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Cosa c’è dietro il livido sulla mano di Trump: il fact-checking del cardiologo sulle sue parole

Donald Trump ha giustificato l’importante livido visibile sulla sua mano durante un evento di ieri a Davos dicendo che ha semplicemente urtato contro un tavolo. Ha poi ha aggiunto che questi ematomi sarebbero gli “effetti collaterali” dell’aspirina. Il cardiologo Daniele Andreini spiega cosa c’è di vero nelle sue parole.
Intervista a Prof. Daniele Andreini
Responsabile dell’UO di cardiologia universitaria e imaging cardiaco dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano
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Donald Trump durante la cerimonia di firma del “Board of Peace” al World Economic Forum (WEF) il 22 gennaio 2026 a Davos, in Svizzera
Donald Trump durante la cerimonia di firma del “Board of Peace” al World Economic Forum (WEF) il 22 gennaio 2026 a Davos, in Svizzera

Durante la cerimonia di ieri per la firma del Board of Peace al World Economic Forum di Davos, Donald Trump aveva un grande livido violaceo e rossastro sul dorso della mano sinistra. Le foto del presidente degli Stati Uniti hanno subito fatto il giro del web e, come è già accaduto più volte in passato, con loro sono partite le congetture sui suoi presunti problemi di salute, tanto che lo stesso Trump e la Casa Bianca sono intervenuti per spiegare le cause dell'ematoma.

"L'ho sbattuta contro il tavolo", ha detto Trump, a bordo dell'Air Force One di ritorno a Washington, parlando con i giornalisti presenti sul volo. Ha poi aggiunto che il livido così evidente sarebbe dovuto in realtà alla sua abitudine di assumere l'aspirina per il cuore, tra l'altro a un dosaggio non raccomandato per questi scopi.

Il professore Daniele Andreini è responsabile dell’UO di cardiologia universitaria e imaging cardiaco dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e docente dell'Università Statale di Milano. A Fanpage.it ha commentato le dichiarazioni di Trump sull'aspirina e il suo possibile collegamento con il rischio ematomi.

La spiegazione di Trump

"Prendo l'aspirina grande – probabilmente Trump con grande intendeva il dosaggio elevato – Prendete l'aspirina se tenete al vostro cuore, ma non prendetela se non volete avere qualche piccolo livido", ha dichiarato Trump ai giornalisti presenti. Poi ha anche aggiunto che in realtà non gliel'avrebbero prescritta i medici, ma avrebbe deciso di assumerla di sua iniziativa.

In passato, lo stesso medico della Casa Bianca, e quindi di Trump, Sean P. Barbabella, ha confermato che il presidente assume una dose giornaliera di 325 mg di aspirina, nonostante le raccomandazioni standard negli Stati Uniti siano spesso di circa 81 mg. In una recente intervista rilasciata al Wall Street Journal, Trump stesso ha ammesso che, nonostante la sua salute sia perfetta – fatta eccezione per un problema di insufficienza venosa confermato dalla Casa Bianca – si sente rassicurato dal fatto di assumere l'aspirina: "Sono un po' superstizioso. Dicono che l'aspirina sia utile per fluidificare il sangue, e io non voglio che il sangue denso scorra nel mio cuore. Voglio che nel mio cuore scorra sangue bello fluido", ha detto.

"I medici hanno detto – ha aggiunto Trump ai giornalisti presenti sul volo – ‘Non è necessario che la prenda, signore, lei è molto in salute'. Io ho risposto: ‘Non voglio correre rischi'. Questo è uno degli effetti collaterali". In passato Trump ha anche confessato di usare il fondotinta per coprire i lividi che a volte compaiono sulle sue mani a causa delle frequenti strette di mano.

Anche la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato in una nota stampa che Trump sta bene, spiegando che si sarebbe procurato il livido urtando la mano contro uno dei tavoli durante gli incontri a Davos. Secondo quanto riporta l’Independent, le foto scattate il giorno prima e la mattina prima dell'incontro non mostrerebbero segni del livido, un dettaglio che potrebbe supportare la spiegazione ufficiale.

