21 Ottobre 2022
20:18

Cos’è la discalculia, il DSA dell’aritmetica: i sintomi e gli esempi per riconoscerla

La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la comprensione dell’aritmetica, come la difficoltà nel comprendere i numeri e apprendere i meccanismi di calcolo e conteggio.
A cura di Valeria Aiello

La discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che riguarda la comprensione dell’aritmetica ma che, molte volte, viene confuso con le difficoltà che, in maniera più o meno frequente, i bambini incontrano nello studio di una materia complessa come la matematica. Si tratta invece di un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo che generalmente può manifestarsi nei bambini in età prescolare o nei primi anni di scuola elementare e che, a volte è associata ad altri DSA, come la dislessia e disgrafia. Essendo un disturbo legato alla difficoltà nel comprendere i numeri e apprendere i meccanismi di calcolo e conteggio, tra i principali errori commessi da un soggetto discalculico si configurano le problematiche legate all’identificazione e alla scrittura dei numeri, in particolare se composti da più cifre, ma possono manifestarsi anche difficoltà nell’ordinare i numeri in senso progressivo ascendente o discendente, nello svolgere le quattro operazioni fondamentali così come nel memorizzare le tabelline oppure nell’imparare a leggere l’orologio. Diversamente da quanto si possa pensare, le persone con disturbi dell’apprendimento hanno un’intelligenza normale o superiore alla norma, ma hanno problemi con una particolare abilità mentale, che nel caso della discalculia è legato appunto alla comprensione dei numeri e del calcolo.

Come riconoscere la discalculia nei bambini

Per capire se un bambino sta semplicemente incontrando difficoltà nello studio della matematica, o se invece si tratta di un DSA del calcolo, ci sono alcuni segnali che, se osservati con una certa frequenza, possono aiutarci a riconoscere la discalculia.

  • difficoltà nel riconoscere le piccole quantità
  • difficoltà nel quantificare e nel seriare
  • incapacità nel memorizzare le tabelline
  • difficoltà nell’imparare le strategie di composizione e scomposizione del numero
  • incapacità di calcolare a mente
  • difficoltà nell’imparare le procedure del calcolo scritto

Ad elencarli, in maniera specifica, anche gli specialisti del Fatebenefratelli in vademecum sulla discalculia, per la quale precisano che, come nel caso degli altri DSA, anche la discalculia è un disturbo del neurosviluppo che non dipende dall’intelligenza ed è dunque diverso da un deficit intellettivo – che riguarda invece un’intelligenza inferiore al normale che causa problemi in tutte le competenze mentali.

Gli errori più comuni che commette il bambino discalculico

La discalculia, quale disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche, determina una serie di errori che vengono compiuti frequentemente. Come premesso, possono configurarsi difficoltà nell’identificare i numeri e nello scriverli, specialmente quando composti da più cifre, nel riconoscere le unità, nell’identificare i rapporti tra i diversi numeri, nello scrivere i numeri sotto dettatura. Altri problemi possono riguardare l’abilità nell’ordinare i numeri in senso progressivo ascendente o discendente, nell’associare determinate quantità al numero corrispondente, e nell’imparare il significato dei segni aritmetici e quindi nello svolgere le operazioni matematiche.

Ad esempio, nello studio delle tabelline, può risultare particolarmente difficile la loro memorizzazione, oppure può spesso capitare di confondere i numeri, di scriverli invertendo le cifre o di non riuscire a stabilire gli ordini di grandezza. I calcoli possono risultare lunghi e macchinosi, nonostante si conoscano le regole del calcolo, non riuscendo però ad applicarle.

Riassumendo, nella discalculia possiamo identificare tre principali categorie di errori:

  • errori aritmetici, che comprendono tutti quei casi in cui un bambino non è in grado di ricordare, oppure fa confusione tra semplici regole all’interno di un sistema di calcolo;
  • errori procedurali, ovvero relativi all’applicazione o al ricordo delle procedure aritmetiche, come il riporto, l’incolonnamento e il prestito.
  • dislessia delle cifre, ovvero tutti quegli errori relativi al lessico e alla sintassi relativa ai numeri, che possono portare alla confusione tra un numero o un altro, tra i segni aritmetici o nello stabilire i rapporti tra le cifre.

