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2 Maggio 2022
16:47

Creato un enzima che elimina i rifiuti in plastica in poche ore

La variante enzimatica, sviluppata dai ricercatori dell’Università del Texas, è in grado di scomporre la plastica.
A cura di Valeria Aiello
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C’è una preoccupante quantità di plastica che possiamo eliminare senza più causare danni all’ambiente. Lo afferma il team di ricerca che ha creato un enzima capace di scomporre la plastica nelle sue componenti e portare a termine in poche ore processi che naturalmente richiedono secoli.

Nei test di laboratorio, pubblicati su Nature, la variante enzimatica appositamente creata dai ricercatori ha dimostrato di poter scindere la plastica PET, polimero di polietilene tereftalato, nelle sue unità polimeriche, in un processo di conversione che può essere completato in 24 ore. Gli studiosi hanno anche dimostrato un processo di riciclo del PET a circuito chiuso, utilizzando FAST-PETasi e la risintesi del PET dai monomeri recuperati.

Riducendo il tempo necessario alla scomposizione, l’enzima “può avere possibilità infinite in tutti i settori” ha affermato l’autore corrispondente dello studio e ingegnere chimico Hal Alper dell’Università del Texas ad Austin. A sfruttare questo processo di riciclo all’avanguardia, oltre al settore della gestione dei rifiuti, “anche le aziende di ogni altro settore, cui è offerta l’opportunità di assumere un ruolo guida nel riciclo dei loro rifiuti”.

Il team ha chiamato l’enzima FAST-PETasi (PETasi funzionale, attiva, stabile e tollerante), sviluppato a partire da una PETasi naturale, che è stata modificata una volta individuata, con l’uso dell’apprendimento automatico, la presenza di cinque mutazioni permettono all’enzima di degradare la plastica più velocemente in diverse condizioni ambientali.

Nei test che hanno portato a uno studio su 51 diversi contenitori di plastica post-consumo, cinque fibre di poliestere, tessuti e bottiglie di acqua in PET, la variante enzimatica ha scomposto tutti i prodotti, dimostrando la sua efficacia nel ridurre la plastica alle sue unità molecolari di base (depolimerizzazione) a temperature inferiori a 50 °C.

Quando si considerano le applicazioni di pulizia ambientale, è necessario un enzima che possa funzionare nell'ambiente a temperatura ambiente – ha aggiunto Alper . Questo requisito è il punto in cui la nostra tecnologia avrà un enorme vantaggio in futuro”. Metodi per smaltire la plastica sono disperatamente necessari e questo potrebbe rivelarsi uno di questi. “Nel complesso – hanno concluso gli studiosi – i nostri risultati dimostrano una via praticabile per il riciclo enzimatico della plastica su scala industriale”.

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