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Ciclone Harry: “Tempesta con vento da levante mai vista, scene da tsunami”. La testimonianza dalla Sardegna

In queste ore il ciclone Harry si sta abbattendo con forza su Calabria, Sardegna e Sicilia. Il ricercatore Luca Bittau, che vive sull’isola di La Maddalena, racconta a Fanpage.it la sua testimonianza e l’anomalia della tempesta, caratterizzata da fortissimi venti da Est “mai visti”.
A cura di Andrea Centini
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Il ciclone Harry si sta abbattendo con forza inaudita su Calabria, Sardegna e Sicilia, con venti di tempesta ben oltre i 100 chilometri orari, piogge intense e soprattutto mareggiate di portata storica. Le immagini che giungono dalle coste italiane più colpite mostrano onde altissime – fino a 10 metri di altezza – e l'invasione dei centri abitati da parte del mare, un fenomeno conosciuto come Storm Surge (onda di tempesta) tipicamente associato ai cicloni tropicali. Ma col Mar Mediterraneo sempre più caldo a causa del cambiamento climatico, questi fenomeni estremi sono ormai una realtà anche da noi. L'evento in corso appare molto più potente di quelli registrati negli ultimi anni e presenta caratteristiche simili a quelle di un Medicane, ovvero di un uragano mediterraneo (il termine deriva dall'unione delle parole “Hurricane” e Mediterraneo).

Nel momento in cui stiamo scrivendo, fortunatamente, non si registrano vittime, ma sono state sfiorate alcune tragedie, come ad Africo in provincia di Reggio Calabria, dove un grande masso ha centrato un'automobile in transito. Protezione civile ed Esercito sono pronti a evacuare tutte le persone che si trovano nelle aree più esposte ai rischi. Circa cento residenti sono stati portati via da Capoterra (provincia di Cagliari) a seguito dell'aggravarsi della situazione, mentre altre evacuazioni preventive erano state già predisposte in vista dell'impatto di Harry. Secondo le stime dei meteorologi, la fase più critica del maltempo estremo dovrebbe durare fino alla serata di oggi, poi il fenomeno dovrebbe attenuarsi nel corso della notte.

Una situazione particolarmente drammatica si sta vivendo in Sardegna, dove il ciclone Harry sta colpendo in un modo mai visto prima. A raccontarlo a Fanpage.it il ricercatore Luca Bittau, fondatore e presidente dell'associazione SEA ME Sardinia. Lo scienziato si trova sull'isola di La Maddalena, nel nord della regione. “Ci sono state tante tempeste di maestrale, ponente e scirocco negli ultimi anni, ma così da levante a memoria proprio non ricordo. È un vento che qui a La Maddalena non conosciamo, come del resto quello da sud pieno, ma solo perché siamo nella Sardegna settentrionale e siamo protetti da tutta l'isola”, ha affermato il dottor Bittau, che abbiamo raggiunto al telefono. “Da est – prosegue il ricercatore – in questo modo non era mai successo. Capitano mareggiate e tempeste da nord e ponente, soprattutto da ponente. Spesso sollevano anche onde alte, ma quella di oggi è una novità che sta facendo moltissimi danni, perché le strutture – anche quelle portuali – non sono predisposte a mareggiate da questo quadrante.

Lo scienziato ci ha spiegato che la situazione sull'Arcipelago di La Maddalena non è tra le peggiori perché il vento si incanala nelle Bocche di Bonifacio e accelera, quindi le nuvole non si fermano, mentre un po' più a sud, già all'altezza di Olbia, la situazione è molto più critica. Il rischio è che possa verificarsi un evento simile a quello del ciclone Cleopatra del 2013, quando ci furono quasi 20 vittime, la maggior parte concentrate proprio nell'area di Olbia. All'epoca la perturbazione diede vita a un fronte a V caratterizzato da concentrazione di aria calda e umida da sud e aria fredda da nord in uno spazio ristretto, con innesco di cosiddetti temporali autorigeneranti e piogge estreme molto pericolose.

Mareggiate particolarmente intense si stanno registrando a Cala Gonone affacciata sul Golfo di Orosei, nel territorio del Comune di Dorgali (provincia di Nuoro). “Qui le onde hanno sollevato i massi del molo frangiflutti e li ha portati sulle strade come se fossero granelli di sabbia. Dalle immagini sembra di assistere alle scene degli tsunami in Giappone, dove la gente osserva ciò che accade dal tetto dei palazzi”, ha affermato il dottor Bittau.

Il ricercatore spiega che tra le zone più interessate dal fenomeno vi sono anche il Golfo degli Angeli a Cagliari e la zona di Teulada, ma in particolar modo la costa da Olbia in giù, dove si trovano le famose spiagge di Cala Luna e Cala Sisine. Da molte zone non giungono notizie perché se ne sono andati via tutti alla luce dei rischi. Probabilmente si avrà una prima stima dei danni soltanto domattina, quando la perturbazione si sarà attenuata e le luci del giorno permetteranno di verificare al meglio l'entità dell'impatto delle mareggiate. Problemi significativi si stanno verificano anche nell'entroterra, perché la pressione delle onde del mare sta impedendo ai fiumi di scaricare l'acqua, quindi tendono a esondare. “Ci sono stati allagamenti in Ogliastra soprattutto”, ci ha raccontato il ricercatore.

Il dottor Bittau, che studia i cetacei, ci ha spiegato che anche per i mammiferi marini debilitati le tempeste come il ciclone Harry possono essere molto pericolose. Pur essendo abituati a fenomeni intensi in mare aperto, situazioni del genere prolungate possono modificare le condizioni del mare, ad esempio riducendo la temperatura a tal punto che lo strato di grasso non riesce a sopperire. Anche l'alimentazione può essere compromessa. Gli animali debilitati e ammalati possono avere un crollo del sistema immunitario, andare in sofferenza e morire per queste condizioni estreme. Le intense mareggiate di queste ore potrebbero poi portarne le carcasse lungo la costa, determinando spiaggiamenti come accaduto in occasione di altre tempeste.

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