Compra un vaso a 4 dollari, dopo 5 anni scopre che è un antico tesoro Maya: la storia di Anna Lee Dozier

Un vaso pagato meno di 4 dollari, dimenticato per anni su una mensola di casa. Poi, all’improvviso, il dubbio. E infine la conferma: quello che Anna Lee Dozier aveva sempre considerato un semplice oggetto decorativo si è rivelato qualcosa di molto diverso: un autentico manufatto della civiltà Maya, risalente a un periodo compreso tra il 200 e l’800 d.C. La donna, un’attivista per i diritti umani negli Stati Uniti, aveva acquistato il vaso in un negozio dell’usato a Clinton, nel Maryland, senza sospettare nulla di straordinario. La forma le sembrava interessante: pensava fosse un souvenir artigianale portato da una vacanza. Era in saldo su uno scaffale vicino alla cassa.
“Sembrava vecchio, ma non antichissimo, forse di 20 o 30 anni” ha raccontato all’emittente locale WUSA9. “Avevo intuito che avesse qualche legame con il Messico, un paese a cui sono molto legata per via del mio lavoro”. Per cinque anni, l’oggetto è rimasto semplicemente lì, sulla mensola di casa, come ricordo legato al Messico.
Tutto è cambiato nel gennaio 2024, durante un viaggio di lavoro a Città del Messico. Visitando il Museo Nazionale di Antropologia, Dozier si è trovata davanti a vasi Maya incredibilmente simili al suo. Quelle forme, quei colori e quei motivi le erano fin troppo familiari. Il sospetto, inizialmente improbabile, ha iniziato a prendere forma.
Così, dopo essere tornata negli Stati Uniti, ha contattato l’ambasciata messicana a Washington, inviando fotografie e misure dettagliate. La risposta dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia è stata chiara: il vaso era autentico. Si trattava di un’urna cerimoniale del periodo Classico Maya, un’epoca considerata l’apice culturale e politico di quella civiltà della Mesoamerica.
Dal negozio dell’usato al ritorno in Messico: il viaggio dell’antico vaso Maya
La scoperta ha dato il via a un processo di restituzione che si è concluso con una cerimonia ufficiale presso l’Istituto Culturale del Messico, a Washington. Alla presenza dell’ambasciatore Esteban Moctezuma Barragán, il vaso è stato formalmente riconsegnato al Messico, dove entrerà a far parte delle collezioni nazionali e sarà studiato e conservato.
Non è chiaro come il manufatto sia finito in un negozio dell’usato nel Maryland. Secondo le autorità culturali messicane, casi simili non sono rari: molti oggetti arrivano all’ambasciata dopo essere stati ereditati o acquistati senza conoscerne la reale origine. Una volta verificati, vengono rimpatriati regolarmente.
Dozier ha scelto fin da subito di non vendere il vaso, nonostante il suo valore storico. Restituirlo, ha spiegato, era la decisione più giusta. “Un oggetto con un significato così profondo per un’intera cultura non può essere ridotto a una cifra economica”.
C’era però anche un motivo più personale a spingerla a restituirlo rapidamente: in casa con lei vivono i suoi tre figli piccoli. E il timore che un vaso, sopravvissuto per oltre mille anni, potesse rompersi accidentalmente l’ha convinta ad agire in fretta. “Ero terrorizzata all’idea che, dopo secoli, potesse rompersi proprio a casa mia”.