Cistite in estate, ginecologa Benini: “Urinare dopo i rapporti sessuali può ridurre il rischio di recidive”

Con l'arrivo dell'estate e delle alte temperature aumentano anche i casi di cistite, un'infezione delle vie urinarie molto comune soprattutto tra le donne. Caldo, disidratazione e cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono infatti favorire la proliferazione dei batteri e la comparsa dei sintomi. Per capire quali sono le cause più frequenti, come riconoscere il disturbo e quali strategie adottare per prevenirlo, Fanpage.it ne ha parlato con Vittoria Benini, ginecologa dell'Unità di Ostetricia e Ginecologia dell'IRCCS Ospedale San Raffele di Milano.
Che cos’è la cistite e quali sono le cause principali che favoriscono la sua comparsa?
La cistite è un’infezione, generalmente di origine batterica, che interessa le vie urinarie basse e in particolare la vescica. Nelle donne la causa principale è la colonizzazione da parte di batteri provenienti dall’intestino. Infatti, rispetto agli uomini la distanza tra intestino e meato uretrale (l’orifizio delle vie urinarie) è chiaramente minore e questo facilita il passaggio dei batteri. Per questo motivo disturbi intestinali come stitichezza, alvo alterno o altre problematiche gastrointestinali possono riflettersi sulla salute della vescica e favorire l’insorgenza della cistite.
Come si riconosce una cistite e quali sintomi dovrebbero spingere a rivolgersi a un medico?
I sintomi più tipici sono il bruciore durante la minzione (comunemente: urinare), chiamato in ambito scientifico disuria, e la sensazione di dover urinare frequentemente o con urgenza anche quando la quantità di urina è minima. Può manifestarsi anche la sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica. In alcuni casi si può osservare la presenza di sangue nelle urine: è un sintomo che ovviamente spaventa molto, ma che può in realtà può verificarsi a causa dell’irritazione delle pareti vescicali provocata dall’infezione.
È vero che in estate si registrano più casi di cistite?
Sì e il principale fattore di rischio è la disidratazione. Con il caldo si tende a perdere più liquidi attraverso la sudorazione e, se non si beve a sufficienza, la vescica si riempie meno e i batteri possono proliferare più facilmente. Inoltre, durante l’estate cambiano le abitudini quotidiane: si trascorrono più ore fuori casa e spesso si tende a trattenere l’urina più a lungo. Anche questo comportamento favorisce la proliferazione batterica. Un altro elemento da considerare e che viene spesso sottovalutato è il costume bagnato mantenuto per molte ore, che può alterare l’equilibrio del microbiota vaginale e favorire la comparsa di infezioni.
Esistono fattori legati allo stile di vita che aumentano il rischio di sviluppare cistiti ricorrenti?
Oltre a una corretta idratazione, è importante prestare attenzione ad alcuni alimenti che possono risultare irritanti per la vescica, soprattutto nelle persone che soffrono di cistiti ricorrenti. Tra questi ci sono i cibi particolarmente piccanti, quelli molto zuccherati, il vino bianco e i solfiti, il cioccolato e la menta. Non significa che debbano essere eliminati completamente, ma è utile monitorarne il consumo. Anche il fumo, ovviamente, rappresenta un fattore di rischio perché contribuisce all’irritazione della vescica.
Qual è il rapporto tra attività sessuale e cistite?
Esiste una forma ben nota chiamata cistite post-coitale: alcune donne, soprattutto giovani, sviluppano episodi di cistite dopo i rapporti sessuali. Alla base c’è spesso una predisposizione individuale, ma anche il microtraumatismo legato al rapporto e la maggiore esposizione ai batteri possono favorire l’infezione. Uno degli accorgimenti più utili è urinare subito dopo il rapporto sessuale. In alcuni casi specifici possono essere prescritte anche terapie preventive mirate.
Si sente spesso parlare di mirtillo rosso e probiotici. Sono davvero efficaci nella prevenzione?
La prima forma di prevenzione resta sempre il cambiamento dello stile di vita. Detto questo, esistono alcune sostanze che possono essere utili per ridurre il rischio di recidive. Il mirtillo rosso, o cranberry, contiene sostanze che ostacolano l’adesione dei batteri alle pareti delle vie urinarie. Il D-mannosio agisce con un meccanismo simile ed è particolarmente efficace contro l’Escherichia coli, il batterio responsabile della maggior parte delle cistiti. Un altro ruolo importante è svolto dai probiotici e dai lattobacilli, che aiutano a mantenere in equilibrio il microbiota vaginale e a contrastare la proliferazione dei batteri patogeni.
Quando è necessario ricorrere agli antibiotici?
Quando si è in presenza di una vera infezione urinaria è importante effettuare un’urinocoltura, un esame che permette di identificare il batterio responsabile e verificare a quali antibiotici è sensibile. In questo modo è possibile impostare una terapia mirata ed evitare trattamenti sbagliati che potrebbero peggiorare la situazione.
Perché alcune donne soffrono di cistiti ricorrenti?
Le cause possono essere diverse. Ci sono fattori legati alle abitudini quotidiane, ma anche predisposizioni individuali: disturbi intestinali, alterazioni del microbiota, secchezza vaginale e atrofia vaginale, particolarmente frequenti in menopausa, possono aumentare il rischio. Anche alcune terapie ormonali possono favorire la comparsa di cistiti ricorrenti, mentre in altri casi un’infezione non trattata correttamente può tendere a cronicizzarsi.
Quali consigli darebbe alle donne che soffrono di cistiti frequenti?
È fondamentale bere adeguatamente, non trattenere l’urina per troppe ore, urinare dopo i rapporti sessuali e prestare attenzione ai possibili fattori irritanti. Ma soprattutto, quando gli episodi diventano ricorrenti è importante rivolgersi a uno specialista. Si parla di cistite ricorrente in presenza di almeno tre episodi nell’arco di un anno oppure di due episodi negli ultimi sei mesi e in questi casi una valutazione specialistica può aiutare a individuare i fattori predisponenti e impostare una strategia preventiva personalizzata.