Cos'è l'aspirina

"Anche se nel linguaggio comune siamo abituati a usare il termine cardioaspirina – spiega Andreini – in realtà l'aspirina è solo una: il principio attivo è infatti sempre lo stesso, ovvero l’acido acetilsalicilico, ma è disponibile in commercio in vari dosaggi, con azioni diverse. Parliamo del farmaco antinfiammatorio non steroideo più diffuso in Italia, ma a dosi elevate, tra i 500 e gli 800 mg, il principio attivo ha un potente effetto antinfiammatorio, mentre a dosi molto basse l’effetto antinfiammatorio è praticamente trascurabile, ma ha un effetto antiaggregante piastrinico, che è quello collegato alla comparsa di ematomi".

Ovviamente, la cardioaspirina, come qualsiasi altro farmaco, dovrebbe essere assunta soltanto sotto prescrizione medica e secondo le indicazioni del proprio medico. Inoltre, la teoria di Trump, oltre a non avere alcun fondamento scientifico, potrebbe esporre a dei rischi chiunque decida di seguirla senza consultare prima il proprio cardiologo.

Perché l'aspirina non va assunta come dice Trump

"L'aspirina a un dosaggio basso, circa 100 mg in Italia e 81 negli Stati Uniti – aggiunge Andreini – viene chiamata appunto cardioaspirina perché si è visto che questo è il dosaggio minimo per garantire un effetto antiaggregante. La dose indicata dal medico di Trump, 325 mg, è il massimo consentito in Italia per l'effetto antiaggregante. Per questo viene utilizzata nella prevenzione cardiovascolare secondaria, ovvero in pazienti che hanno già avuto problemi come cardiopatia ischemica o ictus". Come spiega l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, "la cardioaspirina è uno dei farmaci più utilizzati nella prevenzione di eventi cardiovascolari come infarti e ictus grazie alla sua azione antiaggregante".

Tuttavia, in prevenzione primaria, ovvero in pazienti che non hanno mai avuto episodi o malattie cardiovascolari, l'uso dell'aspirina a questo scopo è fortemente controverso. "Recenti studi hanno mostrato che soprattutto negli over 75 l'aspirina in prevenzione primaria non è assolutamente indicata – spiega Andreini – Questo perché si è visto che la protezione dagli eventi ischemici è minima, mentre aumenta in modo significativo il rischio di eventi emorragici, non solo quelli banali come gli ematomi cutanei, ma anche sanguinamenti gastrointestinali o cerebrali".

Il collegamento con gli ematomi

A differenza delle diverse dichiarazioni di Trump sull'assunzione dell'aspirina, per quanto riguarda il collegamento con il rischio di ematomi, la spiegazione di Trump è scientificamente plausibile. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) inserisce infatti l’uso di farmaci antiaggreganti o anticoagulanti tra i possibili fattori che favoriscono la formazione di ematomi.

Per capire qual è il legame bisogna tenere a mente che un ematoma è "un versamento di sangue – si legge sul sito dell’Iss – all’esterno del circolo sanguigno ed è provocato dalla rottura della parete di un’arteria, di una vena o di un capillare, generalmente in seguito a un trauma".

"Certamente l'assunzione di aspirina, specie nel dosaggio che Trump ha detto di assumere, può favorire la formazione di ematomi. Non sappiamo esattamente le sue dosi, ma è chiaro che più sono elevate, maggiore è l'effetto antiaggregante, quindi è assolutamente plausibile che abbia spesso ematomi", conferma Andreini.

Certo, è sempre necessaria una qualche forma di urto o trauma, ma basta un evento davvero minimo. "Per quanto riguarda gli ematomi, gli antiaggreganti, a differenza degli anticoagulanti, raramente provoca ematomi spontanei – aggiunge il cardiologo – ma può accentuare un sanguinamento già in atto. Questo significa che una piccola ecchimosi, ovvero uno stravaso di sangue in un tessuto dopo un trauma, che normalmente sarebbe quasi invisibile, può diventare più estesa, più scura ed evidente. Ma in genere c’è comunque bisogno di un piccolo trauma, anche minimo, come urtare uno spigolo, affinché compaia l'ematoma".

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