’.” Come indicato, dopo il comprensibile smarrimento iniziale, alcune persone hanno deciso di intervenire per riportare i due animali in acqua. Purtroppo non sappiamo se il salvataggio abbia avuto buon esito.

Poiché viviamo in un'epoca in cui moltissime immagini distribuite sui social sono create con l'intelligenza artificiale, alla luce dell'aspetto bizzarro di questi animali in molti hanno commentato il video dicendo che fosse fasullo e appunto fatto con l'IA. Ma si tratta di immagini assolutamente genuine, che coinvolgono una delle creature più affascinanti e misteriose della Terra. La differenza sostanziale con altri video simili risiede nel coinvolgimento di due esemplari anziché uno.

Recentemente, su una spiaggia di Milazzo, in provincia di Messina, si è spiaggiato un pesce liocorno (Lophotus lacepede), un'altra specie mesopelagica che ha un aspetto abbastanza vicino a quello del pesce remo. Non a caso appartengono entrambi all'ordine dei Lampridiformes, sebbene siano inseriti in due famiglie diverse: i Regalecidi per il pesce remo e i Lofotidi per il pesce liocorno. In questo caso lo sfortunato esemplare è morto sulla spiaggia, nonostante l'intervento del biologo marino Carmelo Isgrò che ha tentato di rimetterlo in acqua. Il pesce liocorno verrà esposto presso il MuMa – Museo del Mare di Milazzo.
