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Cos’è il virus dell’aviaria di sottotipo H9N2 rilevato in Lombardia: è la prima persona in Europa

Il virus H9N2 rilevato in una persona in Lombardia di ritorno da un viaggio fuori Europea è uno dei virus dell’influenza aviaria A. Sebbene rientri nella categoria dei virus a bassa patogenicità, negli ultimi anni è stato responsabile anche di alcuni casi di infezione nell’uomo, in cui causa per lo più sindromi simil-influenzali.
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Nella mattina di oggi, mercoledì 25 marzo 2026, in Lombardia è stato identificato il primo caso europeo di influenza aviaria H9N2. Si tratta di un paziente fragile di ritorno da un viaggio fuori Europa. Anche se la notizia diffusa dal Ministero della Salute potrebbe allarmare, bisogna tenere conto che il caso non è autoctono, ovvero la persona non ha contratto il virus in Italia, e che sebbene il riferimento all'influenza aviaria possa spaventare, la malattia può essere causata da una grande varietà di virus e non tutti hanno lo stesso profilo di rischio. Nello specifico H9N2 rientra nella categoria di quelli a bassa patogenicità (LPAI).

Quali sono i virus responsabili dell'influenza aviaria

L'influenza aviaria è una malattia che colpisce gli uccelli, anche se negli ultimi anni alcuni ceppi sono mutati, diventando capaci di diffondersi anche tra altre specie di animali. In questi casi si parla di "salto di specie" o "spillover". Tra questi quello su cui è maggiore l'attenzione delle autorità sanitarie internazionali è il sottotipo (H5N1) ad alta patogenicità (HPAI) che negli ultimi anni, oltre a causare una vera e propria epidemia globale tra i volatili, ha contagiato moltissime specie di mammiferi.

Nello specifico, negli Stati Uniti il virus si è diffuso anche in diversi allevamenti di mucche da latte e sono stati registrati perfino diversi casi di infezione nell'uomo, quasi sempre riconducibili all'esposizione a focolai in pollame e bestiame. Anche se si tratta di casi isolati – spiega l'Istituto Superiore di Sanità – le preoccupazioni maggiori riguardano l'eventualità che il virus possa mutare e riesca a trasmettersi facilmente anche da persona a persona.

Oltre al sottotipo H5N1, il responsabile della maggior parte delle infezioni registrate finora nell'uomo, esistono molti altri sottotipi del virus, che vengono classificati in base alla presenza di due proteine sulla superficie del virus: l'emoagglutinina (HA) e la neuraminidasi (NA). Questa grande varietà di virus è inoltre distinta in due categorie, in base alle loro caratteristiche molecolari e alla "loro capacità di provocare morbilità e mortalità nei polli", spiega l'Autorità europea per la sicurezza alimentare. CI sono i virus ad alta patogenicità (HPAI), come H5N1, e i virus a bassa patogenicità (LPAI). Il virus H9N2 è uno di questi. Tuttavia è bene specificare che la distinzione non riguarda la potenziale gravità della malattia in caso di infezione umana, in quanto "entrambi i virus A, LPAI e HPAI, hanno causato malattie da lievi a gravi negli esseri umani infetti", chiariscono i Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

Cosa caratterizza il sottotipo H9N2

Nello specifico il virus H9N2 dell'influenza aviaria è "un sottotipo del virus dell'influenza aviaria associato a una lieve malattia simil-influenzale negli esseri umani che entrano in contatto con pollame infetto", spiega questo approfondimento pubblicato sulla rivista della Science Direct. È stato scoperto negli anni '60, ma negli ultimi decenni si è diffuso a livello globale nel pollame ed è stato rilevato in un numero crescente di Paesi.

I sottotipi H5, H7 e H9 sono quelli finora riscontrati in casi di infezioni umane. Anche se la maggior parte è dovuta ai virus A(H5N1) e A(H7N9), negli ultimi anni ci sono stati casi ricondotti anche a H5N6 e a H9N2.

Secondo quanto riportavano i CDC a fine 2024 il virus H9N2 segnalato nell'uomo ha causato sintomi lievi delle vie respiratorie superiori, sebbene alcune infezioni si siano rilevate letali. Un altro approfondimento dell'OMS spiega che "la maggior parte delle infezioni umane da virus A(H9N2) si verifica a causa del contatto con pollame infetto o ambienti contaminati e in genere provoca sintomi clinici lievi".

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