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Cos’è il drone americano MQ-9 Reaper “fatto precipitare” da un jet russo

Un drone MQ-9 Reaper degli USA è precipitato nel Mar Nero dopo la presunta collisione con un Sukhoi Su-27 russo. Sarebbe stato colpito sull’elica. Ecco cosa sappiamo su questo velivolo.
A cura di Andrea Centini
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Il drone MQ-9 "Reaper". Credit: General Atomics Aeronautical
Il drone MQ-9 "Reaper". Credit: General Atomics Aeronautical

Martedì 14 marzo 2023 un Sukhoi Su-27 russo avrebbe fatto precipitare un drone di sorveglianza americano MQ-9 “Reaper” sul Mar Nero, al largo delle coste dell'Ucraina ma in acque internazionali. Il velivolo a controllo remoto non è stato abbattuto da un missile o una sventagliata di mitragliatori, ma sarebbe stato colpito all'altezza della turboelica durante "manovre spericolate" condotte dai piloti russi, in base a quanto dichiarato dal portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale statunitense John Kirby. Mosca nega e sottolinea che l'MQ-9 è precipitato in seguito a una manovra brusca. Si tratta verosimilmente dell'incidente più grave e diretto tra i due Paesi da quando è scoppiata la Guerra in Ucraina.

Credit: General Atomics Aeronautical
Credit: General Atomics Aeronautical

Il drone MQ-9 “Reaper” è tecnicamente un UAV, acronimo di unmanned aerial vehicle, ovvero un velivolo a pilotaggio remoto (APR) e dunque senza equipaggio a bordo. È il fiore all'occhiello della flotta robotizzata di numerosi Paesi, Italia compresa, che ne ha acquisiti sei negli scorsi anni (uno è andato perso in Libia nel 2019). È prodotto dall'azienda californiana General Atomics Aeronautical Systems (GA-ASI), specializzata in ingegneria aerospaziale. Il velivolo è l'erede spirituale del famoso RQ-1 “Predator” e, come spiegato dalla casa costruttrice sul suo sito, è progettato come “multi – missione”, grazie alla notevole versatilità. Viene infatti principalmente impiegato per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, ma all'occorrenza può fornire supporto aereo, compiere attacchi di precisione e fornire un sistema di guida e puntamento sui bersagli. Le dimensioni sono significative, avendo un'apertura alare di ben 20 metri e una lunghezza di 11 metri.

Il velivolo è sensibilmente più efficace dei suoi predecessori, grazie al potente motore a turboelica a gas (in sostituzione dei precedenti sistemi a combustione) che ha permesso di raggiungere autonomia, altitudine e capacità di carico sensibilmente superiori. Come specificato da General Atomics, l'MQ-9 può volare fino a 15 chilometri di quota e a una velocità massima di 480 chilometri orari, con un'autonomia di ben 27/28 ore. Ciò gli permette di rimanere sul campo per tutto il tempo necessario. Inoltre, grazie a un pacchetto chiamato MQ-9A Extended Range (ER) basato su nuovi serbatoi alari e carrelli di atterraggio, l'autonomia può essere estesa fino a 34 ore, un vero e proprio record.

Un MQ-9 dell'Aeronautica Militare Italiana. Credit: General Atomics Aeronautical
Un MQ-9 dell'Aeronautica Militare Italiana. Credit: General Atomics Aeronautical

La capacità di carico utile del velivolo è di 386 chilogrammi all'interno e quasi 1.400 chilogrammi all'esterno. Il Reaper è equipaggiato con un complesso sistema di sensori chiamato Multi-Spectral Targeting System che permette di agganciare i bersagli di interesse. Tra essi vi sono sensori a infrarossi, telecamera a colori, designatori laser e sistemi radar di vario tipo. Il velivolo può essere equipaggiato con pacchetti di diverso genere in base alle necessità. Per quanto concerne gli armamenti, come spiegato da Air Force l'MQ-9 può trasportare fino a otto missili a guida laser aria-terra “Hellfire” e varie tipologie di bombe, tra le quali GBU-54, GBU-12, GBU-38 e GBU-49. Si tratta di un mezzo così versatile che uno squadrone americano ha sostituito tutti gli F-16 pilotati da uomini con una flotta di MQ-9 controllati da remoto.

Il velivolo può essere governato da una coppia di operatori, il pilota e colui che si occupa dei vari sistemi d'arma. Può tuttavia operare anche in autonomia. L'MQ-9 è stato progettato per poter essere chiuso e trasportato in un container standard oppure all'interno di un C-130, permettendone la rapida dislocazione laddove ve n'è bisogno. Il costo di un MQ-9 si aggira sui 10 milioni di dollari, pacchetto sensori inclusi. Gli americani non saranno affatto contenti di averne perso uno nel Mar Nero.

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