Quali sono le cause della discalculia

La discalculia è un disturbo del neurosviluppo le cui cause non sono state ancora completamente chiarite. Si ritiene che non sia dovuta a una singola causa, ma a un insieme di fattori che determinano l’insorgenza del disturbo, a partire dalle influenze genetiche, ovvero la presenza di un familiare con discalculia.

Altre possibili cause comprendono fattori ambientali, come l’esposizione a sostanze tossiche, l’assunzione di alcol o droghe da parte della madre durante la gravidanza, oppure complicanze durante la gravidanza o il parto, problemi neonatali (nascita prematura, basso peso alla nascita, ecc…). I fattori di rischio post-natali, precisano i manuali MSD, comprendono infezioni del sistema nervoso centrale, neoplasie maligne e i loro trattamenti, traumi, denutrizione e grave isolamento sociale, esperienze infantili avverse o deprivazione affettiva.

Il test per diagnosticare la discalculia

Per la diagnosi della discalculia, esistono dei test standardizzati, che comprendono alcune prove aritmetiche attraverso cui si è possibile valutare le difficoltà con il ragionamento matematico. Come spiegato dall’AIAMC, l’Associazione italiana di analisi e modifica del comportamento e terapia comportamentale e cognitiva, l’iter diagnostico è solitamente composto da un colloquio anamnestico svolto con i genitori; la valutazione della difficoltà riscontrata nel bambino cui vengono presentate differenti prove specifiche per valutare le abilità scolastiche e cognitive e il cosiddetto colloquio di restituzione, nel quale viene comunicato l’esito o il risultato della diagnosi.

Riguardo ai tempi, una diagnosi di discalculia può essere effettuata a partire dalla fine della seconda classe elementare per quanto riguarda lettura e scrittura e dalla fine della terza classe elementare per la valutazione della matematica, ma nulla vieta, in caso di campanelli di allarme, di effettuare screening precoci.

Le diverse tipologie di discalculia

Dalla distinzione, già accennata in precedenza, delle diverse categorie di errore di calcolo, è possibile suddividere la discalculia in diverse tipologie:

  • Discalculia dei fatti numerici, nella quale si osservano le difficoltà nel ricordare o automatizzare le regole all’interno di un sistema di calcolo;
  • Discalculia procedurale, relativa alla difficoltà di applicare o ricordare le procedure aritmetiche;
  • Dislessia dei numeri, che comprende le difficoltà relative alla lettura e scrittura di numeri, la comprensione delle grandezze numeriche e delle quantità a cui i numeri si riferiscono;
  • Discalculia visuospaziale, nella quale si possono riscontrare problemi nel riconoscimento spaziale e nell’orientamento (localizzazione degli oggetti, memoria spaziale, consapevolezza della posizione e dello spazio) e difficoltà nell’attenzione visiva e nella memoria.

Programma di Arricchimento Strumentale (PAS) per trattare la discalculia

Il trattamento dei disturbi dell’apprendimento è incentrato sulla gestione educativa, ma può anche comprendere un trattamento medico, comportamentale e psicologico. È possibile inoltre migliorare l’accettazione della difficoltà specifica, aumentare l’autostima, migliorare l’attenzione e autovalutazione delle proprie capacità globali attraverso l’utilizzo del Programma di Arricchimento Strumentale (PAS).

In ambito scolastico, ad ogni modo, per la discalculia esistono strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo – che mirano a ristabilire un equilibrio attraverso, per esempio, l’utilizzo di sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice, ecc… – e di tipo dispensativo – che mirano ad alleggerire la fatica della difficoltà di apprendimento. Tali strumenti, grazie alla Legge 170/10 che riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia come DSA, sono un diritto per gli alunni con DSA, attraverso la realizzazione di Piani didattici personalizzati promossi dal MIUR.

La discalculia e altri disturbi collegati

La maggior parte dei disturbi dell’apprendimento è mista o complessa, ovvero riguarda più di un’abilità. Tuttavia, secondo i dati dell’International Academy for Research in Learning Disabilities (IARLD), solo il 2,5% della popolazione scolastica presenta difficoltà nella cognizione matematica in presenza di altri DSA, come la dislessia, la disortografia e la disgrafia.

La discalculia negli adulti

Difficoltà con il ragionamento matematico possono essere presenti anche in età adulta e comportare alterazioni dell’attenzione, della memoria, della percezione, del linguaggio oppure nelle relazioni sociali, sebbene i disturbi del neurosviluppo siano condizioni si manifestano priincipalmente nella prima infanzia, di solito prima dell’entrata a scuola.

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