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Conflitto in Ucraina
4 Marzo 2022
17:06

Cosa succede se viene lanciato un missile nucleare sull’Europa e come funziona lo scudo missilistico

Il conflitto in Ucraina ha sollevato lo spettro della guerra nucleare. Ecco come funziona lo scudo missilistico europeo.
A cura di Andrea Centini
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Uno dei rischi della sanguinosa guerra in atto in Ucraina è l'estensione del conflitto, con il potenziale coinvolgimento dei Paesi della NATO. Ciò potrebbe determinare un'escalation apocalittica, fino alla terza guerra mondiale, col possibile ricorso alle armi atomiche. È uno scenario che ovviamente nessuno vorrebbe mai che si concretizzasse e al momento non c'è alcun segnale in tal senso, nonostante il presidente russo Vladimir Putin abbia messo in stato di allerta il sistema di deterrenza nucleare, in risposta alle “affermazioni aggressive” dei Paesi occidentali e alle sanzioni considerate “ostili”. Ma nel caso in cui un missile nucleare fosse lanciato sull'Europa cosa accadrebbe? C'è uno scudo missilistico in grado di difenderci? Ecco cosa sappiamo.

Si parla da molti anni di uno scudo antimissile per l'Europa, un sistema basato su più dispositivi in grado di intercettare missili balistici a corto, medio e lungo raggio, potenzialmente armati anche con testate nucleari. Uno scudo del genere è già pienamente operativo negli Stati Uniti, grazie alla combinazione fra più sistemi integrati: fra essi figurano l'Aegis montato su unità navali, il Ground-Based Midcourse Defense (GMD) per intercettare testate dallo spazio e il Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) contro missili balistici a medio e corto raggio, che interfacciandosi con sensori satellitari e installazioni radar creano una fitta rete difensiva. Una parte di questi sistemi, sotto l'egida della NATO, si estende anche in Europa con il nome di European Phased Adaptive Approach (EPAA), sebbene non vi sia una struttura capillare ed estesa come quella statunitense, ma un insieme di installazioni locali.

Credit: wikipedia
Credit: wikipedia

L'UE ha discusso più volte dello scudo antimissile europeo, ma la sua completa realizzazione ha implicazioni politiche e strategiche non indifferenti. Un simile sistema è infatti in grado di intaccare gli equilibri fra le superpotenze mondiali, erodendo le basi del concetto di deterrenza nucleare. Ma come indicato dalla NATO in un comunicato, la proliferazione dei missili balistici rappresenta una minaccia per la sicurezza dei Paesi che ne fanno parte, pertanto la Difesa Missilistica Balistica o BMD (acronimo di Ballistic Missile Defence) “è una delle missioni permanenti della NATO e fa parte della risposta dell'Alleanza a questa minaccia”. In parole semplici, un tale sistema si rende necessario per proteggere le popolazioni e i territori dei Paesi alleati, dei quali fa parte anche l'Italia. “Il BMD della NATO è strettamente difensivo e contribuisce al compito principale della NATO, la difesa collettiva. Le capacità del BMD sono una parte essenziale del mix strategico della NATO, insieme alle forze convenzionali e alla deterrenza nucleare”, si legge nel comunicato.

Sistema di lancio di una nave con Aegis. Credit: wikipedia
Sistema di lancio di una nave con Aegis. Credit: wikipedia

Ma su cosa si basa esattamente la difesa missilistica della NATO in Europa? Per quanto concerne l'estensione statunitense EPAA, il cui centro di comando di trova a Ramstein in Germania, ci sono un radar BMD a Kürecik in Turchia; un sito Aegis Ashore in Romania presso la base aerea di Deveselu e un altro Aegis Ashore in costruzione presso la base militare di Redzikowo in Polonia. In Spagna, inoltre, ci sono quattro navi con sistema Aegis anti missile presso la base navale di Rota. Altre due se ne dovrebbero aggiungere nel prossimo futuro. Il sistema Aegis, il cui nome significa “scudo” in latino, per quanto concerne la marina militare statunitense (US Navy) è installato su cacciatorpedinieri di classe Arleigh Burke e incrociatori di classe Ticonderoga. Ogni Aegis si basa su vari sottosistemi in grado di intercettare e distruggere i missili balistici nemici, come il radar di scoperta, controllo e inseguimento AN/SPY-1 e il sistema di lancio verticale dei missili (VLS) Mk 41. In parole semplici, il sistema scopre i missili in aria e lancia altri missili per distruggerli prima che arrivino al suolo.

A questa sorta di rete protettiva si aggiungono altri sistemi di difesa BMD basati su missili Patriot, SAMP/T, Aster installati su navi e altri ancora. Ciò nonostante non si tratta di una copertura tout court, mancando ad esempio una capillare installazione di radar, fondamentali per intercettare i bersagli. Al di là di quella in Turchia, come specificato da InsideOver, ce n'è infatti soltanto un'altra con capacità di scoperta a lunghissimo raggio ed è installata a Fylingdales, nel Regno Unito. Va inoltre tenuto presente che anche se questi sistemi sono in grado di colpire uno o più missili balistici (nucleari e non) ipoteticamente lanciati contro l'Europa, come spiegato a Fanpage dal fisico Marco Casolino sarebbe praticamente impossibile intercettarli tutti. Sia perché ne possono essere lanciati moltissimi assieme, dei quali solo alcuni armati con vere testate (in pratica delle esche), sia perché ogni missile può portare più testate, che a un certo punto del volo si separano per colpire più bersagli. La speranza, naturalmente, è che non si arriverà mai alla guerra nucleare con l'impiego di queste armi catastrofiche, in grado di cancellare intere città. Basti pensare che la bomba Zar da 50 megatoni, la più potente mai fatta esplodere durante un test nucleare, come spiegatoci dal dottor Casolino nel caso in cui venisse fatta esplodere al centro di Roma distruggerebbe un'area compresa tra Civitavecchia a Latina.

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